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Rubrica Fuori Classe / Terapia intensiva neonatale, Modena all'avanguardia

Rubrica Fuori Classe / Terapia intensiva neonatale, Modena all'avanguardia

La struttura guidata dal professor Fabrizio Ferrari è un caso di eccellenza nel panorama italiano: "I bambini sempre al centro delle nostre scelte"

Quando un bambino nasce prematuro, la vita gli pone sin da subito delle sfide. Il reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico di Modena è da anni struttura pilota in Italia.

"È stato molto interessante poter parlare di questa attività e spiegare come riusciamo ad ovviare tutti i limiti che la nascita pretermine ci impone” dichiara il professor Fabrizio Ferrari, direttore della struttura complessa. Recenti studi hanno dimostrato che il numero di bambini prematuri nati ogni anno è in crescita in tutto il mondo; ciò nonostante, l’Italia può vantare dati fra i migliori, seconda solo alla Scandinavia. Tra le principali cause della nascita pretermine vi è innanzitutto lo stress, e questo giustifica l’elevata percentuale di bambini extracomunitari in cura al Policlinico (2 casi su 3): le mamme risentono notevolmente delle difficoltà conseguenti all’immigrazione e al cambiamento di abitudini.

Rubrica Fuori Classe / Il prof. Ferrari e i segreti della terapia intensiva neonatale Quando un bambino nasce prematuro, la vita gli pone sin da subito delle sfide. Il reparto di neonatologia e terapia intensiva neonatale del Policlinico di Modena è da anni struttura pilota in Italia, guidata con successo dal professor Fabrizio Ferrari (video di Cecilia Fangareggi e Natalija Dordevic, intervista di Eleonora Montorsi, studentesse della 5G classico liceo Muratori San Carlo)

Come è facile intuire, i neonati hanno maggior probabilità di sviluppare disabilità, quali paralisi celebrale, disfunzionalità intellettive e motorie, cecità e sordità; può anche accadere che certe problematiche si presentino in un secondo momento, particolarmente tra il quinto e il settimo anno di età. Sulla salute dei nati prematuri può influire anche solo una settimana di gestazione in più. Purtroppo, anche il tasso di mortalità è più elevato del normale, basti pensare che ogni anno sui 300 bambini in cura a Modena, ne muoiono fra i 5 e i 7.

Per scongiurare queste eventualità e per rendere la cura il più efficiente possibile, è stato messo a punto il progetto NIDCAP, nato a Boston nel 1986. "Il reparto di Neonatologia di Modena è il primo, e finora unico, centro NIDCAP in Italia. Il programma vuole, prima di tutto, ridurre il dolore e lo stress a carico dei piccoli pazienti, continuamente sottoposti a operazioni di monitoraggio e terapia (dalle 180 alle 200 manovre quotidiane). L’obiettivo degli operatori è quello di riprodurre il più fedelmente possibile le condizioni interne al grembo materno, riducendo al minimo luci e rumori, e inserendo il bimbo in un “nido”, che lo contenga nella sua naturale posizione di gestazione. I bambini devono essere sempre al centro delle nostre scelte", spiega Ferrari.

Rubrica Fuori Classe / Terapia intensiva neonatale, un viaggio tra gli angeli dei bambini Il Policlinico di Modena ci ha aperto le porte della terapia intensiva neonatale: ecco uno sguardo sul reparto che salva i bambini prematuri (video di Cecilia Fangareggi e Natalija Dordevic, studentesse della 5G classico liceo Muratori San Carlo)

Fondamentale nell’iter di cura è la presenza dei genitori, specialmente della mamma, a cui è concesso passare tutto il tempo desiderato a fianco del figlio, toccandolo e coccolandolo, affiancando il personale ospedaliero. Il reparto di Neonatologia è, per ovvie ragioni, isolato dal resto dell’ospedale, e le incubatrici vengono aperte il meno possibile per ridurre il rischio di infezioni e per non turbare l’equilibrio del bambino.

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Siamo stati ammessi all’interno del reparto, dove ci hanno mostrato, in totale sicurezza, i bambini, permettendoci di osservare fasi quali i pasti e la preparazione degli operatori di sala. Inoltre, una mamma, la signora Pamela, ci ha accolto nella stanza della sua bambina, la piccola Viola, raccontandoci la sua esperienza personale mentre teneva in braccio la figlia, momento fondamentale del ciclo di cure, che dà alla bimba la possibilità di sentire la presenza della madre, ed infonderle così maggiore tranquillità.

*studentesse 5G classico liceo Muratori San Carlo

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