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«La nuova autostrada? Inutile opera inquinante»

Confronto tra i candidati sulla realizzazione della Campogalliano-Sassuolo «Fermiamola e rafforziamo le ferrovie». Assenti Pd, Lega e Forza Italia 

Certo l’assenza del candidato del Pd Andrea Rossi - impegnato con la visita del premier Gentiloni -, della Lega e di Forza Italia ha eliminato un importante contraddittorio sulla realizzazione della Campogalliano-Sassuolo, togliendo sale al dibattito organizzato ieri dal Comitato No Bretella. E così, il confronto sull’opera da oltre 500 milioni di euro, i cui lavori dovrebbero partire a maggio, è stato unidirezionale, con un coro di no - forte e chiaro - espresso dai candidati delle altre forze politiche ed applaudito dalla cinquantina di presenti.

Contrarietà che viene espressa con decisione anche da Alessandra Filippi, portavoce del comitato: «Un progetto pensato nel 2005, quando gli scenari erano ben differenti. Non ci sono più i presupposti per la sua realizzazione, in particolare pensando ai criteri ambientali attuali, che impongono una riduzione delle emissioni dei mezzi su gomma. Se sul primo stralcio, ovvero il collegamento tra l’A22 e lo scalo merci di Marzaglia, la tangenziale di Rubiera e il raccordo con quella di Modena, si può riflettere, sul secondo, quello che arriva fino a Sassuolo, siamo assolutamente contrari: è preferibile un collegamento ferroviario tra gli scali di Marzaglia e di Dinazzano (Casalgrande). Poi ci sono i dubbi sui finanziamenti: i privati vorranno rientrare della loro quota (257 milioni di euro, ndr) con i pedaggi dei caselli, ma Muzzarelli sta chiedendo con forza che vengano eliminati. A quel punto i conti torneranno?».

Idee che si rispecchiano anche in quelle dei candidati: «A cosa serve? A un distretto ceramico che ha calato la sua produzione di oltre il 60%?», si chiede Paolo Trande (Liberi e Uguali). «Non ha alcun senso oggi collegare con un’autostrada Sassuolo alla A22. Sarebbe preferibile una ferrovia tra Marzaglia e Dinazzano. Per non parlare dell’impatto ambientale: consumo di suolo, rischio idrogeologico e paesaggio fluviale sono aspetti da tenere in forte considerazione».

«E la sostenibilità economica? - aggiunge Claudio Gorrieri (Insieme)-. Il finanziamento pubblico privato, il cosiddetto project financing, non regge, perchè i privati che immetteranno denaro dovranno recuperare il finanziamento in un modo o nell’altro. E spesso e volentieri se l’opera non garantisce un ritorno è il pubblico a dover ripagare».

«Se andremo al Governo - aggiunge Michele Dell’Orco (M5s) - bloccheremo l’opera. Useremo i soldi per fare manutenzione sulla Modena-Sassuolo, per aumentare le piste ciclabili e per rafforzare Gigetto. Questi sono i nostri obiettivi, che comprendono anche uno sviluppo della mobilità privata elettrica. E comunque per l’attuale progetto manca l’ok della Corte dei Conti, ultimo decisivo passaggio».

«Un favore ai costruttori - aggiunge Mario Ori (Potere al Popolo) - e al capitalismo di rapina: ecco cos’è la Campogalliano-Sassuolo. Non vorrei che ci ritrovassimo con una nuova Brebemi (l’autostrada che collega Brescia e Milano, ndr) che nessuno usa. Questo progetto è un favore ai soliti amici». Concetto che in precedenza aveva espresso anche Francesco Giliani (Sinistra

Rivoluzionaria): «Ci guadagnano solo i costruttori edili. Tanti soldi pubblici sprecati, che potrebbero essere usati sulla Modena-Sassuolo che fa schifo e per rinnovare i mezzi di Seta, vecchi e pericolosi».

Chissà cosa avrebbero risposto le altre forze politiche...

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