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Polinago, un nuovo balzello per le seconde case

Per i non residenti pagamento di 135 euro per “oneri di energia”. Il disappunto del sindaco Tomei

POLINAGO. Se non bastavano i disservizi sulle forniture, adesso arriva anche la nuova tassa a gettare benzina sul malcontento di chi abita in montagna e si sente dimenticato, anziché spronato a rimanere. Stanno arrivando in questi giorni in bolletta le conseguenze della riforma 2017 sulle tariffe stabilita dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas. Tra le varie misure, c'è l'introduzione dei cosiddetti “oneri di sistema”, una quota extra destinata a coprire costi della più ampia natura (dallo smaltimento delle centrali elettronucleari al contenimento delle tariffe ferroviarie, gli incentivi per le fonti rinnovabili...). Una quota di cui i residenti in prima casa non risentono tanto, perché si riduce progressivamente in base ai consumi. Per chi ha una seconda casa invece è sostanzialmente un balzello in più, perché ai non residenti, oltre alla parte in quota energia, viene fatta pagare una quota fissa di 135 euro annui.

Indipendentemente dall'operatore utilizzato (importo uguale per Hera e Enel perché stabilito dallo Stato) e dal fatto che abbiano usato corrente o meno: solo per avere l'utenza. I primi avvisi di pagamento per l'annata 2017 stanno arrivando adesso, e sono stati accolti con un certo sconcerto da chi ha una seconda casa in Appennino, specie in un comune come Polinago, dove queste abitazioni di solito vengono aperte solo per il periodo estivo (qui non ci sono impianti sciistici che attirino presenze d'inverno). E quindi, a fronte di una quota energia bassa, balza all'occhio tutto il peso della quota fissa. Ieri in tre, tutti in una mattina, hanno telefonato e scritto in municipio al sindaco Gian Domenico Tomei (anche da Milano), manifestando in modo vibrante il loro disappunto e facendo capire chiaramente che così il quadro invoglia proprio ad andarsene. «Tre persone che ti contattano per dirti la stessa cosa nella stessa mattina sono abbastanza indicative di un sentore – sottolinea – e di un malcontento che condivido appieno. Anche lunedì ci siamo detti in Prefettura che la montagna ha bisogno di sostegno per evitare lo spopolamento, ma nella realtà arrivano altre tasse, e di importo consistente, senza nessun tipo di attenzione da parte del governo centrale alle fragilità e le difficoltà di questi territori. Finirà che la gente, stanca, non verrà più nelle seconde case: staccherà le utenze per non pagare le bollette, e non pagherà più neanche la tassa comunale sui rifiuti. Che dovrà quindi essere redistribuita sui pochi residenti

rimasti, aumentando in proporzione l'importo. E in questo modo altri saranno scoraggiati a rimanere, con un effetto domino che può avere conseguenze pesantissime. Per chi abita ci sono i blackout, per chi non abita la nuova tassa: e così fanno arrabbiare tutti». (d.m.)
 

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