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Delitto di Lame/ Rainone arrestato nella notte: "Incastrato da tracce di sangue e telecamere. E' lui l'assassino"

I carabinieri di Modena hanno eseguito nella notte il fermo disposto dal Pm Lucia De Santis nei confronti di Angelo Rainone, 50 anni, accusato di aver ucciso a colpi di roncola i due fratelli trovati morti martedì

Omicidi di Lame di Zocca. Il procuratore Lucia Musti "Ecco perchè abbiamo arrestato Angelo Rainone" Svolta nell'inchiesta sul dupliceomicidio avvenuto martedì scorso in un'azienda agricola a Lame di Zocca, sull'Appennino Modenese. I carabinieri hanno fermato un 50enne, Angelo Rainone, parente dei due fratelli di 73 e 70 anni trovati morti in una stalla dopo essere stati colpiti da quindici colpi di roncola ciscuno. Le vittime, Ugo e Breno Bertarini, sono il padre e lo zio della ex moglie dell'indagato. L'uomo era stato interrogato a lungo dopo il fatto di sangue ed era già tra i sospettati per il duplice delitto. Eè stato incastrato dalle tracce di sangue e da riprese di telecamere in zona. Il fermo è stato disposto dal pm Lucia De Santis che coordina le indagini.

MODENA. I carabinieri di Modena hanno eseguito nella notte il fermo disposto dal Pm Lucia De Santis nei confronti di Angelo Rainone, 50 anni, accusato di aver ucciso a colpi di roncola i due fratelli trovati morti martedì in una stalla a Lame di Zocca, sull'Appennino. Le due vittime, Ugo e Breno Bertarini, erano il genero dell'indagato e lo zio dell'ex moglie.

Ad incastrare Rainone numerose tracce di sangue trovate sul mezzo guidato dal presunto omicida, nella sua abitazione, in una cartellina gialla in suo possesso. Inoltre le telecamere posizionate lungo la strada provinciale hanno individuato il mezzo di Rainone in circolazione a ridosso della zona in cui abitavano i Bertarini nell'orario in cui è stato commesso il delitto.

Per Rainone oltre all'omicidio l'aggravante dello stalking nei confronti dei due fratelli, visto che da tempo Rainone perseguitava Ugo con pressanti richieste.

Il ritrovamento dei cadaveri risale invece al giorno dopo. Lo ha detto il procuratore capo di Modena, Lucia Musti. Il fermo di Angelo Rainone, 58 anni, cognato di Ugo, è aggravato non solo dallo stalking nei confronti proprio di quest'ultimo, ma anche dall'affinità del presunto omicida a una delle due vittime (Ugo appunto) e dalla recidiva reiterata. L'affinità resta poiché il 58enne era sì separato, ma non ancora divorziato dalla figlia dell'anziano (che ha trovato i due corpi dentro alla stalla). Rainone ha precedenti per spaccio e fallimento.

Ugo e Breno Bertarini sarebbero stati uccisi con quindici colpi di roncola ciascuno. Fendenti che Angelo Rainone, fermato per il duplice omicidio di Zocca, avrebbe inferto prevalentemente alle parti superiori dei corpi. Una delle due vittime era inoltre priva di dita, forse per il tentativo di difendersi.

Il procuratore capo di Modena, Lucia Musti, complimentandosi per il lavoro dell'Arma dei carabinieri, e dal Ris, ha anche spiegato che tracce di sangue probabilmente umano, 'svelate' dal luminol, sono state trovate sia nel furgone dell'uomo che nella sua abitazione.

Rainone avrebbe bruciato il giubbotto e il maglione utilizzati il giorno del delitto. Il suo furgone stato immortalato a Zocca mentre procedeva in direzione dell'azienda agricola dove i Bertarini sono stati uccisi. A registrare il passaggio sono state telecamere di sicurezza, lungo la strada. L'arma, la roncola, stata probabilmente trovata dall'omicida direttamente dentro la stalla.  

