Quotidiani locali

Mediaworld Modena, caccia ai ladri e al basista

I lucchetti erano per terra: pare che la serranda che protegge l’area dello store non fosse chiusa. Filmati al setaccio

In quei quattro borsoni, riempiti al massimo e poi trascinati fuori a fatica, c’erano almeno 60mila euro in alta tecnologia griffata esclusivamente Apple. Sarebbe questo, sebbene sia ancora una cifra provvisoria, l’ammontare del bottino frutto del colpo al Mediaworld. I ladri o i ricettatori comunque non avranno vita facile: tutte le apparecchiature rubate hanno il loro sistema di difesa interno, ovvero degli appositi codici (codice Imei) che identificano lo smartphone , il tablet o il pc. Questo codice di 15 cifre è in pratica una carta d’identità elettronica, specifica per ogni prodotto.

leggi anche:



Quindi gran daffare ora per gli investigatori della squadra mobile della questura modenese che stanno attendendo da Mediaworld la lista con tutti i codici identificativi delle apparecchiature rubate da inserire nei loro data base della merce rubata. Non solo: oltre a dare la caccia alla banda dei quattro, autrice materiale del colpo grosso, gli uomini della Mobile stanno cercando di stanare un basista. Quel qualcuno cioè ben infornato che può aver aiutato i banditi ad andare a segno, fornendo loro utili dettagli e soffiate fondamentali. Perché probabilmente almeno una di queste informazioni può essere rivelata fondamentale, visti i tempi ristretti in cui la banda doveva a agire una volta all'interno del Grandemilia. Rivediamo il filmato del colpo: verso le 4 del mattino scatta l'allarme intrusione del Grandemilia che segnala che c’è stato un attacco esterno ala struttura. Come accade in questi casi scattano la vigilanza privata oltre alle forze dell’ordine. Sul posto arrivano le guardie giurate sia del Grandemilia sia quelle che si occupano del Mediaworld. Poco dopo arrivano le Volanti. Ma il colpo era già stato consumato e non c'era neanche nessuna auto o furgone da inseguire, intercettato all'esterno. Questo perché in poco più di due minuti i malviventi avevano forzato la porta esterna dell’ingresso dove si trova l’edicola e si erano creati un passaggio tagliando la saracinesca che chiude l'intero ingresso. Dopodiché si sono portati al Mediaworld, dove c’è una serranda che protegge l’accesso. L’ultimo ostacolo prima di arrivare a meta.

Gli investigatori hanno trovato, per terra, fuori dai perni di ancoraggio due grossi lucchetti che avrebbero dovuto ancorare la serranda al pavimento. Non erano stati né tagliati né forzati. Ciò fa presumere che la serranda non fosse ancorata. L’operazione del forzare, tagliare, segare il fissaggio di questa serranda sarebbe durata parecchio. La serranda dunque non era chiusa? I ladri hanno potuto dunque solo sollevarla? Erano già a conoscenza di questa situazione o è tutto avvenuto in modo casuale? È questo il punto fondamentale su cui stanno lavorando gli investigatori della Mobile; queste circostanza avvalorano l’ipotesi della presenza di un palo, di un basista che ora è da stanare.

I quattro, tutti incappucciati, hanno svuotato l’area Apple, riempendo i loro borsoni e portando anche alcuni pezzi sotto braccio. Dovevano fare in fretta, portate il tutto “a mano” e non certo con il carrello. E una volta fuori raggiungere il loro mezzo di fuga, all'esterno dell’area parcheggi del Grandemilia che è sbarrata. La polizia sta vagliando telecamere e filmati nella speranza di trovare fotogrammi che abbiano immortalato il mezzo dei banditi sia prima che dopo il colpo e anche la banda con qualcuno senza ancora il cappuccio calato in testa.
 

I COMMENTI DEI LETTORI


Lascia un commento

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PUBBLICARE UN LIBRO

Sconti sulla stampa e opportunità per gli scrittori