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L’addio di Lama a Mario Merli “icona del paese”

Si è spento martedì Mario Merli, conosciutissimo per il suo bel carattere e la sconfinata passione per la fisarmonica, che l'ha portato a suonare a innumerevoli feste (era amicissimo del maestro...

Si è spento martedì Mario Merli, conosciutissimo per il suo bel carattere e la sconfinata passione per la fisarmonica, che l'ha portato a suonare a innumerevoli feste (era amicissimo del maestro Bruno Serri). Si è spento a 97 anni per un malore nella casa di Vaglio (Lama Mocogno) in cui viveva con la figlia: domenica avrebbe dovuto suonare alla festa di Magrignana. Ieri al funerale c'erano più di 200 persone, con alpini venuti da tutta la provincia. Il parroco don Romeo Venturelli lo ha ricordato come «un uomo che amava gli uomini e la terra: il suo è sempre stato l'orto più bello di Lama». Durante la guerra, combatté sul fronte albanese e nella terribile battaglia di Nikolaevka (Russia), in cui morirono 40mila italiani. Catturato dai tedeschi dopo l'8 settembre, fu deportato ad Auschwitz, dove sopravvisse solo grazie alla sua bravura con la fisarmonica. Era un campione anche con la ruzzola. All'ultimo saluto hanno voluto esserci i compagni d'orchestra di sempre: Claudio Mattioli e Gino Venturelli. Gli amici di Slow Food Frignano (Graziano Poggioli, Gianni Donini, Silvia Bartolini,

Eugenio Orlandi e Rolando Bagatti) ad agosto per i suoi 97 anni gli avevano fatto una grande festa, riconoscendolo appunto quale “monumento umano”. Cordoglio dalla consigliera regionale Luciana Serri e dal sindaco Fabio Canovi che ha parlato di «un'icona della comunità». (d.m.)

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