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La ricostruzione avanza Già liquidati 371 milioni

Mirandola. L’assessore Ganzerli: «Oltre cento quelli per il centro storico ferito» Nei prossimi mesi aprono i cantieri in piazza per lo storico municipio e il teatro

MIRANDOLA. «La ricostruzione sta procedendo sul binario giusto». Roberto Ganzerli, assessore all’Urbanistica, aggiorna l’avanzamento dei lavori dopo il sisma. Sono passati quasi sei anni dalle scosse del terremoto del maggio 2012 e le ferite non si sono rimarginate. Soltanto per il centro storico, sono stati concessi quasi 106 milioni di euro di contributi Mude con 222 ordinanze. All’11 gennaio i mirandolesi hanno ricevuto oltre 371 milioni di euro con 980 ordinanze. Restano scoperte 166 domande e rimane aperto tutto il capitolo delle opere pubbliche.

Un paragrafo ricco di storia e arte conosciuto da vicino lo scorso anno da Papa Francesco che volle visitare il duomo, in cui i lavori sono già partiti. «Se non ci sono imprevisti, saranno completati entro il 2020», garantisce l’assessore. Per il triennio 2018-2020 il Comune di Mirandola ha stanziato quasi 23 milioni di euro d’investimenti per le opere pubbliche. «A volte servirà più tempo a progettare un edificio che a compiere una ricostruzione vera e propria», commenta Ganzerli, indicando nell’anno in corso l’inizio dei cantieri per la sede del vecchio municipio e il teatro. Nel primo caso è previsto uno sdoppiamento: i rappresentanti politici torneranno nell’edificio storico, il personale amministrativo lavorerà nella sede presso l’ex scuola Dante. Per il secondo si attende la fine della progettazione. «C’è già una componente agibile - ricorda l’assessore - costituita dal foyer e dal punto informativo. La seconda, compresa tra la platea e i camerini, è gravemente danneggiata. L’auspicio è che le parti agibili possano rimanere aperte durante i lavori, che dureranno circa un paio di anni, salvo imprevisti». Nella ricostruzione del teatro la parola chiave sarà «polifunzionalità», come in altri luoghi pubblici che dovrebbero rinascere nei prossimi anni. Così il castello potrebbe diventare «un museo multimediale», «il castello della memoria», nell’auspicio dell’assessore. Oppure la biblioteca, progettata come «un centro multimediale di quasi 4mila metri quadri, tecnologicamente molto avanzato, a passo con i tempi». Il Comune intende riconsegnare al pubblico anche il giardino all’interno della sede dell’ex Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. «I lavoro dovrebbero concludersi entro il 2020 - ha analizzato Ganzerli - e la nostra ambizione è di poter rivitalizzare tutta l’area. Ragioniamo per riconsegnare il giardino in forma pubblica, ritorneranno uffici e residenzialità». Senza dimenticare i tanti cantieri aperti a Mirandola. «I lavori in via Pico sono molto invasivi - ha ammesso l’assessore - ma lo sono anche perché stiamo rifacendo i servizi. I cantieri stanno bloccando la città in diversi punti, che sono in sofferenza. La priorità è risolverli». Importante resta mantenere il legame

tra commercianti e territorio. «Continuiamo a supportarli dando loro il suolo pubblico gratuito - ha concluso Ganzerli - i contributi a fondo perduto per le vetrine anti-intrusione, calmierando gli affitti e riducendo l’Imu a chi affitta i negozi».

Gabriele Farina

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