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Modena, "Jackie'O" angolo british dall’animo ricercato sotto la Ghirlandina

Jackie’O ha portato in città la passione e il coraggio delle sottoculture inglesi: «Così sperimentiamo»

MODENA. Via della Torre è stretta, è l’unica che porta a sbattere frontalmente contro la Ghirlandina. E buttando lo sguardo, da via Taglio verso via Emilia Centro, vi rimarrà negli occhi lo scorcio della torre colorato dalla curiosa presenza, sulla destra all’altezza del civico 61, di una bandiera del Regno Unito. La Union Jack è sulla strada ad indicare i 45 metri quadrati più inglesi di Modena. È lì che Alessandro Ferrari ha scelto di aprire il suo angolo di cuore d’oltremanica e oggi insi ...

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MODENA. Via della Torre è stretta, è l’unica che porta a sbattere frontalmente contro la Ghirlandina. E buttando lo sguardo, da via Taglio verso via Emilia Centro, vi rimarrà negli occhi lo scorcio della torre colorato dalla curiosa presenza, sulla destra all’altezza del civico 61, di una bandiera del Regno Unito. La Union Jack è sulla strada ad indicare i 45 metri quadrati più inglesi di Modena. È lì che Alessandro Ferrari ha scelto di aprire il suo angolo di cuore d’oltremanica e oggi insieme al socio Riccardo Giordano è diventato punto di riferimento di uno stile non convenzionale ma rigoroso e squisitamente british. Nasce così Jackie’O, dove la parola d’ordine è passione per l’abbigliamento different class, dal british icon al fashion: un contenitore ispirato da sottoculture giovanili, dalla cultura d’oltremanica, dal clubbing e da tutto ciò che gli ruota intorno (dalla musica brit degli anni 80 all'acid house d'oltremanica degli anni 90 fino a quella odierna) tutto ciò con ricerca, innovazione e cura del dettaglio.

«L’abbigliamento ha sempre fatto parte della vita della mia famiglia – spiega Ferrari - mio papà ha sempre prodotto capi per diversi brand in giro per il mondo. Con questa scelta, certamente di nicchia ma molto precisa e riconoscibile, ho unito le mie passioni. A Modena un negozio di questo tipo prima non c’era, oggi siamo riconosciuti per questa ricerca che esprimiamo con scelte personali caratterizzate dall’unica matrice che è quella delle».

Jackie’O apre nel 2010 a Formigine, da due anni si è trasferito a Modena: «La città dà un respiro diverso alle nostre scelte – continua Ferrari - Ci sono pochissime esperienza di questo tipo in Italia, si contano sulle dita delle mani. Noi mettiamo la nostra conoscenza, la nostra passione e le nostre forze: viaggiamo, andiamo in Inghilterra per capire con un po’ di anticipo cosa sta cambiando, facciamo una vera e propria ricerca che anche nel nostro settore ha un valore. Poi arrivano i brand e gli show-room dove si approda ad una scelta definitiva».

Teddy boy, mod, skinhead, casual, passando per il glam e il Northern Soul: movimenti, abbinamenti, ricerche. Oggi le sottoculture sono una scelta di stile. Felpe, camicie, t-shirt, ma anche accessori come calze e berretti. Sono lontani i tempi delle sottoculture considerate sinonimo di devianza. Oggi la sottocultura nell’abbigliamento è quella provocazione usata come ispirazione che tutti giocano, ognuno con le sue carte.

Jackie’O ha scelto l’origine di questa provocazione, per questo i marchi sono quelli più legati alla tradizione inglese che comunemente non hanno una via privilegiata nel commercio al di fuori dell’Inghilterra.

«Barbour, Lyle & Scott, Ben Sherman, Weekend Offender - conclude Alessandro Ferrari - scelte che vanno dai marchi icona del british a brand più di nicchia e di ricerca».

Alla fine di tutto è comunque il mercato che decide. E per stare sul mercato serve scommettere su un fenomeno, su una tendenza, proprio come tutto ciò che sta sotto la Union Jack, anche nel cuore di Modena.