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Corriera in fiamme, salvi i passeggeri

Lama. Il mezzo, immatricolato nel 2000, è andato distrutto. Strada chiusa per ore. Polemica tra Cisal e Seta sulla sicurezza

LAMA MOCOGNO. Una corriera in fiamme in mezzo alla neve e con il Burian che flagella a -10°C. Scena spiazzante ieri sulla Giardini a un chilometro da Lama Mocogno. Nella salita dei tornanti dopo Montecenere, tra Montescarpone e la maestà, in mezzo a una curva, alle 9.10 si sono sprigionate fiamme che in pochissimi minuti hanno divorato il mezzo Seta della linea 840, partito da Pavullo alle 8.30 diretto a Sestola. L’autista, il 46enne R.M. di Fanano, dagli specchietti ha visto all’improvviso levarsi fumo dal motore sul retro: si è subito fermato, ha aperto il vano e vi ha scaricato il contenuto dei due idranti in dotazione, mentre i sette passeggeri scendevano spaventati. Ma non c’è stato nulla da fare: le fiamme sono state inarrestabili nel loro propagarsi all’interno e alimentarsi con stoffe, plastiche e gomma. Sul posto i vigili del fuoco di Pavullo che con autopompa e autobotte hanno spento gli ultimi focolai verso le 11: impressionante la scena, tra il fuoco e la colonna di fumo, ripresi con sconcerto da diversi automobilisti.

La circolazione è stata bloccata (polizia municipale per la viabilità, sul posto anche i carabinieri) fino a mezzogiorno, quando il posizionamento della corriera di lato ha permesso il ripristino almeno di un senso alternato. Poi la carcassa è stata portata via con mezzi speciali (bilico e gru) arrivati da Modena (Longagnani). Personale Anas è intervenuto sull’olio sparso con sepiolite.

La circolazione interrotta non ha permesso il trasbordo su altri mezzi Seta: i passeggeri hanno raggiunto Lama autonomamente, anche con passaggi da automobilisti.

Saranno gli esami tecnici a stabilire la causa del guasto: al momento si ipotizza o un cortocircuito o la rottura di un manicotto che abbia fatto uscire liquido incendiatosi col motore caldo. Il mezzo aveva quasi 18 anni, immatricolato nel 2000. Non ci sono stati né feriti né intossicati, ma l’accaduto rilancia la “questione Seta”: «Non si possono far correre pericoli del genere a chi sceglie il trasporto pubblico proprio perché dovrebbe essere più sicuro - tuona Giuseppe Rendace, segretario provinciale del sindacato Faisa Cisal - È inutile annunciare 700mila euro di spesa per filobus sperimentali senza conducente quando sui mezzi di oggi le condizioni sono queste. Non è solo una questione di parco bus vecchio, ma di attenzione alle manutenzioni. Perché anche una corriera vecchia va bene, se ci si tiene dietro. Ma c’è abbastanza personale per farlo? Secondo noi no, e così si finisce magari per rimandare tagliandi e controlli puntando a farli in estate, quando servono meno mezzi in giro. Ma a volte è troppo tardi. E questo si somma a condizioni di lavoro insostenibili. Nel silenzio della politica, su quello che è un servizio pubblico».

L’azienda invita a «non usare strumentalmente l’episodio» sottolineando che «in officina il personale

non è mai stato sotto organico» e che «la circolazione dei mezzi è regolare sotto tutti i punti di vista, altrimenti non godrebbero nemmeno di copertura assicurativa. Solo giovedì sono stati presentati nove nuovi autobus extraurbani, ed entro marzo saranno assunti 25 nuovi autisti».

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