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Centrale termica ko, la scuola è chiusa

Tra i danni creati dal va e vieni di corrente di sabato, prima dello stop completo, va ascritto anche quello di un giorno di scuole chiuse a Polinago. Ieri infatti il polo formato da materne,...

Tra i danni creati dal va e vieni di corrente di sabato, prima dello stop completo, va ascritto anche quello di un giorno di scuole chiuse a Polinago. Ieri infatti il polo formato da materne, elementari e medie è rimasto chiuso per il ko della centrale termica, rottasi subito lunedì dopo quello che aveva patito nell'altalena elettrica delle ore precedenti. Se n'è andato il trasformatore assieme tutti i relè collegati che fanno funzionare le pompe, di fronte a una dinamica difficilmente sopportabile da un impianto comunque datato (e in via di sostituzione). In centro a Polinago tra la mezzanotte di venerdì e le 9 di sabato, all'inizio della nevicata, la luce è saltata 15 volte: lo sa bene il tecnico Fabrizio Cabri, responsabile dei Lavori pubblici, che quella notte l'ha passata tutta in municipio (dove è rimasto anche dalle 3 alle 10 di domenica: riposo solo al pomeriggio senza straordinari perché dirigente) per seguire le operazioni di spalatura ed è andato appunto 15 volte a riaccendere il riscaldamento in Comune, perché negli edifici pubblici se va via la luce si interrompe anche la fornitura gas. La decisione di chiudere le scuole è stata presa lunedì verso le 21 dal sindaco Tomei quando ci si è accorti che non bastava sostituire il trasformatore (trovato a Modena) ma occorrevano anche altri pezzi (recuperati ieri a Sassuolo). Ma grazie alle chat di WhatsApp, l'avviso è arrivato

subito a destinazione, tanto che ieri mattina un solo bimbo, dei 125, è venuto a scuola (perché la mamma è uscita dalla chat), poi subito riaccompagnato. «È stato fatto un ottimo lavoro di rete – sottolinea Tomei – che ha permesso di ridurre al minimo i disagi, comunque reali».

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