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Carpi. Il Cabassi non è in regola: «Velodromo da abbattere»

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Carpi. Il Cabassi non è in regola: «Velodromo da abbattere»

La deroga scade a fine stagione ma c’è la possibilità di presentare un progetto Intanto, monta di nuovo la polemica dei commercianti delle vie vicine allo stadio 

Non avrà l’incedere incalzante del “Dr. House”, ma anche la telenovela “Cabassi” si arricchisce periodicamente di nuove puntate. L’ultima della serie si intitola “Abbattiamo il velodromo”. Alla regia c’è la Lega di Serie B, anche se i soldi li deve tirare fuori la società e, forse, anche il Comune. L’occasione per riprendere la trama, ferma ormai dalla scorsa stagione con l’allestimento della nuova curva, è la risposta dell’amministrazione ad una interrogazione in Consiglio di Cristian Rostovi il quale aveva chiesto delucidazioni sul futuro dell’impianto. La risposta scritta, firmata dal sindaco Alberto Bellelli, è arrivata lo scorso mercoledì.

IMPIANTO DA MODIFICARE

La deroga per lo stadio carpigiano scadrà al termine di questa stagione. «Per il 2018-19 - recita la risposta del Sindaco - e per quella successiva, la normativa in materia di criteri infrastrutturali per la partecipazione al campionato di Serie B ha stabilito che non saranno idonei gli impianti muniti di velodromo, salvo che le società presentino un progetto già approvato dalle autorità competenti che tenga conto dei requisiti richiesti». Quali siano precisamente questi requisiti lo si capirà solo dopo l’indicazione della stessa Lega, che la società di via Marx aspetta per la prossima settimana. Nel frattempo, il Carpi ha già incaricato i professionisti per l’elaborazione del progetto: «Il Carpi Fc - continua il sindaco - ha informato l’amministrazione di essersi attivato per elaborare un progetto di massima per rispondere a quanto richiesto». Il progetto c’è, ma non per forza dovrà comprendere l’abbattimento della pista da ciclismo nel giro di una sola stagione. Qualche indicazione più certa arriverà proprio con il parere della Lega.

CHI PAGA?

Come al solito, sul “chi paga” gli sguardi volgono al cielo. Sulla base della convenzione, «si è convenuto di impegnarsi a cooperare ai fini dell’individuazione degli opportuni interventi da realizzare presso lo Stadio Cabassi nonché della ripartizione dei relativi costi». La parola passa quindi al Tavolo tecnico, che già si era riunito lo scorso 10 luglio condividendo le prossime e stringenti normative in materia di stadi per la Serie B. Bellelli mette però qualche paletto: «Ai sensi e nello spirito della Convenzione attualmente in essere, si prevede come siano a carico del Carpi, oltre che le manutenzioni straordinarie e le modifiche a edifici e impianti, compresa l’assunzione degli incarichi di progettazione».

LA POLEMICA

Monta nuovamente la polemica da parte dei commercianti con attività vicina allo stadio i quali lamentano di essere “ostaggio” delle partite casalinghe del Carpi. La polemica, riportata dalla Gazzetta lo scorso settembre, non accenna a diminuire. Confcommercio, per voce del presidente Tommaso Leone, ha ribadito che “non è ammissibile che le vie dell’area intorno allo stadio vengano

chiuse con cinque ore di anticipo rispetto all’orario della partita». Il Comune da parte sua, replica di non avere voce in capitolo, dal momento che le decisioni sugli orari di chiusura spettano alla Questura.

Fabio Garagnani
 

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