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Pediatria, il servizio è confermato

Pavullo. L’Ausl ha rivisto il possibile taglio nei weekend, garantita la presenza

PAVULLO. Il servizio di Pediatria in Appennino andrà rivisto, per potenziare la presenza medica nelle aree periferiche, ma per il momento nulla cambia all'ospedale di Pavullo, dove l'organizzazione resta immutata. Lo precisa il direttore del distretto sanitario Carlo Serantoni, in merito a un certo allarme suscitato da un progetto di rimodulazione fatto circolare in questi giorni che avrebbe previsto nei giorni prefestivi e festivi la presenza del pediatra solo fino alle 13.30, con assenza di reperibilità notturna (che sarebbe rimasta invece dal lunedì al venerdì, così come l'orario pieno mattina e pomeriggio). Il progetto era stato approntato come soluzione tampone da adottare in condizioni di possibile e transitoria mancanza di copertura di due pronte disponibilità pediatriche. Eventualità che bisognava essere pronti ad affrontare, in un contesto che vede sul territorio provinciale una presenza di pediatri inferiore ai posti da coprire. È così un po' in tutta Italia, ma il fattore si fa sentire soprattutto nelle aree montane, perché i pediatri che ci sono preferiscono lavorare nei poli ospedalieri cittadini. È chiaro anche che, dopo la chiusura del punto nascite, la presenza del pediatra neonatologo si rende meno necessaria. E anche questo aveva influito su progetto. Che però è stato annullato, perché le risorse di personale per garantire la copertura al 100% del servizio sono arrivate: «C'eravamo portati avanti per poter affrontare una criticità ora rientrata – spiega Serantoni – assicurando la prosecuzione del servizio come sempre. Questo però non cambia l'intenzione di fondo, che è sempre quella di rimodulare l'assistenza in Appennino a favore della aree periferiche». Il riferimento è alle Case della Salute di Pieve (che serve anche Fiumalbo e Riolunato) e Fanano (rivolta alche a Sestola e Montecreto), dove attualmente il pediatra c'è una volta alla settimana: «È' troppo poco di fronte alle esigenze delle famiglie – sottolinea Serantoni – per questo, nell'ambito della riorganizzazione sanitaria in atto nel Frignano, l'azienda sanitaria sta lavorando sulle modalità di potenziamento. L'idea di fondo è di rafforzare la sinergia tra ospedale e territorio, portando più competenze ospedaliere nelle aree periferiche e più competenze di ritorno dal territorio all'ospedale. In sostanza, creare un circuito in collaborazione

coi pediatri di comunità, per dare maggiore continuità di servizio valorizzando i contenitori: ospedale da una parte e Case della Salute dall'altra. È un piano molto interessante anche nei suoi ritorni pratici, ma ci sono aspetti ancora da mettere a punto». (d.m.)

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