Quotidiani locali

Vai alla pagina su Emotion
Daniela Calanca: tra terra e mare foto come terapia per indagare sè

Daniela Calanca: tra terra e mare foto come terapia per indagare sè

Daniela Calanca vive tra Modena e Ravenna La mia ricerca? Quella dell’autoritratto perfetto

MODENA. Emiliana di nascita e romagnola di adozione, Daniela Calanca si divide tra Modena e Ravenna, tra campi di terra e il silenzio sconfinato del mare. La sua più grande passione è la fotografia, che utilizza principalmente a scopo terapeutico.

«Il soggetto che preferisco fotografare è me stessa. Ed è anche il più difficile e complicato. Una continua sfida - racconta Daniela - Ho scoperto la fotografia attraverso gli insegnamenti scolastici e l'utilizzo della camera oscura. Diplomata in grafica pubblicitaria, ho cominciato a fotografare con il mezzo analogico per poi approdare al digitale in anni recenti. Dopo svariati anni nel mondo della grafica, ora lavoro come amministrativa, ma il lavoro più bello che ho fatto è stato la cameriera in uno stabilimento balneare. La passione per la fotografia è qualcosa che coltivo parallelamente; ho anche praticato yoga per tre anni, ora invece vorrei imparare ad usare una spada. Ho frequentato svariati corsi di teatro, e quello sperimentale resta il migliore su tutti.

Mi sono iscritta a grafologia a Bologna, che mi impegnerà per tre anni, se le giornate avessero più ore o se le settimane durassero un paio di giorni in più, vorrei iscrivermi anche a Criminologia! Poi adoro la musica, andare in giro per locali e scovare nuovi artisti e sonorità, vorrei imparare a suonare la batteria. La passione per la fotografia è apparsa pochissimi anni fa - prosegue Daniela - Ho iniziato a scattare con lo smartphone e postare foto quadrate su Instagram, poi mi sono iscritta ad un corso di fotografia e ho iniziato a produrre portfoli con l'uso della digitale, e andare in giro per l'Italia sui tavoli di lettura. Il confronto per me è indispensabile, ma non amo la competitività, nonostante abbia vinto qualche premio. Ho iniziato a scattare in luoghi dove non mi sentivo a mio agio, come cimiteri e chiese, poi ho scoperto l'autoscatto e continuo tutt'ora. Sono sempre alla ricerca dell'autoritratto perfetto. Perfetto per me. Quello che mi rappresenta veramente».



Daniela frequenta diversi circoli fotografici e collabora a lavori collettivi. «Mi piace moltissimo la fotografia concettuale, probabilmente più della street photography o delle foto di reportage anche se ammiro molto la forza e il coraggio di chi è impegnato in questo campo così difficile e importante nella società di oggi».

Daniela racconta che lo scatto al quale è più legata, lo ha realizzato appena comprata la digitale.

«Ero a Dunkerque, sono entrata in una chiesa quasi fosse un richiamo, c'era una luce pazzesca. Pioveva e non avevo con me la digitale per paura che si bagnasse. Questa foto l'ho scattata con lo smartphone. Ho scattato una foto imperfetta ma che per me rappresenta tantissimo. Il mondo dietro l'obiettivo è come vuoi tu - conclude Daniela - Decidi tu cosa inserire o escludere dall'area di scatto. Puoi scattare la realtà, ma anche l'irreale, un sogno, un desiderio. La fotografia mi dà la possibilità di far vedere ad altri quello che vedo io e senza di essa non riuscirei a guardare».
 

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon