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Elezioni:  Da Modena con il proporzionale in Parlamento anche Aimi, Pini, Richetti, Fedeli, Fassino, Sgarbi, Ascari,  Lanzi, Ferraresi, Golinelli, Garavini

Elezioni:  Da Modena con il proporzionale in Parlamento anche Aimi, Pini, Richetti, Fedeli, Fassino, Sgarbi, Ascari,  Lanzi, Ferraresi, Golinelli, Garavini

 Segui il racconto della giornata elettorale in diretta. LO SPECIALE: ELEZIONI 2018

ECCO I PARLAMENTARI MODENESI E QUELLI ELETTI A MODENA

Si vanno delineando i numeri e i nomi dei nuovi parlamentari eletti. Modena come noto manda a Roma con il Pd Edoardo Patriarca senatore, Vanna Iori deputata del Pd, Emanuele Cestari della Lega Nord, Benedetta Fiorini di Forza Italia, Beatrice Lorenzin di Civica Popolare.

A questi cinque si aggiungono i parlamentari eletti con il proporzionale. Modena salva il ministro Valeria Fedeli, che aveva perso all'uninominale a Pisa, e le garantisce un posto al Senato. E al Senato passa anche Matteo Richetti. Alla Camera entra Piero Fassino del pd.  Il partito democratico porta al senato, per gli italiani residenti all'estero, anche la senatrice di Vignola Laura Garavini.

Pd, Richetti: "Dimissioni di Renzi sono effettive, ma il dopo lo scrivono gli elettori, non un accordo di ceto politico'' "Renzi ha comunicato le sue dimissioni, ma va messo in garanzia il percorso di inizio legislatura con la formazione di un governo a cui noi saremo opposizione". Così il portavoce nazionale del Pd Matteo Richetti spiega la scelta di Matteo Renzi di congelare la sue dimissioni dalla segreteria del partito - dopo la sconfitta elettorale - fino al termine delle trattative per l'avvio di un nuovo governo. Richetti nega che la scelta di Renzi sia legata al timore che, in caso di dimissioni immediate, il partito possa prendere strade diverse da quelle prefigurate dal segretario e difende la scelta di non offrire nessun appiglio a un possibile esecutivo a 5 Stelle: "Dovremmo dare un supporto a chi ci ha chiamato ladri e ci ha detto che abbiamo le mani sporche di sangue?" video di Marco Billeci

Eletto anche  Vittorio Sgarbi di Fi e sempre in Forza Italia  colpaccio di Enrico Aimi che entra al Senato per una manciata di decimali La modenese Giuditta Pini del Pd è stata eletta in Romagna. Sul fronte Cinque Stelle entrano Vittorio Ferraresi,Stefania Ascari alla CameraGabriele Lanzi al Senato e Lalla Mantovani carpigiana residente nel reggiano. Quest'ultimo con ottime possibilità. Per la Lega ce l'ha fatta Guglielmo Golinelli Sembrano tramontare le speranze per Maria Cecilia Guerra di entrare.

ANDREA GALLI DIVENTA CONSIGLIERE REGIONALE AL POSTO DI AIMI.

Sono quattro i consiglieri regionali dell'Emilia-Romagna e, di conseguenza, altrettanto saranno le surroghe che dovrà fare presto viale Aldo Moro. Si rinnova integralmente il gruppo di Forza Italia, con l'elezione di Enrico Aimi e Galeazzo Bignami ma, contemporaneamente, il gruppo perde un componente.

Se al posto di Aimi entra Andrea Galli, capogruppo di Forza Italia in Comune a Modena, al posto di Bignami arriva Michele Facci, ex consigliere comunale che per, nel frattempo, passato alla Lega Nord. Si rinnova anche Fratelli d'Italia: con Tommaso Foti che torna a Roma, in Regione arriva Giancarlo Tagliaferri.

DAVIDE BARUFFI SOTTOSEGRETARIO CON BONACCINI?

Nel Pd, invece, c'è un solo eletto, ma di peso: si tratta di Andrea Rossi che, oltre che consigliere regionale anche il sottosegretario alla presidenza di Bonaccini. Il suo posto in assemblea sarà preso da Ivan Malavasi, imprenditore, ex presidente nazionale della Cna. Poi Bonaccini dovrà scegliere un nuovo sottosegretario, figura chiave per il coordinamento dell'attività della giunta e per la vicinanza alla presidenza. Uno dei candidati più accreditati Davide Baruffi, modenese, deputato uscente che non è stato ricandidato.

EMILIA ROMAGNA: GLI ELETTI AL SENATO

Il Pd perde sei seggi al Senato in Emilia-Romagna, passando da 13 a 7, il Movimento 5 Stelle conferma i quattro seggi del 2013, la Lega ne conquista cinque laddove non ne aveva nemmeno uno. Questi sono i senatori eletti, secondo il dato ancora ufficioso e che dovr essere ufficializzato dopo ulteriori verifiche.

