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Rubrica Fuori Classe / L'ex convento San Paolo pronto a tornare agli antichi splendori

Rubrica Fuori Classe / L'ex convento San Paolo pronto a tornare agli antichi splendori

Il restauro durerà un anno e permetterà ai modenesi di poter visitare uno dei complessi più affascinanti della storia della città

MODENA. “Il segreto del restauro sta nel capire questi grandi e numerosi spazi conventuali e avere in mente l’uso pubblico cui destinarli ” così afferma l’architetto Lucio Fontana, responsabile del progetto di riqualificazione dell’ex convento di San Paolo, in via Selmi a Modena.

Il complesso di San Paolo è risalente al 1192, ma, pur essendo di natura medievale, ebbe il suo apice nel Cinquecento, epoca in cui ospitava le figlie di famiglie nobili. Era originariamente formato da due chiese e un monastero femminile di Ordine Agostiniano; saranno proprio la sala delle monache (ex Oratorio) e l’ex chiesa, due luoghi particolarmente suggestivi, principale oggetto del restauro.

Rubrica Fuori Classe / Tutti i segreti della chiesa di San Paolo Un viaggio dentro il complesso del San Paolo, chiuso per restauro e presto di nuovo a disposizione di tutti i modenesi. L'architetto Lucio Fontana spiega i segreti di una delle chiese più affascinanti ma meno conosciute della città (video di Cecilia Fangareggi e Natalija Dordevic, studentesse della 5G classico liceo Muratori San Carlo)

Al momento del sisma del maggio 2012, il ripristino del complesso, parzialmente distrutto a seguito di bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, era in corso di esecuzione; in particolare, proprio nell’ex chiesa e nella sala delle monache, le operazioni di recupero furono sospese. I lavori, approvati e finanziati dalla Regione Emilia Romagna, sono strettamente legati ai danni accertati a seguito degli eventi sismici; essi prevedono interventi finalizzati al rafforzamento e al consolidamento strutturale dell’edificio, per renderlo nuovamente disponibile a ospitare mostre ed eventi futuri.

La separazione di elementi rinascimentali e le aggiunte spurie successive saranno, a detta dell’architetto Fontana, la parte più complessa del restauro: l’ex Oratorio presenta affreschi per metà cinquecenteschi e per metà risalenti ad un improprio restauro del XIX Secolo; gli elementi più recenti verranno rimossi a favore della ricerca di eventuali decorazioni preesistenti da poter riportare alla forma originale. Fontana afferma: “La ricchezza di questi spazi è di poter essere inediti contenitori di nuove funzioni, conservando anche la loro storicità e importanza architettonica”. Attualmente infatti il complesso ospita, a seguito del precedente restauro, la biblioteca della facoltà di giurisprudenza (inaugurata nel 2015), e un asilo, il tutto “nascosto alla città”. In seguito all’intervento di recupero, l’auspicio è quello di rendere il complesso ancora più pittoresco e nuovamente aperto al pubblico.

*studentesse della 5G classico liceo Muratori San Carlo

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