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Serramazzoni, Nicholas Poggioli guru della moda nato tra i monti del Pompeano

Serramazzoni, Nicholas Poggioli "guru" della moda nato tra i monti del Pompeano

Laurea a Milano, inizio da Jean Paul Gaultier . Dalla campagna di Pompeano di Serramazzoni allo scintillio delle sfilate in passerella. E non da ospite, ma da autore assoluto. È l'exploit di Nicholas Poggioli, 35enne diventato in pochissimi anni un guru nel mondo della moda, tanto da essere dal 2016 al timone del brand Frankie Morello in qualità di direttore creativo.

SERRAMAZZONI. Dalla campagna di Pompeano di Serramazzoni allo scintillio delle sfilate in passerella. E non da ospite, ma da autore assoluto. È l'exploit di Nicholas Poggioli, 35enne diventato in pochissimi anni un guru nel mondo della moda, tanto da essere dal 2016 al timone del brand Frankie Morello in qualità di direttore creativo. Tutta la visione artistica del marchio è sotto il suo controllo: abbigliamento, borse e accessori portano la sua firma. La prima collezione realizzata in toto è stata la primavera/estate 2017, l'ultima l'autunno/inverno 2018-2019 presentata il 15 gennaio al Teatro Vetra di Milano davanti a un pubblico di vip e amici venuti anche da Serra, con grande successo mediatico: ne hanno parlato, tra gli altri, il Tg2, Vogue Italia, Vogue Cina, Elle Italia ed Elle Bulgaria, secondo cui il suo show è stato il più bello della fashion week milanese. Decisamente niente male: lo spunto per una storia tutta da raccontare.


Nicholas, dove e quando comincia?

«Nel verde di Pompeano, dove ha sempre vissuto la mia famiglia contadina, insegnandomi il rispetto della natura. Fin da piccolo ho sempre avuto una passione innata per tutto ciò che era abbigliamento: disegnavo già, per così dire, dei piccoli modelli. Mio padre Claudio e mia mamma Franca Piumi mi hanno sempre spronato a coltivare i miei sogni, e così intanto, dopo le medie, ho fatto a Modena l'istituto d'arte Venturi, imparando bene le nozioni di disegno e di grafica pubblicitaria. Mi sono state utili anche a casa, perché con quelle ho elaborato il logo del Caseificio Santa Rita e le decorazioni dello shop. E poi ho fatto il grande salto: a Milano all'Istituto Marangoni, l'eccellenza formativa per il mondo della moda, da cui, tra gli altri, è uscito Domenico Dolce. È stato l'inizio dell'avventura».

Com'è andata?

«Molto bene: mi sono laureato nel 2006 a pieni voti, avendo già prima della fine del percorso proposte di lavoro da brand blasonati. Ma è stata una scuola dura: una cosa che mi ha preso completamente, rendendo impossibile a volte anche il dormire, nell'inseguimento 24 ore su 24 di un'idea, di un progetto. Perché qui la laurea consiste in una sfilata di moda. I sacrifici sono stati tanti, ma indispensabili per formare un vero professionista».



Una volta finiti gli studi dove hai cominciato a lavorare?

«Ho iniziato a Firenze come Men's designer per Jean Paul Gaultier, occupandomi poi anche della linea donna e delle grafiche T-shirt. Poi nel 2008 vengo chiamato a Milano dalla casa Frankie Morello per seguire la linea uomo, di cui in soli sei mesi divento responsabile. Nel 2016 il brand viene acquisito dalla famiglia Ammaturo, che ne dispone un rinnovo completo nominandomi Art Director. La direzione artistica del brand Frankie Morello era nelle mie mani, a 34 anni: un'età decisamente giovane per un ruolo del genere».

Cosa comporta?

«Essere a capo della direzione creativa significa curare a 360 gradi l'immagine del brand. A partire dal logo, che ho rinnovato ispirandomi allo scarabeo egizio, sinonimo di rigenerazione, protezione e buon auspicio. Il disegno dei capi, lo sviluppo delle grafiche, il coordinamento di tutte le linee; borse, scarpe, junior. Poi la creazione di tutto quanto ruota attorno a una sfilata: abiti, casting modelli, styling, trucco e parrucco, struttura di passerella, concept dello show... Il mio lavoro è rendere reale il mio mondo immaginario».



Come hai affrontato la responsabilità?

«Come ho sempre fatto: con sacrificio e stringendo i denti per poter raggiungere un obiettivo che ti può prendere anche 24 ore in una giornata, perché in ogni momento può saltare fuori un'idea da sviluppare. La chiave per resistere è considerare tutto come un'opportunità e non un problema. In due mesi ho preparato la mia prima collezione, la primavera-estate 2017. Quando di solito ce ne vogliono sei».

Parliamo allora dell'ultima: a cosa si ispira?

«Si chiama “Escape”, e vede al centro la necessita per l'uomo metropolitano di fuggire dalla vita frenetica riconnettendosi con la sua parte ancestrale, con la natura, in uno stile fatto di contrasti. Come metafora il monte Everest, a indicare la madre terra».

È un po' anche autobiografica la cosa? Nel rientro da Milano a casa?

«Sì, in passerella porto sempre me stesso. Adoro tornare a casa, ritrovare i miei genitori Claudio e Franca, mia sorella Cristina, mio nipote Riccardo e il resto della famiglia. Ma ritrovare anche Pompeano, la quiete e i ritmi profondi della natura, lontano da quelli alienanti della città. E i sapori delle cose semplici e buone: il Parmigiano del caseificio, le crescentine... Prima erano cose che davo per scontate, adesso mi accorgo quanto siano un lusso oggi. In due giorni mi rigenerano completamente».

LA SCHEDA. IL BRAND FRANKIE MORELLO

l brand Frankie Morello dal 2016 è di proprietà al 100% della FMM srl, società del Gruppo Ludoil facente capo alla famiglia Ammaturo, che produce e distribuisce le linee uomo, donna, accessori e bambino. Ha negozi aperti a Milano, Kiev, Rostov (Russia), Hangzhou (Cina), Shanghai e altri in apertura a Chongqin (Cina), Mosca, Iran. Lo slogan del marchio, dato da Nicholas Poggioli, è “Be different, be yourself”, in cui il direttore creativo si riconosce completamente: «Sono sempre stato un tipo non convenzionale ma autentico - sottolinea - anche se a volte da ragazzo a Serramazzoni mi sentivo un po' un alieno... Il marchio è un invito a essere se stessi, sempre: uno stile non classico ma fatto di contrasti, deciso per persone decise. Persone che nell'abito riflettono il carattere, che è la cosa più importante che abbiamo: puoi anche essere bellissimo, ma se non hai carattere non sprigioni la scintilla». Concetti espressi nella collezione autunno/inverno 2018/19 “Escape” presentata il 15 gennaio a Milano al Teatro Vetra davanti a un ampio parterre mediatico e di vip, fra cui il compaesano Luca Toni ma anche un'amica speciale come Paola Barale. «È sempre state un'icona per me - nota Nicholas - a volte non riesco a credere di averla oggi tra le mie amiche». Ma c'è una musa ispiratrice di fondo, per tanta attività? «La mia fonte d'ispirazione più grande - rimarca - è Madonna: il carattere che ha lei nell'indossare qualsiasi cosa non ce l'ha nessuno: quel che veste diventa suo e parla di lei, con una forza straordinaria».

 

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