Quotidiani locali

Vai alla pagina su Emotion
L’Eden selvaggio di Laura Serri prende vita tra i muri di casa

L’Eden selvaggio di Laura Serri prende vita tra i muri di casa

Cervi, lupi, gatti, per un mondo visionario fatto di oggetti d’arredo e carte da parati

MODENA. Quando parliamo d'arte, a volte, tocca scodinzolare. Pascolare liberi fra campi immaginari di carta da parati punteggiata di mobilia, mentre living altrimenti impensabili si animano di cerbiatti, o di cani, seduti in poltrona o abbandonati ai piedi di un sofà, Oppure tocca ululare. “Lupus in fabula”, ad esempio, è il titolo di una mostra a firma di Laura Serri. Artista nata a Sassuolo dove vive e lavora, ha esposto in numerose gallerie italiane e straniere e ha vinto importanti concorsi. Il suo lavoro prorompe da un Eden difficile da scovare altrove. Hai voglia a costruirti un mondo parallelo visionario come questo.

Fatto di carte da parati sulle quali zampettano cervi grandi e piccoli, maschi e femmine, una comunità abituata a coricarsi sotto un lampadario o a cullarsi su una sedia a dondolo. La ricrescita stagionale dei palchi delle corna rende il cervo testimone del ciclo della vita, simbolo di rinnovamento, e forse è per questo che per anni ha scorrazzato per le opere di Laura.

Poi sono venuti i cani e ancora i grandi lupi, soggetto dei suoi ultimi lavori, ispirati anche dalla convinzione che si ama con travolgente passione solo chi potrebbe potenzialmente distruggerci. Ecco perché l'artista ha immaginato storie d'amore fra cervi e lupi, forse improbabili, anche se, secondo la mitologia mongola, dall'unione di un lupo con una cerva bianca è nata una stirpe di eroi.

Le opere di Laura Serri coprono come una seconda pelle muri di gallerie, musei e case private, mescolando con nonchalance il côté domestico e quello selvaggio, due facce che nel suo lavoro paiono inscindibili, come forse, in fondo, nella nostra natura. Chiunque cerchi un luogo fantastico e surreale, ricco di creature delle foreste e oggetti magici può cominciare da qui.



Laura, è dai tempi di Cappuccetto Rosso che li temiamo, come mai sono i grandi lupi, oggi, i protagonisti del tuo immaginario?

«La mancanza di cultura zooantropologica ha penalizzato questo animale nell'immaginario collettivo. Quando mamma lupa avverte un pericolo solleva delicatamente i cuccioli tra le fauci e li porta in un luogo protetto. Ho sentito il bisogno di creare questa serie di grandi lupi a protezione del mio immaginario e della mia casa».

Lavorare con l'arte ti ha portato a visitare universi sconosciuti, a cominciare dai living popolati da cerbiatti. Come è cominciata questa empatia con gli animali?

«Al mio polso di neonata hanno infilato un braccialetto con un cavallino disegnato. Sarà per la funzione magica dell'arte che prevede che “simile chiami simile” che da quel giorno la mia storia è legata a doppio filo con quella dei miei animali sia reali che fantastici. Adoro le forme della natura e così ho trasformato casa mia in qualcosa a metà tra una Wunderkammer e il nido di una gazza ladra. Così gli schienali delle sedie si sono trasformati in draghi, i lampadari in nidi, le librerie in cavallini a dondolo per cullare i miei amati libri».

Sei un'insegnante. Il fatto che quando lavori al tuo atelier tu riesca a migrare in luoghi di sogno ti aiuta a capire meglio i ragazzi?

«I miei studenti amano le storie, sono affascinati dagli artisti capaci di rendere plausibili i loro mondi personali e di fornire esempi di coraggio e di meravigliosa follia. L'arte è una chiave di lettura privilegiata per parlare dei propri amori e delle proprie paure. Mi ferisce che la mia città attualmente non offra ai miei studenti ciò che ha offerto a me quando avevo la loro età».

Nei “Giardini di Lilliput” esponevi sculture e non tavole a parete. Hai proposto un piccolo ecosistema popolato da creature fantastiche racchiuso dentro alzatine per biscotti. Come ti è venuta l'idea?

«L'idea è partita dai miei pensieri fissi: la natura e la casa. Volevo che i miei piccoli Eden venissero protetti da queste bolle di vetro prese in prestito dal mondo della pasticceria perché i miei cerbiatti non conoscessero mai il rigore degli inverni, la paura dei predatori e il declino della vecchiaia».

Parliamo di laboratori artistici. Quanto è importante per i ragazzi, sperimentare, manipolare, perdersi in un mondo costruito con le proprie mani?

«I laboratori artistici per bambini sono una stagione di semina, un doveroso investimento sulle generazioni che verranno. In un'epoca nella quale apparentemente hanno tutto mancano drasticamente di un immaginario personale in grado di fornire loro un salvagente per le intemperie della vita».

Dov’è il tuo atelier?

«Ovunque io mi trovi. Quando devo dar forma ad un progetto la prima cosa che faccio è salire in macchina. Le idee vengono mentre sono da sola e guido. A volte ho bisogno del camino acceso, di una canzone che mi ricordi qualcosa. Altre volte di essere fuori, di sporcarmi tantissimo, aspettando l’ispirazione». Per contattare Laura cercatela su Facebook. Laura Serri o Laura Mera.

I LAVORI CON LA CODA: 44 GATTI


I lavori con la coda di Laura Serri non potevano ignorare l'universo felino. Dopo aver conosciuto e nutrito gli esemplari di una colonia di randagi li ha rappresentato con l'installazione “44 gatti”, un lavoro che li ritrae come le si erano presentati. Li aveva visti addormentati o accucciati dentro scatole di cartone e così li ha dipinti, con un occhio solo, arrabbiati, curiosi, su coperchi, piatti e scatole di carta. Anche i gatti, alla fine, sono spuntati dal pennello. Come pacchi regalo vengono svelati da scatole in colori pastello. È una storia che vale la pena di essere raccontata. Anche quella nasce come una storia d’amore dopo un incontro inaspettato durante una passeggiata in campagna. Ricordo un cancello arrugginito di quelli alti ed austeri, evidentemente un ricordo di antichi proprietari trasferiti da tempo altrove, ai piedi del quale c’era una micia che allattava un numero spropositato di gattini, troppi perché fossero tutti suoi. Da quel momento in poi è nata una storia decennale fatta di lacrime e risate, che ha coinvolto tante altre persone, generose, scovate fra le pieghe dell’ordinario. Di fatto sono io che sono stata accolta da quella numerosa famiglia felina, che oggi è diventata un vero e proprio club di Aristogatti che dorme in casette tirolesi e fa ginnastica su tiragraffi vellutati. Quando lavori c’è qualcuno a quattro zampe lì con te? I due gatti che abitano con me, Batticacchio e Chiupo. Non sono comunque mai sola, mi fanno compagnia tutti gli animali che ho amato e quelli che ho aiutato e che mi hanno aiutata.

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon