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Chiusura punto nascite, Polinago chiede il riesame

Dopo il voto unanime del Consiglio alla mozione presentata dall’opposizione È il secondo Comune dopo Fiumalbo. Il sindaco Tomei bacchetta il collega Campi

POLINAGO. Fiumalbo non è più solo nel chiedere al Ministero un riesame della richiesta di deroga per il punto nascite di Pavullo. Nel Consiglio di giovedì sera a Polinago è stata votata all’unanimità la mozione presentata dalla capogruppo di opposizione Simona Magnani invocando un’iniziativa analoga da parte dell’amministrazione comunale di Gian Domenico Tomei, che è dunque la prima a guida Pd a fare un passo del genere.

«Ogni volta che la montagna viene privata di un servizio, muore qualcosa sul territorio – ha sottolineato la Magnani – e noi abbiamo l’obbligo morale di cercare di evitare questo. Il punto nascite di Pavullo era al servizio di un territorio di 40mila abitanti e di 700 chilometri quadrati, che risente di fenomeni di dissesto e delle condizioni meteo, elementi che possono aggravare un’emergenza ostetrica». Ripercorrendo quella che è stata finora la “lotta” per l’ospedale, la Magnani, ringraziando i comitati per il loro lavoro, ha espresso delusione per il comportamento dei primi cittadini: «Speravo che i sindaci, nell’interesse dei loro cittadini, contrastassero una scelta che ritengo dettata esclusivamente da motivazioni politiche: un territorio unito nel dire no - ha rimarcato - avrebbe probabilmente cambiato lo scenario. Invece così è stata presentata dalla Regione una richiesta di deroga senza una progettualità dietro. Addirittura sono state omesse informazioni che avrebbero potuto indurre il Ministero a emettere un parere diverso: ecco perché ne chiediamo il riesame, sperando di smuovere qualcosa». Il sindaco Tomei ha detto subito che avrebbe votato il documento nonostante alcuni aspetti discutibili, «perché – ha detto - va comunque nella direzione che ho sempre tenuto in questo mandato: la lotta per il mantenimento dei servizi. Per Polinago l’ospedale di Pavullo non è l'unico riferimento sanitario, perché una bella fetta di popolazione si è sempre rivolta a Sassuolo – ha ricordato – ma il tema è sempre quello della perdita di qualcosa, e qui mi oppongo. Ma non da adesso». E qui ha riservato una frecciatina al sindaco di Fiumalbo: «Appoggio l’iniziativa di Campi, ma io credo che prima ci si debba far sentire nelle sedi opportune. E al tavolo sanitario del 3 luglio a Modena non mi ricordo di aver sentito dissenso da lui sul piano di riorganizzazione. Ricordo invece che il sottoscritto e il sindaco di Pavullo chiesero subito la deroga. Spetterebbe peraltro al sindaco del paese

che ospita l’ospedale condurre la battaglia, ma per quanto piccolo Polinago la sua parte la fa, come ha dimostrato in questi mesi partecipando alle varie iniziative anche con i suoi assessori. E sottoporrò l’istanza anche ai candidati al Parlamento che incontrerò in questi giorni».

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