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Monumenti e chiese: pronti altri 350 milioni

La Regione: «Dal governo un’accelerazione per completare tutti i cantieri» Sarà finanziato il recupero della Rocca di San Felice. Il “cratere” si restringerà

La ricostruzione post-sisma fa un nuovo passo, grazie ad altri 350 milioni stanziati dal Governo. Le nuove risorse sono destinate alle opere pubbliche e ai beni storici e architettonici, già finanziati con 1,1 miliardi, dopo gli oltre 4,3 miliardi concessi per case e aziende. «Un risultato molto importante, un segnale di accelerazione che rispetta l’impegno preso dal Commissario Stefano Bonaccini nel 2017», ha evidenziato ieri l’assessore delegato alla Ricostruzione, Palma Costi, proprio accanto a Bonaccini e al direttore generale dell’Agenzia per la ricostruzione per il sisma 2012, Enrico Cocchi. «Grazie a questa task force e a un lavoro in pool, si è raggiunto un traguardo in tempi più brevi rispetto a quelli previsti».

Opere pubbliche. I 350 milioni stanziati dal Governo potranno soddisfare già da quest’anno quasi tutte le esigenze per gli interventi previsti dal “Programma per la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali”, dai Comuni al comparto sanità, dalle Diocesi agli altri enti coinvolti dalla ricostruzione. Il programma prevede 1.851 interventi per circa 1,5 miliardi: già 1.433 di questi sono stati finanziati e 1.039 hanno concluso l’iter di approvazione dei progetti, per 596 milioni. Un esempio di intervento che sarà affrontato con le nuove risorse è quello relativo alla Rocca di San Felice.

Imprese agricole. Un’ordinanza firmata il 16 febbraio da Bonaccini concede una proroga fino al 30 giugno 2018 alle imprese agricole danneggiate dal sisma per terminare i lavori e presentare la rendicontazione finale dei contributi. Il saldo finale dovrà essere effettuato entro il 31 dicembre 2018. Attraverso il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, la Regione ha chiesto un’ulteriore proroga, ora al vaglio della Commissione Ue.

Stato di emergenza. Come noto, è stato prorogato anche lo stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020, che permetterà al Commissario e agli enti locali di continuare a operare in regime straordinario, in maniera - si spera - più veloce, semplificata e agevolata. Prorogata l’esenzione Imu per gli immobili inagibili, così come la sospensione dei mutui degli enti locali. È stato poi autorizzato l’utilizzo delle risorse per le spese di funzionamento e il pagamento degli straordinari del personale di ruolo degli enti locali impegnato nella ricostruzione.

Privati. Il 31 ottobre 2017 è scaduto il termine per presentare i progetti di ricostruzione per gli immobili privati: sono 10.257 quelli presentati ai Comuni, 8.233 dei quali hanno ottenuto la concessione dal Commissario, per un totale di 2,371 miliardi assegnati. Ma ad oggi sono solo 1,7 i miliardi liquidati, e comunque 13.629 le abitazioni completate, 4.227 le attività economiche e commerciali. L’assistenza alla popolazione, come le case in affitto, riguarda 1.962 nuclei familiari.

Imprese. Tutti i progetti relativi alle imprese hanno ottenuto il decreto di concessione: 3.454 concessioni per un totale di 1,888 miliardi di contributo: è stato superato il miliardo di liquidazione per le imprese. Nei diversi bandi usciti dopo il sisma, sono stati concessi contributi Inail pari a 45,5 milioni di euro che hanno finanziato 1.252 progetti di cui 31 milioni sono già stati liquidati.

Cratere ridotto. Dal 2 gennaio 2019 si dimezzeranno i Comuni del “cratere”. L’attività

di ricostruzione sono terminate in 29 Comuni marginali, su 59. Gli sforzi si concentreranno nei restanti 30, tra i quali Bastiglia, Bomporto, Camposanto, Carpi, Cavezzo, Concordia, Finale, Medolla, Mirandola, Novi, Ravarino, San Felice, San Possidonio, San Prospero e Soliera.

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