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Evasione fiscale, già seimila segnalazioni nel modenese

Riscossi dieci milioni di euro. I Comuni con l’Agenzia delle Entrate: risultati positivi a Formigine, Carpi, Soliera e Mirandola

Oltre seimila segnalazioni all’Agenzia delle Entrate per un totale di 10 milioni di euro riscossi. Sono queste le cifre dell’evasione fiscale in provincia di Modena.

Ma c’è spazio per fare ancora meglio, come chiede la Cgil, alla quale si deve il merito di aver diffuso i dati contenuti nella tabella riportata qui a fianco: «Proprio in questi giorni un importante comune modenese come Carpi ha annunciato di lavorare per il recupero di ben 7,1 milioni evasi da propri cittadini. Non solamente da famiglie in difficoltà e bisognose - che magari si sono ritrovate nell’impossibilità di pagare a causa della crisi economica degli ultimi anni - ma anche da benestanti ed imprese in funzione».

Quel comune, giustamente, agisce col positivo riferimento al Protocollo stipulato con l'Agenzia delle Entrate che prevede segnalazioni qualificate - da parte del Municipio - di evasori sospetti e col “vantaggio” di recuperare nelle casse comunali il 100 per cento degli importi incassati grazie alle verifiche dell’Agenzia Nazionale.

«Nella settimana appena trascorsa abbiamo concluso l'interessante elaborazione dei dati ancora parziali - spiega Franco Zavatti, coordinatore legalità e sicurezza della Cgil Emilia Romagna - ricevuti dalla Agenzia delle Entrate a seguito della richiesta di “accesso civico ai dati pubblici”, recentemente attivata da Cgil e Ficiesse/Associazione operatori della Guardia di Finanza e Cittadini. Dati numerici relativi ai risultati delle segnalazioni antievasione effettuate dai Comuni, specificatamente in alcune regioni, compresa l'Emilia Romagna. Il nostro obiettivo, rinforzato con dati reali e dettagliati, è quello di sostenere - sopratutto nei tavoli della contrattazione sindacale territoriale - l'attività dei Comuni nella lotta all'evasione fiscale e ad affari in nero, con l'impegno di investire le risorse così recuperate, nei servizi sociali a vantaggio dei cittadini onesti».

I numeri che caratterizzano il lavoro degli enti locali in regione confermano i buoni risultati ottenuti ed, al contempo, lo spazio ancora aperto per migliorarli.

Le tabelle che riassumono questo lavoro negli ultimi anni, col decollo del Protocollo fra Comuni ed Agenzia delle Entrate, confermano l'Emilia Romagna al primo posto nazionale, con 186 Municipi, sul totale di 331, che in questi anni hanno prodotto segnalazioni qualificate contro evasori sospetti. Dai Comuni che ne hanno inviate alcune, a quelli che ne hanno prodotte parecchie e ben documentate. Esattamente 31.731 segnalazioni emiliano-romagnole, rispetto alle 93.693 del totale nazionale, cioè il 33,8%.

Con un ristorno incassato dai nostri Comuni di ben 36,39 milioni, rispetto ai 100,86 del totale nazionale. E Modena? In provincia 38 comuni su 47 hanno presentato azioni nei confronti dei “non contribuenti”: 6347 segnalazioni all’Agenzia delle Entrate con una riscossione che ha toccato quota 10.300.768,07 euro.

Dalla provincia di Bologna, con 38 su 55 comuni che hanno segnalato 4.585 volte ed incassato 8,63 milioni. I 26 comuni reggiani su 42, con 4.471 casi inviati e 5,9 milioni di ristorno. E poi Rimini, Forlì, Ravenna, Parma, Ferrara ed ultima Piacenza con 1.858 segnalazioni e 0,84 milioni di incasso.

Guardando la mappa dei Comuni dove la lotta all’evasione funziona meglio, emergono realtà virtuose come Formigine, Mirandola, Soliera e Carpi.

«Ottimi risultati - conferma lo stesso Zavatti - che confermano la possibilità/necessità di andare oltre, nell'interesse collettivo. In primis, spingendo i tanti Comuni che ancora non lo fanno (o troppo poco) ad organizzare i propri uffici e personale dedicato, per “osservare” gli immancabili fenomeni di economia irregolare ed evasiva pure presente nei loro territori. Proprio per lavorare meglio, anche sindacalmente, su questo sacrosanto obiettivo, abbiamo chiesto ulteriori dati numerici più specifici e dettagliati alla Agenzia Nazionale delle Entrate. Richieste utili e dati disponibili, ma finora non concessi e perciò oggetto di ricorso congiunto di Cgil e Ficiesse. Sapere, in ogni territorio, quante segnalazioni inviate dai Comuni sono state realmente esaminate, ben fondate e documentate, che vanno in porto e quante invece risultano

cestinate per insufficienza di dati, e quante ancora non vagliate? Numeri e non nomi, però molto utili al rafforzamento delle barriere contro il ladrocinio fiscale». La lotta ai furbetti, insomma, è solo all’inizio, ma la strada intrapresa sembra essere quella giusta. (d.b.)

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