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Modena, l'ex Manifattura venduta per 28 milioni di euro

La cassa depositi e prestiti rileva il complesso residenziale Evitato il fallimento, potrebbero arrivare fondi per il recupero dell’altro edificio

MODENA. La ex Manifattura Tabacchi con i suoi 80 tra appartamenti e negozi invenduti viene acquisita dalla Cassa depositi e prestiti, mega società pubblica controllata dallo Stato. La grossa struttura edilizia di viale Monte Kosica, riconvertita anni fa e oggi in parte in degrado, sarebbe infatti passata di mano per circa 28 milioni di euro. Cifra superiore ai 27 milioni di euro che la stessa CdP pareva non disposta a superare per divenire per intero controllante della società proprietaria della Manifattura “Quadrifoglio Modena Spa”. Quello che sarebbe stato uno dei peggiori patatrac edilizi della storia di Modena sarebbe quindi definitivamente scongiurato anche per un altro motivo.Il buon esito del concordato preventivo. Il curatore fallimentare nominato dal Tribunale sta infatti terminando di tessere la sua tela, come spiegano alcuni bene informati. E alla fine emergerebbero da parte della CdP i fondi pure per completare il restauro della mega struttura di circa 14.000 metri quadrati, quella degli anni '30 al momento abbandonata al fianco della ciminiera. Del resto, il concordato è ormai l’unico strumento giuridico che evita il disastroso fallimento dopo il “sacrificio” della CdP. I debiti infatti - 10 milioni quelli verso i fornitori, oltre 30 in direzione delle banche finanziatrici tra cui Bper e Unicredit - sono altissimi e i creditori potrebbero sempre andare all’assalto. Il concordato, appunto, serve a scongiurare il deposito di una istanza di fallimento che chiuderebbe in senso negativo la partita. Ma siamo a buon punto, tenuto conto che qualche banca interessata avrebbe addirittura già deliberato la vicenda in Consiglio di amministrazione. Gli inquilini privati - una decina tra appartamenti e altri spazi - sperano anche perché oggi hanno alcune “sospensioni” per quanto riguarda le spese, ma debbono sempre pagare lo stipendio al portinaio della struttura e le spese di Hera e ascensore. Come si ricorderà la società protagonista del concordato, appunto la “Quadrifoglio Modena Spa” con sede a Roma, vede il controllo per il 50% appunto della CdP e per l’altro 50% di importanti società edili locali, tra cui la Cmb, la Ccc e altre. Le novità annunciate se le aspetta uno dei condomini, il titolare della Farmacia San Giorgio Alberto Barbieri: ""Quanto prima subentra la Cassa depositi e prestiti, dunque lo Stato, meglio sarà. Dunque noi siamo molto felici anche se ci avevano detto che serviva circa un anno, dunque fino al prossimo luglio, perché l’intera matassa potesse essere sbagliata. Certo a noi inquilini se il concordato è passato è meglio, anche perché immagino che prima o poi si riprenda a tentare di vendere gli appartamenti invenduti. Nei giorni scorsi, tra l’altro, si è visto personale a fare controlli in zona"". Il farmacista aspetta a cantare vittoria: ""Attendiamo l’ufficialità, quel che è certo è che si spera che qui possano venirci anche altri esercizi commerciali, ma noi siamo prudenti. Devo dire che, nonostante la vicenda sia formalmente tra privati, l’amministrazione comunale non ci ha abbandonati e la polizia municipale un paio di volte al giorno fa controlli in zona"". Emerge infine una

voce. Finita l’intera vicenda anche il Cavallo di piazza delle Paltadore, realizzato da Mimmo Paladino e di proprietà del gallerista Emilio Mazzoli, potrebbe essere acquisito. Arriverà presto una petizione diretta al sindaco Muzzarelli.

Stefano Luppi
 

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