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San Prospero, F.lli Baraldi ricorre in appello contro la sentenza di fallimento

I soci del colosso edilizio chiedono di essere riammessi alla procedura del concordato Deciderà la Corte di Bologna: il curatore si costituisce, ma i dipendenti preparano una manifestazione

SAN PROSPERO. La Fratelli Baraldi Costruzioni ha presentato reclamo contro il fallimento pronunciato dal Tribunale di Modena.

La decisione era nell’aria: da quando nei mesi scorsi la sentenza è stata pronunciata, si sono moltiplicate le iniziative a sostegno e le attestazioni di solidarietà all’azienda, specie dei dipendenti e specie dopo l’archiviazione del sospetto di presunte collusioni tra l’ex patron Claudio Baraldi e un tecnico considerato vicino ad una cosca.

Fatto sta che il pool di legali coordinati dall’avvocato Mariarosaria Cicatiello hanno inoltrato alla Corte di Appello un dettagliato e pungente ricorso, incentrato, al di là degli aspetti legali, sulla inadeguatezza economicità della procedura fallimentare, quando invece quella del concordato avrebbe potuto portare a qualche soddisfazione, per quanto parziale, del ceto creditorio. L’udienza per la discussione è fissata per il prossimo 16 febbraio, a Bologna. E per quella occasione si stanno già mobilitando dipendenti, amici, collaboratori e aziende dell’indotto vicine alla Baraldi. È possibile infatti che venga deciso di organizzare una manifestazione davanti alla Corte, a sostegno della revoca del fallimento.

I soci della Baraldi come noto contestano che il fallimento sia il frutto di decisioni di carattere amministrativo - l’esclusione dalla white list - che hanno ingiustamente sgambettato il colosso delle costruzioni e delle demolizioni nel pieno dell’emergenza terremoto, provocando un danno irreparabile. L’azienda fu poi riammessa alla “white list” della prefettura di Modena quando Claudio venne formalmente escluso, con il cambio dei vertici societari.

«Nel nostro ricorso - si limita a confermare l’avvocato Cicatiello - chiediamo la riattivazione della procedura di concordato che la sentenza di fallimento ha interrotto. Riteniamo che la procedura concordataria poteva meglio soddisfare le esigenze dei creditori chirografari, che si erano già pronunciati a favore, e che ci fossero gli estremi per una transazione con Inps e Agenzia delle Entrate, che invece si sono pronunciate contro. Come noto, la banca a sua volta non ha avallato il concordato, ma a parte la consistenza delle garanzie ipotecarie, di certo un fallimento azzera i margini di un parziale recupero». Contro il reclamo si è costituita la procedura fallimentare. Se ne occuperà il curatore, dottor Pivetti, che nella costituzione ha rappresentato una situazione diversa.

«Abbiamo preso atto di questa decisione», si limita a chiosare, interpellata sul punto, l’avvocato

Cicatiello. Lasciando intendere che si tratta di una decisione non così usuale. Intanto, come noto, la procedura a tutela dei creditori ha confermato l’affitto di azienda (e l’assunzione dei dipendenti) alla Global Costruzioni. E le commesse non mancano, anzi. (ase)
 

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