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Rubrica Fuori Classe / Tra i pendolari della stazione Fs: sentirsi sicuri è quasi impossibile

Rubrica Fuori Classe / Tra i pendolari della stazione Fs: sentirsi sicuri è quasi impossibile

Una giornata tra binari, sottopasso, atrio e zone limitrove alla stazione, da piazza Dante a Porta Nord il clima è sempre lo stesso: poca sicurezza, e soprattutto di sera tutti la evitano

MODENA. Sono frequenti e conosciuti i disagi presenti alla stazione ferroviaria di Modena. Da anni episodi di violenza sono portati in evidenza e con la loro rivelazione aumenta la paura di chi deve lavorarci e di chi usufruisce quotidianamente del servizio.

Nonostante molte denunce da parte degli addetti ai servizi, la sicurezza della stazione non cresce, anzi sembra che il tempo logori ancora di più quel che già era una situazione di grande pericolo, come ha testimoniato un lavoratore: “Negli ultimi anni le ore di vigilanza sono diminuite, mentre i possibili rischi sono aumentati”. Dopo varie interviste ad alcuni pendolari, abbiamo potuto constatare che la maggior parte dell’opinione pubblica che è a stretto contatto con questa realtà reputi insoddisfacente la vigilanza presente.

Rubrica Fuori Classe / Stazione Fs e sicurezza, ecco cosa ne pensano i pendolari Nonostante molte denunce da parte degli addetti ai servizi, la sicurezza della stazione non cresce, anzi sembra che il tempo logori ancora di più quel che già era una situazione di grande pericolo. Dopo varie interviste ad alcuni pendolari, abbiamo potuto constatare che la maggior parte dell’opinione pubblica che è a stretto contatto con questa realtà reputi insoddisfacente la vigilanza presente (video di Cecilia Preste e Margherita Campolieti, interviste di Elettra Sammarchi e Giorgina Colucci, contributi di Erica Placentino, Elisa Farina ed Eleonora Montorsi)

Dai dati raccolti emerge che apparentemente di giorno la stazione è un luogo sicuro, invece di notte diventa per molti un luogo rischioso. Una donna ha attestato: “ Preferisco spostarmi nelle ore diurne poiché a viaggiare da sola di notte non mi sento sicura”. Al calare della luce del giorno il senso di insicurezza aumenta. I principali problemi riscontrati sono la presenza di senzatetto che dormono accampati nel sottopassaggio della stazione e nelle sale d’aspetto, di tossicodipendenti che vagabondano e di molti furti specialmente a danno dei distributori. Per l’assistenza dei senzatetto, alcune associazioni, ad esempio Porta aperta, provvedono alla soddisfazione dei loro bisogni primari come cibo, acqua e coperte.

La stazione è solo il luogo più evidente di queste manifestazioni di disagio, ma anche nell’ambiente limitrofo è possibile incorrere in incontri potenzialmente pericolosi. Accanto alla stazione c’è lo scalo merci, uno spiazzo teoricamente adibito al parcheggio per i dipendenti RFI, che a lungo andare è diventato un meeting di tossicodipendenti e immigrati.

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Dalle interviste fatte ai pendolari sono emerse anche alcune soluzioni possibili. Una ragazza che frequenta l’università di Bologna ha proposto: “Bisognerebbe far entrare in stazione soltanto coloro che hanno già il biglietto, come accade alla stazione di Milano” oppure un altro ragazzo ha suggerito: “Si dovrebbe incrementare la vigilanza della polizia ferroviaria ( Polfer) anche nelle ore di minor affluenza dei viaggiatori”. Chi usufruisce di questo servizio per motivi lavorativi, scolastici o di svago, dovrebbe avere la certezza di una vigilanza costante e di non sentirsi abbandonato dalle strutture specializzate. Le richieste dei viaggiatori e dei lavoratori sono chiare, ora tocca a chi di competenza analizzare e risolvere il problema.

* studentesse della 5G classico liceo Muratori San Carlo

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