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Modena, i bambini pensano grande Allora portiamoli a Filosofare

Le loro intuizioni folgoranti, in cerca di un ascolto per dare già forma a un mondo Un libro di avventura pedagogica lo spiega. I laboratori al S. Agostino lo provano 

MODENA. I bambini pensano grande. Si intitola così un saggio pubblicato da Sellerio editore Palermo nel 2014. In realtà il titolo completo è “I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica”. Si tratta di una specie di diario, insomma, il racconto un anno scolastico di una quinta elementare (umbra). Lo firma, lo racconta, il maestro Franco Lorenzoni, che nell'introduzione scrive “I pensieri infantili sono sottili. A volte sono così affilati da penetrare nei territori più imperv ...

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MODENA. I bambini pensano grande. Si intitola così un saggio pubblicato da Sellerio editore Palermo nel 2014. In realtà il titolo completo è “I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica”. Si tratta di una specie di diario, insomma, il racconto un anno scolastico di una quinta elementare (umbra). Lo firma, lo racconta, il maestro Franco Lorenzoni, che nell'introduzione scrive “I pensieri infantili sono sottili. A volte sono così affilati da penetrare nei territori più impervi arrivando a cogliere, in un istante, l’essenza di cose e relazioni. Ma sono fragili e volatili, si perdono già nel loro farsi e non tornano mai indietro. Così alla maggior parte delle bambine e dei bambini non è concesso il diritto di riconoscere la qualità dei propri pensieri e rendersi conto della loro profondità. A molti non è concesso neppure di arrivare ad esprimerli, perché un pensiero che non trova ascolto difficilmente prende forma e respiro. Una moltitudine innumerevole di associazioni, intuizioni, connessioni e vere e proprie folgorazioni infantili restano nascoste sotto terra, scavando un labirinto di canali che non arriveranno mai alla luce del sole, perché privati della dignità che nasce dal credere nella propria capacità di pensiero”. Lui dice che con i bambini, ogni giorno, prova a “dare forma al mondo”.

Loro, i bambini, sono bravissimi in questo. Gli insegnanti lo sanno bene, hanno episodi agli angoli di ogni sorriso, di ogni sguardo commosso, perché è a scuola dove i bambini e le bambine, spesso, si lasciano andare. Antonella, maestra, ha raccontato di aver dato, qualche tempo fa, questa traccia in una classe quinta: “I segni che ci portiamo addosso, sulla pelle, raccontano la nostra storia, la nostra crescita. Scrivi alcuni episodi che narrano le tue cicatrici: dove sono, come te le sei procurate”. E a dieci anni c'è stato chi ha scritto, come incipit: "Io ho tanti segni sulla pelle, per primo l'ombelico, che è il segno della nostra nascita".

Ha sicuramente ragione, il maestro Lorenzoni, quando sottolinea che spesso ai bambini non viene dato ascolto. E' che a volte accade anche che gli adulti si trovino semplicemente impreparati, di fronte ai pensieri grandi dei piccoli. E ha ragione di nuovo, il maestro Lorenzoni, quando scrive che “di fronte al bello, alle difficoltà e anche alle tragedie della vita, sono capaci di nitidezza ed autenticità rare, che credo faccia bene a tutti incontrare”. Come è accaduto qualche giorno fa alla mamma di Teo, otto anni, che dopo aver notato una sfumatura di inquietudine in quella sua creatura cucciola vuole rassicurarlo, vuole capire, e gli dice “perché non sei tranquillo quando siamo soli in casa? Guarda che la natura dota ogni mamma di una forza sensazionale per proteggere i propri cuccioli. Si chiama istinto materno, devi stare tranquillo”. E Teo risponde: “Mamma io non ho paura che tu non mi protegga, sono io che vorrei proteggere te da te stessa, intendo dal mondo che ti preoccupa e dai tuoi stessi pensieri. Proteggerti dall’esterno e soprattutto dal tuo interno”.

Come mantenere, come alimentare il pensiero grande dei bambini? Fare lezione come la maestra Eva che insegna a “saper scrivere sulle righe, ma non farsi mettere in riga. A leggere tra le righe, rompere le righe o uscire dalle righe”. Oppure, magari, partecipare, a Modena, ai laboratori di “Filosofare”, organizzati dalla Fondazione Collegio San Carlo, che tra febbraio e marzo sono rivolti a bambini e bambine di età compresa tra i 4 e i 10 anni. Si tengono all’Ex Ospedale Sant’Agostino (Largo Porta Sant'Agostino 228, di fronte al Palazzo dei Musei). L'ingresso è gratuito, la prenotazione obbligatoria (fino a esaurimento posti). Per saperne di più l'indirizzo da digitare è www.fondazione-crmo.it/edutainment.

Facciamoli pensare grande.