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cavi “appesantiti” e staccati 

Black out provocato dal ghiaccio Riapertura regolare delle scuole

A parte il caso Serra, per tutto il resto dell’arco appenninico l’emergenza luce si è chiusa nella serata di sabato: sia sul fronte frignanese gestito da Hera (comprensivo del versante di Zocca-Montes...

A parte il caso Serra, per tutto il resto dell’arco appenninico l’emergenza luce si è chiusa nella serata di sabato: sia sul fronte frignanese gestito da Hera (comprensivo del versante di Zocca-Montese) che nella Val Dragone dove l’operatore è Enel. In quest’ultimo ambito, l’ultimo tassello è stato San Pellegrinetto (Prignano), mentre a Frassinoro e Palagano già a metà giornata si era trovata la stabilità di ripristino. Erano questi gli unici due comuni dove le scuole erano rimaste chiuse sabato (oltre Prignano, dove però le lezioni erano già ferme per la settimana corta) e dove oggi è garantita la riapertura regolare. A meno di imprevisti legati alla nuova insidia: il gelo.

Davanti al sensibile calo delle temperature, la Provincia ha mobilitato i suoi mezzi spargisale per coprire tutta la rete di oltre mille chilometri, tanto in montagna quanto in pianura, soprattutto nei tratti considerati più a rischio, come ponti e cavalcavia, o perennemente all’ombra. I tecnici del servizio Viabilità però ricordano che con temperature particolarmente rigide l’effetto del sale può attenuarsi fino a diventare nullo. Di qui la raccomandazione di prudenza e di transito con gomme idonee (o catene) nei tratti critici. Che peraltro sarà rilanciata anche nelle prossime ore, visto che, dopo la tregua di ieri e oggi, da domani è prevista altra neve in arrivo. Chiaro che dopo l’accaduto, gli operatori energetici saranno sorvegliati speciali per evitare il ripetersi dei disagi.

Peraltro il caso dei blackout prolungati di Serra ha immesso una nuova variabile nel quadro delle cause delle interruzioni di fornitura, rendendo la situazione ancora più complessa. Finora infatti la “colpa” era stata data nel 90% dei casi ad alberi caduti sulla linea. Ma a Riccò non ne sono stati segnalati: il problema (ma ci sono verifiche in corso per conferma) pare legato a “manicotti” di ghiaccio

formatisi progressivamente sui cavi, che li hanno in sostanza appesantiti e fatti staccare.

Questo, di fatto, alimenta una certa inquietudine, perché qualsiasi area potrebbe essere colpita dal fenomeno, nonostante tutti i tagli compiuti sulle alberature. (d.m.)

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