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Modena. Appennino senza la luce: convocati i... colpevoli

Certice in prefettura dopo le polemiche: Enel, Hera e Tim davanti ai sindaci «Non potete togliere mezzi e uomini alla montagna: se ne vanno persone e ditte»

MODENA. Vertice straordinario in Prefettura sull’emergenza neve.

A fronte delle crisi aperte un po’ in tutto l’Appennino, sabato scorso  per una circostanza per nulla eccezionale (50 centimetri a febbraio...), ieri alle 11.30 il prefetto Maria Patrizia Paba ha inviato una convocazione urgente ai sindaci per un summit che si è tenuto dalle 15 alle 17.30.

Attorno al tavolo gli enti gestori (Enel, Hera e Tim) e una lunga fila di primi cittadini e rappresentanti. Da Serramazzoni (che aveva già chiesto implicitamente un confronto con l’annuncio dell’esposto alla magistratura) a Pavullo, Polinago, Prignano, Palagano, Frassinoro, Guiglia, Zocca e altri, inclusa la fascia pedemontana (ovvero Sassuolo e Marano).

L’iniziativa ha colto un po’ di sorpresa i diretti interessati, che non si aspettavano subito un confronto di queste proporzioni. Ma l’hanno sfruttato bene, “aprendo il libro”.

Il prefetto di Modena ha chiesto ad ognuno per quante ore c’era stata interruzione di corrente, per quante famiglie e se c’era stato un problema di viabilità che ha ostacolato il ripristino. Negativa da tutti la risposta su questo fronte: il lavoro fatto dagli spalatori è stato ritenuto unanimemente buono.

La percorribilità stradale, pur tra prudenze, è stata garantita ovunque.

I gestori sono stati quindi incalzati intanto sulle dotazioni dei mezzi che hanno usato per le loro incombenze (vedi il camion Enel coi generatori che a Serra non è riuscito a raggiungere Riccò, su strada provinciale) e quindi sui ritardi nel raggiungere le cabine per riparare i guasti.

Qui il riscontro è stato che ci sono state rotture in mezzo a boschi e campi, difficili da raggiungere a piedi e con pochi uomini i servizio.

Al che i sindaci hanno rilanciato il problema di fondo: non si può continuare a tagliare sulla montagna in virtù della poca economicità del territorio, vasto e poco abitato. Se il criterio continua ad essere questo, allora andranno via anche gli ultimi rimasti. Ma prima se ne andranno le industrie: Frassinoro ha rilanciato l’esasperazione delle ceramiche sul suo territorio.

La richiesta finale è stata di più mezzi in campo, più uomini, più raggiungibili e con informazioni più dettagliate: a questo proposito, è stato chiesto a Enel un report periodico come quello di Hera, che da il quadro orario delle utenze scollegate su tutto il territorio. Poi, al di fuori delle crisi, andrà affrontato a 360 gradi il problema manutenzione: non solo tagli di rami pericolosi, perché a Serra e Zocca il problema non è stato quello ma manicotti di ghiaccio e fili che si toccavano. «È stata una bella occasione per parlarsi direttamente dei problemi: vedremo i riscontri ma intanto un grazie al prefetto per l'ottima e celere

iniziativa» sottolinea Gianfranco Tanari di Zocca.

«Crediamo di esserci capiti bene su cosa non ha funzionato – nota Simone Gianaroli per Serra – adesso auspichiamo una risposta adeguata dai gestori: noi con Enel ci rivedremo entro la settimana in municipio».
 

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