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Modena. Una “toppa artistica” per i chioschi inguardabili

L’esperto d’arte e collezionista Marco Bertoli lancia una proposta al Comune: «Immagini di opere dei musei modenesi per coprire gli scheletri in cemento»

MODENA. Gigantografie artistiche con le riproduzioni di dipinti, sculture e monumenti modenesi al parco dei viali oggi caratterizzato dagli scheletri in cemento armato. I resti dei chioschi del parco delle Rimembranze, in attesa si risolva la situazione complicatissima, potrebbero essere più belli? Secondo Marco Bertoli, esperto d’arte e collezionista abituato a organizzare mostre in Europa e America questa possibilità esiste.

La proposta di Bertoli pare quasi un uovo di Colombo che al contempo potrebbe favorire il patrimonio artistico modenese ed eliminare quelle brutture che dal 2014 caratterizzano il parco-monumento ai caduti della prima guerra mondiale.


Cosa propone l’esperto d’arte, con il contributo di un amico architetto?

«Per lavoro, da molti anni, mi occupo di arte e all’estero, ma ora anche in Italia, è diffusa la consuetudine di ricoprire temporaneamente il brutto con il bello. I chioschi del parco, così brutti e fatiscenti, potrebbero essere arricchiti da gigantografie di opere d’arte. Ha presente che quando si restaura un palazzo lo si ricopre con una gigantografia con la sua riproduzione per evitare di vedere i ponteggi? Ho avuto la stessa idea per quanto riguarda quelle strutture che sono sicuro tanti modenesi non ne possono più di vedere nel loro bel parco storico».


Tecnicamente come si potrebbe fare?

«E’ molto semplice, si può rivestire i resti in cemento con teli leggeri e ciò permetterebbe di trasformare il brutto in bello. Si coprirebbero i resti di cemento e metallo».

Chi dovrebbe sostenere i costi?

«Si tratterebbe di una spesa minima, da realizzarsi in poco tempo. Conoscono tanti industriali e collezionisti che economicamente magari potrebbero dare una mano, basta avere fantasia e attivarsi. Potrebbero fungere la sponsor».


Sui teli che mettiamo?

«C’è solo l’imbarazzo della scelta, in giro per il mondo ne vedo di varie forme, fogge e soggetto. Io punterei sulla riproduzione del patrimonio modenese in modo tale da poter sfruttare la vicenda per fare pubblicità ai beni d’arte dei musei. Tutto ciò favorirebbe anche il turismo modenese che è in crescita e vede anche l’arrivo di numerosi stranieri».



È ottimista sul fatto che questa sua idea venga applicata?

«Io la vorrei proporre al Comune e alla Soprintendenza: è assolutamente fattibile con costi ridotti. Del resto arriva la quarta bella stagione che rischia di vedere chiuse le baracchine non ancora completate. Penso che molti modenesi siano stanchi di vedere questa situazione indecente e si potrebbe sfruttare il turismo dopo il concerto di Vasco».
 

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