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Lame di Zocca Due fratelli massacrati nella stalla Un parente sotto torchio per ore

Ugo e Breno Bertarini, di 73 e 70 anni, uccisi a colpi di roncola nell’azienda agricola di famiglia a Lame Sospetti su Angelo Rainone, ex genero di Ugo. Accertamenti dei carabinieri sul movente economico

ZOCCA. Due fratelli, uno di 73 l’altro di 70 anni, uccisi a colpi di roncola nella stalla dell’azienda agricola da sempre della loro famiglia, lungo la strada via San Giacomo, che dalla frazione di Lame si inerpica lambendo il museo del castagno e l’impianto comunale per il ruzzolone.

Duplice omicidio a Zocca: il luogo del delitto Duplice omicidio questa mattina a Zocca, comune dell'Appennino modenese. Un uomo avrebbe ucciso due fratelli, suoi parenti. Le vittime del duplice omicidio sarebbero il suocero e lo zio della moglie del presunto assassino. Il luogo del delitto. Video Poluzzi

Per ore, dopo la scoperta del duplice omicidio, è stato interrogato un parente, l’ex marito della figlia del più anziano. Non si trova in stato di fermo, è soltanto il sospettato principale. Dopo qualche curva, dopo qualche insegna scritta a mano sui cartelli di legno, c’è la casa, alta, che dalla strada copre la visuale al piccolo capannone, deposito dove c’è anche la stalla, il luogo per gli animali da cortile e soprattutto per gli amati cani da caccia dei due fratelli.

Ugo e Breno Bertarini sono stati trovati senza vita, straziati dai colpi, per terra, nei pressi dell’accesso alla stalla dell’azienda agricola biologica “Monte San Giacomo”, che in sostanza è la casa dove abita Ugo Bertarini, il fratello più anziano. In una mattinata da almeno meno dieci sotto zero, in mezzo alla neve che ha invaso tutto tranne soltanto la strada e immerso l’intera zona nel silenzio, i due corpi sono stati rinvenuti verso le 8 di ieri mattina da Rosanna, la figlia di Ugo. Con lei uno dei suoi due figli.

Come è ormai una abitudine, per aiutare a dar da mangiare ai cani e per dare una mano in qualche altra mansione, il fratello Breno si presentava alla mattina presto. Assieme a Ugo accudivano i loro insperabili segugi: grandi cacciatori, più Ugo che Breno, che spesso si avventuravano in battute di caccia al cinghiale e alla lepre. Dunque i cani, dunque il solito appuntamento mattutino. Ieri, non vedendo rientrare a Zocca lo zio che abita nelle sue vicinanze in via Verdi, la figlia di Ugo si era preoccupata. Pensava al freddo, al ghiaccio, alle intemperie. Ed è andata a controllare. E si è trovata di fronte alla terribile scena del duplice omicidio. E mentre i cani non smettevano di abbaiare, ha chiamato i carabinieri.

Angelo Rainone, il sospettato, genero...
Angelo Rainone, il sospettato, genero di una delel vittime

Un primo sopralluogo, la zona del delitto da subito blindata e resa inaccessibile, e poi via con le indagini: i militari dell’Arma, guidati dal capitano Nicola Puccinelli, hanno cercato l’ex marito della figlia, Angelo Rainone, 57 anni. Lo hanno trovato dopo poco a Zocca, dove era stato visto in giro, e non a Montalto di Montese, dove da un po’ di tempo si era trasferito, lontano dalla sua famiglia. I carabinieri di Zocca e del Nucleo Operativo lo hanno quindi fatto salire in auto e lo hanno portato in caserma, poco prima delle 9: da quella caserma il 57enne è uscito solo nel tardo pomeriggio, sempre su un’auto dei militari e portato a Modena, dopo esser stato sentito dai carabinieri e dal magistrato, il pubblico ministero Lucia De Santis, che ha raggiunto Zocca non appena informata del delitto. Rainone non è in stato di fermo.

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Dopo aver lavorato per la cooperativa Pineta, l’ex genero di Ugo Bertarini da almeno cinque, sei anni era in forza all’azienda agricola dei due fratelli, che avevano ceduto quasi tutte le quote societarie dell’azienda agricola a Rosanna. Dunque anche Angelo aveva un ruolo nell’azienda di famiglia. Eppure in paese quasi tutti, e da tempo, sapevano che tra i fratelli Bertarini e Rainone non corresse buon sangue, anzi. Erano frequenti le discussioni e pare che dietro queste ci fossero sempre delle questioni economiche. I dissapori dunque erano noti.

 

Per questi motivi, per fare chiarezza, per tastare subito il polso alla situazione, i carabinieri lo hanno voluto ascoltare. Nel frattempo, nell’abitazione di Ugo e nella stalla dell’azienda, hanno effettuato accurati accertamenti i militari della Scientifica dei carabinieri, al fine di trovare impronte, tracce, prove che possano portare all’assassino. Ora i corpi dei due fratelli verranno affidati alla Medicina legale: gli esperti, dovranno stabilire innanzitutto l’ora dell’omicidio, se è stato contemporaneo oppure uno nella notte e l’altro alla mattina, nonché quanti e quali colpi hanno spento la vita dei due anziani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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