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Nevicata in Appenino e pioggia in città

Strade imbiancate già dalla fascia collinare. Spazzaneve della Provincia e dei Comuni in azione. In quota caduto un altro mezzo metro. Attenzione al ghiaccio. Rischio valanghe alto

MODENA. Forte nevicata in atto sul nostro Appennino fino alle quote collinari. I mezzi spartineve della Provincia sono al lavoro dal pomeriggio di oggi, lungo la strada provinciale 324 del passo delle Radici nella zona di Montecreto e Pievepelago fino al passo, dove finora sono scesi circa dieci centimetri di neve. La neve ha iniziato a scendere dalle prime ore del pomeriggio praticamente in tutto l'Appennino e nelle altre zone i mezzi i mezzi spartineve si stanno preparando a uscire; secondo le previsioni la nevicata proseguirà, in attenuazione, fino alla mattina di mercoledì 7 febbraio. Per ora non si registrano disagi alla circolazione.

SPARTINEVE IN AZIONE. In Appennino la Provincia dispone di 67 mezzi spartineve e 15 spargisale che entreranno in funzione in serata nei tratti più a rischio ghiaccio. L'organizzazione del Piano neve della Provincia prevede l'uscita dei mezzi quando la neve al suolo supera i quattro centimetri; i mezzi devono raggiungere il tratto di strada assegnato entro 30 minuti.

Complessivamente, tra utilizzo dei mezzi spartineve delle ditte convenzionate, in genere agricoltori, e sale antigelo impiegato lungo le strade dell'Appennino la Provincia ha speso questo inverno quasi 470 mila euro, a cui si aggiungono le spese per il sale in pianura arrivate finora a oltre 40 mila euro.

PERICOLO VALANGHE. Le ultime precipitazioni in Emilia-Romagna "che, localmente, hanno superato i 110 centimetri di neve, hanno innalzato il grado di pericolo valanghe da 1, ossia debole a 3, ossia marcato 3 in modo particolare sul settore centrale dell'Appennino Emiliano" quello che riguarda l'Appennino reggiano, modenese e bolognese.

E' quanto si legge in una nota dei Carabinieri specializzati nei rilievi Meteomont. L'altezza massima del manto nevoso, viene spiegato, varia dai 165 ai 190 centimetri con "uno strato superficiale poco coeso con gli strati sottostanti. Inoltre l'azione del vento ha determinato, in modo particolare nelle zone di sottovento e nei canaloni, un aumento del pericolo di valanghe anche con un debole

sovraccarico" come quello di "uno sciatore. Sono stati rilevati scaricamenti spontanei, ma anche distacchi provocati da escursionisti e sci alpinisti che fortunatamente, a differenza di altre regioni italiane dove si sono avute delle vittime, in Emilia-Romagna non ci sono state conseguenze".

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