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ZOCCA. Da sospettato a indagato ed infine rimesso in libertà in un luogo sconosciuto ai più, ma dove non può fare male a nessuno. E nella notte la decisione di procedere con l'arresto.

La posizione di Angelo Rainone, il principale indiziato per il duplice omicidio dei fratelli Ugo e Breno Bertarini, non ha finora del tutto convinto gli inquirenti che fino a ieri ancora non avevano raccolto tutte le prove per arrestarlo. Nella notte la svolta.

Il lavoro dei carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Lucia De Santis, continua però senza sosta. I militari sono in azione dalle 8 di martedì e non si sono mai fermati. Dopo aver ascoltato Rainone in caserma a Zocca per poi trasferirlo al comando provinciale di Modena, il pm ha deciso di indagarlo nella tarda serata. Lo ha fatto per permettere una prima, necessaria ispezione nella sua abitazione di Montalto, piccola borgata del comune di Montese, dove il 57enne si era trasferito nell’estate scorsa subito dopo la separazione dalla moglie Rossana Bertarini.

Lame di Zocca, rilievi dei carabinieri nella casa del duplice omicidio Le immagini del meticoloso lavoro dei carabinieri negli edifici dell'Azienda agricola di Lame di Zocca dove sono stati barbaramente assassinati a colpi di roncola di fratelli Bertarini Video Gino Esposito

La casa, che ha un ingresso sul retro e una rimessa sul lato opposto, è stata a lungo ispezionata e sono state trovate alcune interessanti tracce ematiche. Ma i carabinieri della Compagnia di Pavullo, Nucleo Operativo Radiomobile in particolare e colleghi del Nucleo Investigativo di Modena, non si sono limitati a quello, continuando per tutta la notte - quando il termometro segnava -16° - a ispezionare anche l’abitazione del 73enne Ugo Bertarini e la stalla in cui l’imprenditore agricolo è stato ucciso insieme al fratello Breno (70). Colpiti con una roncole vicino ai loro cani, che con passione accudivano.



E ieri pomeriggio a Lame, in via San Giacomo, sono tornati i carabinieri pavullesi insieme ai colleghi del Ris. Con una strumentazione specializzata i militari del Reparto investigazioni scientifiche hanno raccolto ulteriori riscontri in aggiunta a quelli già periziati nelle ore successive all’omicidio, compresa la roncola usata per uccidere. Un lavoro durato un paio d’ore nell’azienda agricola Monte San Giacomo e poi proseguiti a Montalto dove il Ris, che ora elaboreranno una relazione, si è fermato fino a sera. Entrambi gli stabili sono ora sotto sequestro così come il furgone di Rainone. Ma le indagini sono proseguite anche con metodologie tradizionali con i carabinieri, assistiti dai cantonieri di Montese, che hanno ispezionato diversi cassonetti dell’immondizia alla ricerca - si può ipotizzare - di vestiario “sospetto”.

Il tutto mentre l’ex moglie Rossana, insieme ai due figli minorenni, non ha ancora fatto rientro nella sua abitazione di Zocca dove viveva nella stessa palazzina dello zio Breno. Da martedì nessuno l’ha vista in giro e il sospetto è che sia ospitata in un luogo sicuro, lontano da possibili ritorsioni o gesti inconsulti da parte di chi ha ucciso il padre e lo zio.

«Dicono che quell’uomo sia libero - dice con la voce rotta un parente dei due fratelli - Ma che giustizia è questa? C’erano già diverse denunce nei suoi confronti per atti persecutori e violenza e alla fine ecco il risultato: Ugo e Breno sono stati uccisi, la vita è stata distrutta. Rainone è sempre stato un personaggio poco raccomandabile, le liti si sprecavano, era un tipo irruento. I suoi problemi di droga sono noti a tutti e anche quelli psicologici».

(Ha collaborato

Daniele Montanari)
 

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