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Richiesta di riesame non ammessa a Pieve e Pavullo

PIEVEPELAGO. La vicenda della 39enne che ha partorito in ambulanza rilancia nel suo paese, Pievepelago, i timori legati alla chiusura del punto nascite. E la querelle politica, alla luce del fatto...

PIEVEPELAGO. La vicenda della 39enne che ha partorito in ambulanza rilancia nel suo paese, Pievepelago, i timori legati alla chiusura del punto nascite. E la querelle politica, alla luce del fatto che nell’ultimo Consiglio la mozione presentata dal capogruppo di opposizione Marco Caiumi, per chiedere al Ministero il riesame della deroga, pur essendo iscritta all’ordine del giorno all’ultimo non è stata ammessa. «Perché l’argomento non è di competenza di un Comune – sottolinea il sindaco Ferroni – va portato in Unione o in Comitato di distretto, con Pavulo capofila. Bisogna percorrere le vie istituzionali. A Fanano (dove il segretario è lo stesso, ndr) l’hanno discussa? Secondo me hanno sbagliato, come è stata sbagliata da richiesta avanzata in autonomia da Fiumalbo». «La mozione è stata presentata prima del parto in ambulanza - nota Caiumi - pensando che il tema avesse rilevanza locale. I fatti lo hanno confermato in modo eclatante, ma al di là della sensibilità al tema (discusso a Fanano o Polinago pur in presenza di amministrazioni Pd), rimango sconcertato da una questione di forma: il regolamento comunale non dà la possibilità, a Consiglio iniziato, di non ammettere punti a discussione». Niente discussione neanche a Pavullo domani sera: Davide Venturelli (M5s) martedì

aveva chiesto di nuovo l’inserimento del punto quale questione d’urgenza alla luce proprio del parto in ambulanza, ma gli è stato detto di no. «I candidati della Lega - commenta - sostengono con forza il riesame, ma gli esponenti locali fanno ben poco perché ciò avvenga». (dm)

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