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In piazza per chiedere più sicurezza

Formigine. Ieri sera erano in 70 fra cittadini e politici per la fiaccolata del comitato locale. Uno striscione di Casa Pound

FORMIGINE. Da una parte “Io ho il diritto di difendermi”, dall’altra “Difendersi è reato solo per questo Stato”. Due slogan diversi per una manifestazione che aveva lo stesso obiettivo: quello di chiedere sicurezza per i cittadini di Formigine. Sono stati circa settanta i residenti che ieri sera alle 20 si sono trovati in piazza dell’Orologio per dare vita ad una fiaccolata per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza reati, in particolar modo dopo la condanna di Giuliano Barbieri, il negoziante giudicato colpevole in primo grado per aver sparato - l’episodio risale al 2009 - a un bandito che gli stava razziando il negozio. Una manifestazione organizzata dal comitato “Io ho il diritto di difendermi” e a cui hanno partecipato tanti cittadini, dunque, ma anche alcuni politici locali, dagli assessori Mario Agati e Armando Pagliani alla candidata del centrodestra alla Camera per il collegio Sassuolo-Modena sud Benedetta Fiorini. Ma oltre allo striscione del comitato, ieri sera è comparso anche quello di Casa Pound, movimento di estrema destra che si presenterà alle politiche del 4 marzo (alla manifestazione c’erano i candidati modenesi Stefano Ferrarini e Giuseppe Malerba). «Siamo qui - ha esordito Serena Seghizzi per il comitato - per dire che noi non possiamo più stare zitti: come cittadini abbiamo appaltato la nostra sicurezza alle istituzioni, ma chiediamo miglioramenti concreti, a partire dalla prevenzione». Diversi gli interventi dei cittadini, ognuno dei quali ha letto un punto della petizione che il comitato, una volta raccolte le firme, invierà ai nuovi parlamentari che saranno eletti il 4 marzo. «Serve certezza della pena - ha detto un altro formiginese - perché oggi ci sono troppi sconti, troppe attenuanti, e troppi crimini che restano impuniti. Noi siamo per il recupero sociale di chi delinque, ma questo non significa che non debba esserci una certezza della pena, anzi». Un altro cittadino, sempre leggendo la petizione del comitato, ha fatto notare che «devono cambiare le leggi e l’organizzazione delle forze dell’ordine, mentre va eliminato il risarcimento per i malviventi danneggiati dalla reazione della vittima. Noi siamo qui anche per questo: per ricordare alle istituzioni che le vittime sono i cittadini derubati e rapinati, non gli altri…». Diversi gli interventi di residenti che hanno denunciato i furti subiti di recente o in passato: «I miei genitori sono stati truffati - ha spiegato una cittadina - da persone che hanno portato via i ricordi di una vita. Da quel momento ho chiesto a mia madre di non aprire più la porta a nessuno: tutti dovrebbero farlo capire ai propri genitori e nonni». «Siamo qui per dare solidarietà a chi ha subito furti - ha chiuso il consigliere di opposizione Paolo Bigliardi - ma anche alle forze dell’ordine, che fanno quello che possono nelle condizioni in cui sono costretti a lavorare».