Quotidiani locali

Dispersi di notte nei monti Scavano buca per salvarsi

Pievepelago. Due sci alpinisti perdono l’orientamento per la nebbia e la tormenta Hanno creato un riparo e fatto ginnastica per sopravvivere. Ritrovati dopo le 8

PIEVEPELAGO. Sorpresi dall’oscurità in mezzo alla nebbia e alla tormenta nel cuore della montagna, con più di un metro di neve. Esperienza da incubo per due sci alpinisti toscani sul crinale emiliano, dove hanno trascorso la notte salvandosi solo grazie all’equipaggiamento e l’esperienza che li ha saggiamente portati a scavare una buca (una “truna”) contro vento e ipotermia.

Ma esperienza tosta anche per i soccorritori, che li hanno cercati di notte con -7°C e un vento che ne raddoppiava la percezione. Andrea Barattini, 27 anni, e Jean Claude Pucci, 45, erano arrivati da Prato in Val di Luce (Abetone) verso le 7.30 di martedì. Lasciata la macchina in parcheggio, hanno iniziato la risalita del Canale Segantini, percorso alpinistico nei pressi di Foce a Giovo, tra Lucca e Modena. Appena iniziato il rientro, si sono trovati in condizioni improbe: alle 14 l’ultima chiamata ai familiari per dire che erano in mezzo a una tormenta, ma che la situazione era sotto controllo e avrebbero solo ritardato il rientro. Poi però è sceso il buio e, da esperti quali erano, perfettamente abbigliati, hanno capito che non aveva senso rischiare: si sono fermati sul versante modenese che guarda al lago Turchino, poco sotto la vetta del Monte Rondinaio, e con le pale in dotazione (assieme al dispositivo radio Arva per la localizzazione in caso di valanga) hanno scavato nella neve una buca profonda 2 metri e larga altrettanto. Lì si sono riparati e hanno trascorso la notte, alzandosi a turno ogni 45 minuti per fare ginnastica ed evitare l’ipotermia.

Il loro mancato rientro ha fatto scattare un’imponente macchina di soccorso. Sul fronte modenese, dalle 21 si sono mobilitati i tecnici del Soccorso alpino del Cimone e i vigili del fuoco di Pievepelago, Pavullo e Modena (squadra Saf), che li hanno cercati (una ventina di persone) dal lago Santo in su, raggiungendo Foce al Giovo e il Rondinaio senza avvistarli. Hanno interrotto le ricerche solo per un’ora, dalle 5 alle 6, riscaldandosi un attimo. In parallelo, i tecnici del Soccorso alpino toscano (Sast) assieme ai vigili del fuoco di San Marcello Pistoiese dal quartier generale allestito all’hotel “I Pionieri” in Val di Luce (attivati anche carabinieri e polizia) hanno raggiunto il Passo di Annibale proseguendo per il Giovo. Ma verso le 3.30 si sono dovuti fermare per la burrasca, proibitiva in quel versante. Con la prima luce della mattina, la squadra di Pistoia è ripartita dal Passo di Annibale, mentre quella di Lucca ha risalito il Canale Segantini dal Rifugio Casentini. E i modenesi, con l’ausilio delle unità cinofile del Soccorso alpino Monte Cusna, hanno continuato a perlustrare il loro fronte.

Fino a poco dopo le 8, quando i due dispersi, dopo aver sempre saggiamente risparmiato la batteria del cellulare la notte, nello scendere senza più nebbia hanno approfittato di un attimo di campo per avvisare che si trovavano nei pressi di Foce al Giovo. A

quel punto i toscani li hanno raggiunti: un bell’abbraccio e il sollievo di vederli sani e salvi. Hanno raggiunto assieme il Passo di Annibale poi il 27enne è stato caricato su un gatto delle nevi, mentre il 45enne è stato in grado di scendere in Val di Luce con gli altri sugli sci.

TrovaRistorante

a Modena Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGI E TESI DI LAUREA

Pubblica il tuo libro