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C’è anche un po’ di Lama alle Olimpiadi in Corea

La madre e i nonni del pattinatore 19enne Matteo Rizzo sono di Montecenere «Trascorro qui tutte le estati. I “cinque cerchi” sono il sogno di ogni sportivo»

LAMA MOCOGNO . Ci sarà un po’ anche di Appennino modenese in gara nelle Olimpiadi invernali che si aprono ufficialmente domani a Pyeongchang, in Corea del Sud, anche se già oggi prenderanno il via le prime gare. È nel sangue del 19enne Matteo Rizzo, che rappresenterà i colori dell’Italia nel pattinaggio artistico individuale. Sì, perché il ragazzo, pur essendo milanese d’adozione, ha origini e cuore in quel di Montecenere, frazione di Lama a pochi chilometri da Pavullo, centro che lui ha sempre frequentato d’estate. La mamma Brunilde Bianchi è di lì, come i nonni Bruno Bianchi e Lidia Pasini che faranno un tifo sfegatato per lui già domani, quando prenderà parte alla gara di squadra Team Event. Ma l’attesa vera è tutta per il 16 per l’individuale maschile. Alla vigilia della partenza con suo padre Valter, che gli fa anche da allenatore (assieme a Franca Bianconi), il 29 ci ha parlato di sogni ed emozioni legate all’Olimpiade: «Sono molto giovane e l’Olimpiade è un’esperienza fantastica comunque vada. Sarà molto impegnativo, ma darò il massimo. Senza ambizioni di medaglia, ma con l’obiettivo di fare la maggiore esperienza possibile e di incamerare tante emozioni».

Da quanto pattini?

«Dodici anni ormai: avendo una famiglia di allenatori, sia mio padre che mia madre, per me è stato naturale svilupparmi in quell’ambiente».

Quanto sei legato a Lama e Pavullo?

«Molto: sono nato a Roma e a due anni mi sono trasferito a Sesto San Giovanni, ma praticamente tutte le estati le ho trascorse in Appennino dai nonni. E tuttora torno con piacere tutte le volte che posso, perché adoro il verde e la natura di Montecenere: ho trascorso qui anche il Natale, una bella festa tutta in famiglia».

Infatti per la Vigilia di Natale hai fatto un'esibizione nella pista su ghiaccio di Pavullo...

«Sì, mi ha invitato il Comune e sono stato molto contento di partecipare: c’era tanta gente a vedere e tanti giovani, un’atmosfera molto bella e naturale».

Pochi giorni dopo, di nuovo in zona per prendere parte al Galappennino di Fanano per l’Epifania: come ti sei trovato?

«Era la prima volta che venivo al Palaghiaccio: mi è sembrato uno spettacolo di livello molto alto, è stato un onore farne parte.

E un piacere, perché mi hanno potuto vedere anche i nonni».

Ti rivedremo da queste parti anche dopo l’Olimpiade?

«Certo. Sono fiero delle mie origini montanare, e sarà sempre un piacere tornare in questi posti appena posso. Intanto, conto sul vostro tifo».

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