Quotidiani locali

Savignano Nuovo assalto all’Errezeta «Ci si sente abbandonati»

Tre ladri tentano il furto nella notte alla concessionaria di moto «Sono rimasti qui a lungo, ma non c’erano forze dell’ordine disponibili»

Savignano, ancora ladri all'Errezeta Moto: "Non ne possiamo più" Tre ladri tentano il furto nella notte alla concessionaria di moto Errezeta Moto. «Sono rimasti qui a lungo, ma non c’erano forze dell’ordine disponibili» E' l'ennesima volta. A dicembre una banda di predoni si è introdotta nella notte nel suo emporio, rubando moto e saccheggiando. Bottino da 70mila euro. Un anno fa erano entrati con lo stesso stile, impossessandosi di capi di abbigliamento tecnico per motociclisti. Ma in questo mondo di ladri per Errezeta moto le sorprese non finiscono mai. E infatti i predoni sono tornati, l’altra notte. Video di Gino Esposito

SAVIGNANO. A dicembre una banda di predoni si è introdotta nella notte nel suo emporio, rubando moto e saccheggiando. Bottino da 70mila euro. Un anno fa erano entrati con lo stesso stile, impossessandosi di capi di abbigliamento tecnico per motociclisti. Ma in questo mondo di ladri per Errezeta moto le sorprese non finiscono mai. E infatti i predoni sono tornati, l’altra notte.

Solo che stavolta Gianni Zaccaria, il titolare, ha deciso di sfogarsi, eccome. E nel mirino finisce anche un sistema “difensivo” che fa acqua. Al punto da consentire ai tre ladri che il sistema di telecamere ha immortalato e la vigilanza privata ha visto “dal vivo” durante il blitz di restare impuniti per un’oretta nel cortile dell’azienda.

«Perché- spiega lo stesso Gianni - non c’erano pattuglie disponibili dei carabinieri o di altre forze dell’ordine per venirseli a prendere e ad arrestare, questi ladri. Io non ce l’ho con i carabinieri - precisa subito - che seguono disposizioni organizzative calate dall’alto, né con la vigilanza privata che paghiamo: un operatore da solo non è nelle condizioni di affrontare tre esperti banditi, anzi, se lo fa si ritrova solo nei guai, perchè questa è la realtà, Quanto ai carabinieri, invece, mi ha ovviamente ferito sapere che in zona l’altra notte non c’erano pattuglie, e che l’unica eventualmente disponibile era a Castelnuovo, a presidiare lo stabilimento Castelfrigo. La nostra esperienza parla chiaro: i ladri infestano questo territorio, sentendosi impuniti. E i sistemi di difesa passiva non funzionano, se quando è ora e quando si può questa gente non viene arrestata».

Ma cosa è accaduto giovedì notte?

«Semplice - spiega Gianni - Le telecamere di sicurezza alle 3 di notte hanno inquadrato tre persone incappucciate che hanno tagliato la catena del cancello automatico di via Cervi e forzando i pistoni lo hanno danneggiato. Pronte per farlo cadere ed entrare col furgone, come l’altra volta. La vigilanza ha inviato la guardia giurata e quando l’auto era ferma all’incrocio qui vicino, e li ha visti entrare. È così partita la chiamata ai carabinieri, ma c’era quel problema di disponibilità di auto. Sperando che la situazione si sbloccasse, la guardia ha fatto alcuni giri qui intorno, mentre i tre armeggiavano per entrare e temporeggiavano. Niente, alla fine si è piazzato davanti alla azienda e ha attivato i segnali luminosi. Erano le 3.15 passate quando sono arrivato io. I ladri erano già in officina, e a quel punto sono scappati scavalcando, come documentano le immagini. Era passato tempo, abbastanza perché qualcuno di titolato potesse arrivare. Penso che quelli torneranno».

E i danni? «Almeno 3.000 euro al cancello. Ma non potrò denunciarlo all’assicurazione, mi è stato detto. Devo ancora incassare il rimborso dell’ultimo furto. E poi ci si stupisce se certa gente dice di volersi difendere da sola...». (ase)
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon