Quotidiani locali

Lotta al cyberbullismo I presidi chiedono aiuto

La Polizia postale e la Procura dei Minori incontrano le classi del Da Vinci  L’ispettore Ferrari: «Il problema è la mancanza di comunicazione in famiglia»

Una carenza di comunicazione tra famiglie e ragazzi che può portare a danni talvolta gravi. Questo l’aspetto rilevato anche sul nostro territorio dalle forze di Polizia postale e magistrati impegnati nella lotta contro il bullismo. Una missione difficile ma non certo impossibile che ieri è stata illustrata davanti a 250 ragazzi del Da Vinci di Carpi alla sala congressi di via Peruzzi. L’iniziativa rientra nell’ambito del Safer Internet Day 2018 ed è realizata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Gli interventi sono stati curati da personale della sezione di Polizia postale di Modena e dal dottor Luca De Giorgis, giudice onorario della Corte d’Appello Minorile di Bologna.

«Serve più comunicazione all’interno delle famiglie, fra genitori e figli - ha affermato Marco Ferrari, Ispettore capo della Polizia postale di Modena - Ad esempio, i ragazzi oggi usano lo smartphone con molta dimestichezza e, molte volte, i genitori non conoscono la password. Questo non è un bene. Nel caso succeda qualcosa, infatti, la famiglia non può ricostruire con facilità l’accaduto. D’altra parte, agli adulti, oggi non è facile spiegare cosa sia una chat di giochi di ruolo».

Anche sul nostro territorio la scuola gioca un ruolo fondamentale nel tentare di arginare il cyberbullismo. «I presidi spesso ci contattano per chiederci ci svolgere lezioni come quella di oggi, incontri che servono a sensibilizzare gli studenti rispetto ai pericoli derivanti dal cyberbullismo. A Carpi, in un paio di occasioni, è successo che gli studenti filmassero i professori con il telefonino durante le lezioni. Il filmato in quelle occasioni è rimasto nell’ambito della classe. Non è stato divulgato altrove, ma occorre tenere alta l’attenzione per evitare che si verifichino fenomeni come quello liceali modenesi e reggiani che hanno spedito immagini di parti intime in chat e hanno visto divulgate fotografie che le ritraevano».

Da parte sua, De Giorgis ha posto l’accento sulla possibilità che i ragazzi hanno di scegliere che cosa fare quando si trovano di fronte a un bivio. Quando devono scegliere se manifestare comportamenti onesti o meno.

«In tutto, sono stati 3mila gli alunni che hanno preso parte alle attività promosse dalla Polizia postale nell’ambito dell’anno scolastico 2017/2018 - spiega Geo Ceccaroli, dirigente del compartimento della Polizia Postale e dell e Comunicazioni per l’Emilia Romagna

- Nel 2017 sono stati due gli arresti per pedofilia on line, con 30 denunciati, 209 siti monitorati, 39 perquisizioni effettuate e 42 siti web pedopornografici inseriti in black list. Prevenzione e formazione rimangono però gli strumenti più efficaci».

Serena Arbizzi

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon