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Modena, a San Cataldo la tendopoli dei disperati

Tra le sterpaglie spuntano rifugi di fortuna con teloni e materassi. Terra di nessuno che qualcuno ha trasformato in casa

MODENA. Teloni e vecchi materassi usati come casa. È quanto avviene sul retro del cimitero di San Cataldo, lungo la strada che dopo le baracchine dei fiorai conduce in una “terra di nessuno” tra la ferrovia e il muro del cimitero. È una situazione sconcertante quella che emerge inoltrandosi a pochi passi dal cimitero, nell’alta boscaglia in mezzo a una miriade di rifiuti e altri materiali forse anche provenienti da furti.

Proprio la boscaglia che da fuori nasconde la presenza della tenda ieri pomeriggio vuota, ma senz’altro abitata vista la presenza di panni stesi, è un elemento che favorisce questa brutta situazione.



Il terreno, oggi, è di proprietà pubblica: l’avrebbero donato i sette precedenti proprietari dell’area al Comune. Periodicamente, e da tempo, i volontari dell’associazione “Vivere sicuri” che gestiscono e tutelano insieme ai dipendenti pubblici San Cataldo hanno segnalato la situazione che però continua a peggiorare.

Capita spesso, infatti, che la zona soprattutto la sera abbia cattive frequentazioni tanto che proprio i volontari avrebbero più di una volta trovato sbandati dormire nelle baracchine dei fiorai.

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Anche la vicina sede della associazione di volontari “Porta Aperta” al Murazzo qualche bisogno lo prende in cura, qualcuno no anche perché non tutte queste persone che frequentano l’area sono animate da buone intenzioni.

Ma occorre appunto percorrere la curva di via Setti - appunto sul retro dello storico cimitero - e inoltrarsi nella alta sterpaglia per vedere la situazione peggiore. Qui vive qualcuno, forse due persone vista l’ampiezza della tenda: visto il clima gelido di questi giorni sulla “casa” di tela è posizionata una coperta per tentare di mantenerla un po’ caldo. Poco lontano solo appesi abiti scuri e pende anche una cintura mentre tutt’intorno ci sono rifiuti, avanzi di cibo e cleenex sporchi. Poco oltre la situazione non migliora - tutt’altro. Siamo nei pressi dell’ex casello ferroviario di proprietà delle Ferrovie e sulla quale la società pubblica ha detto tempo fa di avere progetti. Il Comune tentò anche di venire in possesso di questo stabile, ma finora senza successo anche se riguardo a San Cataldo c’è da tempo attiva una riqualificazione. Oggi, per quanto riguarda lo spazio Fs, siamo davanti invece a una struttura praticamente marcia, con un cancello chiuso da catene e anche qui rifiuti sparsi dappertutto. E il tutto a pochi metri dalla zona dove passando i parenti dei defunti e dove lavorano anche alcune persone. O dove, lungo la pista ciclabile che corre parallela alla boscaglia, si avventura qualche sparuto ciclista. In passato ci sono stati furti, così come sovente sparisce materiale da San Cataldo.

Stefano Luppi
 

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