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Piacere, Francesca: Vi racconto la vita delle ragazze nei night club modenesi

Piacere, Francesca: "Vi racconto la vita delle ragazze nei night club modenesi"

Da lei sono passate per anni le bellezze di ogni età  approdate ai locali notturni: “Le difenderò sempre” 

Stringi la mano a Francesca - una bella stretta solida, schietta - e ti sembra di ritrovare qualcuno che conosci da sempre. È facile sentirsi a proprio agio guardandola negli occhi. Occhi infiniti. No, non è la sua esuberanza quasi spavalda. Di Francesca, nome di fantasia (la nostra ospite ha infatti chiesto di restare anonima) colpisce l’intenso battito del cuore. Nonché un vissuto che molto ha in comune con una corsa ad ostacoli. Per anni Francesca ha gestito una fetta consistente della vita notturna di Modena e provincia. Una dimensione parallela al quotidiano, tradotta in night e ragazze disponibili che, se per alcuni suona disdicevole, per altri, spesso “insospettabili”, risulta irresistibile. «Ritengo che le ragazze molto giovani, di fatto ancora immature e poco consapevoli, siano inadeguate al ruolo. Motivo per cui ho sempre optato per donne comprese in una fascia d'età tra i venticinque e i cinquant'anni». L’esordio di Francesca nel mondo dei nottambuli è piuttosto precoce. «Dopo un'infanzia in equilibrio precario tra luce e ombra ho scoperto la realtà dei locali notturni. Una realtà alternativa a ciò che viene reputato normale e che chiunque dovrebbe conoscere. Se non altro perché, quando tramonta il sole, le persone si tolgono la maschera mostrandosi per come sono. Il senso di solitudine è un sentimento oltremodo comune. Non è un caso se tra Modena, Reggio Emilia e Parma i locali notturni continuino ad essere gettonatissimi». È una “tipa tosta” Francesca (anche se poi basta poco per farla commuovere). Detesta l'ipocrisia e difende il valore umano delle “sue” ragazze con la grinta e la tenacia di una leonessa. «Sono vere e proprie crocerossine. Dal canto mio posso dire di averne aiutate parecchie. Con alcune ho creato legami di sincera amicizia. Ancor prima del sesso la maggior parte degli uomini cerca compagnia e conforto, comprensione e complicità. In linea di massima i clienti dei night sono persone ordinarie con una vita sociale altrettanto ordinaria. Frequentando i luoghi della notte compensano, o forse si illudono di compensare, evidenti carenze affettive. Tanto che spesso si affezionano in modo particolare ad una ragazza, a volte innamorandosene. È però rarissimo che un uomo lasci la propria famiglia. Se succede non è mai una decisione indolore. Le mogli tradite tendono ad essere vendicative. Posso comprenderlo. Quel che però non digerisco è l'accanimento che mostrano nel voler distruggere i mariti fedifraghi. Ho visto uomini in lacrime perché non potevano neppure avvicinarsi ai figli, portare loro un regalo per il compleanno». A questo punto la domanda nasce spontanea: qual è il ritratto del cliente della notte? Quanti anni ha? «Dunque… sono abbastanza numerosi i giovani che per provare qualcosa di diverso, per vivere un’avventura da raccontare agli amici facendosi belli, muovono i primi passi nei night. Di solito le ragazze li catalogano alla voce “perdita di tempo”. La clientela standard, se così si può dire, oscilla tra i quaranta e gli ottant'anni. Pare strano o incredibile ma alcuni clienti hanno solo bisogno di parlare a cuore aperto, vogliono incontrare una donna che sappia ascoltare senza giudicare. Tengo a sottolineare che nei locali è vietato consumare rapporti sessuali. Se qualcuno ha mire di questo tipo, dopo aver pagato sia il locale sia la ragazza, porta la sua prescelta altrove. La differenza tra entraîneuse ed escort? Le prime lavorano nei night, le seconde ricevono direttamente in piccoli appartamenti che di solito affittano nei complessi residenziali. Una realtà quest'ultima assai diffusa nelle nostre zone. E se è vero che molte ragazze sono straniere, è altrettanto vero che non mancano le italiane. Che io peraltro, al pari delle sudamericane, prediligo. Perché? Perché rispetto alle colleghe dell’Est, di fatto più fredde e calcolatrici, ci mettono il cuore. Ogni donna ha la propria storia da raccontare. Spesso sono storie crude o faticose. Narrano di persone perlopiù sposate che rappresentano la colonna portante della famiglia. Con mariti a volte consenzienti, ossia informati in merito alla loro attività notturna. Io le guardo sempre con tenerezza. Non è raro che scelgano questa vita per consentire ai figli di studiare, per pagare le rate del mutuo o per sostenere un compagno che ha perso il lavoro. Insomma… è difficile che il loro primo pensiero sia: voglio guadagnare tanti soldi per aumentare la misura del seno. C'è chi quando torna a casa al mattino fa i salti mortali per accompagnare i bimbi a scuola. Oppure va a pulire gli uffici». Lavorare nei locali notturni garantisce un buon ritorno economico? «Senza dubbio. Anche se rispetto ad un tempo le cose sono cambiate. Una volta capitava che un imprenditore o un politico danaroso

arrivasse ad investire cifre importanti, nell'ordine dei cinque milioni di lire, per un week end da trascorrere in compagnia di una ragazza. Ora è assai improbabile. No…questo non è un lavoro per tutte. Serve predisposizione e comunque non è mai facile. Ma ci si fa l'abitudine».

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