PARTITO DEMOCRATICO - Agli eletti nei collegi (Iori, Patriarca e Collina), si aggiungono i primi due dei due listini. Valeria Fedeli e Matteo Richetti in Emilia, Daniele Manca e Teresa Bellanova a Bologna/Romagna. L'elezione di Daniele Manca, ex sindaco di Imola sub judice per ragioni regolamentari e su di essa dovr pronunciarsi lo stesso Senato. A questi sette si aggiunge Pierferdinando Casini, eletto nelle liste di centrosinistra.

MOVIMENTO 5 STELLE - Una sola conferma fra i senatori del M5s, quella di Michela Montevecchi, anche in ragione del fatto che due senatrici erano uscite dal movimento nel corso della legislatura. Entrano il modenese Gabriele Lanzi, la carpigiana Lalla Mantovani e il riminese Marco Croatti.

LEGA NORD - Ai due vincitori dei collegi (Pietro Pisani e Maria Saponara), si aggiungono Armando Siri, la bolognese Lucia Borgonzoni e Maurizio Campari, consigliere comunale a Parma.

FORZA ITALIA - Oltre al riminese Pietro Barboni, vincitore del collegio, confermata Anna Maria Bernini. Eletto anche Paolo Romani che per entra in senato in ragione della sua vittoria nel collegio in Lombardia, lasciando cos spazio al modenese, consigliere regionale, Enrico Aimi.

FRATELLI D'ITALIA - Il partito della Meloni non entra nel riparto proporzionale, ma esprime comunque un eletto, il ferrarese Alberto Balboni.

LIBERI E UGUALI - Arriva dall'Emilia-Romagna (circoscrizione Bologna/Romagna) uno dei senatori di Liberi e Uguali, ovvero l'ex presidente della Regione Vasco Errani.

GLI ELETTI DAL BORSINO PROPORZIONALE IN EMILIA ROMAGNA

Il centrodestra fa il pieno di seggi anche al plurinominale in Emilia-Romagna, lasciando al Pd il primato solo a Bologna. L'M5s elegge almeno due parlamentari in ogni collegio, Liberi e Uguali riesce a far entrare Vasco Errani e Pierluigi Bersani. Resta da vedere, però, con le candidature plurime anche in altre regioni, chi lascerà il posto a chi.

Al momento, la fotografia finale del voto in regione, tra collegi e listini conta 27 eletti per il centrodestra (Forza Italia più Lega e Fdi) di cui 18 alla camera e nove al senato; 26 seggi al Pd di cui 18 a Montecitorio e otto a Palazzo Madama, poi c'è il M5s che ne fa 12, otto deputati e quatto senatori. Infine, Leu che elegge un rappresentante alla Camera e uno al Senato.

In dettaglio, al momento sul sito del viminale, in Romagna risultano eletti alla camera il leghista Jacopo Morrone e l'esponente di Forza Italia Galeazzo Bignami. Per il Pd entrano invece Dario Franceschini (che recupera così la mancata elezione nella sua Ferrara) e Giuditta Pini.

I 5 stelle portano a montecitorio Giulia Sarti e Carlo De Girolamo. In totale, sommando i risultati dei listini plurinominali e dei collegi uninominali, al centrodestra in Romagna vanno quattro seggi, quattro anche al Pd e due all'M5s.

A Bologna dal listino entrano alla camera Carla Cantone e Luca Rizzo Nervo per il Pd, il segretario del Sap Gianni Tonelli per la Lega (non ce la fa invece la capolista Fi, Nunzia De Girolamo che al momento non viene eletta neppure nel collegio di Benevento), Matteo dall'Osso e Alessandra Carbonaro per l'M5s.

Unico eletto per Leu Pierluigi Bersani che, se entrasse anche da un altro territorio, farebbe scattare il seggio per Maria Cecilia Guerra. In totale sotto le due torri, sommando collegi plurinominali e uninominali, il Pd porta a casa sei seggi, due vanno ai 5 stelle, uno al centrodestra e uno appunto a Liberi e Uguali.

Nel collegio di MODENA FERRARA, sempre per la Camera, entrano per il centrodestra i leghisti Carlo Piastra e Maura Tomasi, insieme a Vittorio Sgarbi in quota Forza Italia. Per il Pd risultano invece eletti Piero Fassino e Paola De Micheli, mentre tra i 5 stelle ce la fanno i modenesi Vittorio Ferraresi e Stefania Ascari.

Nel complesso, tra plurinominale e uninominale, da MODENA-FERRARA sei seggi vanno al centrodestra, tre al Pd e due all'M5s.

Infine, nel collegio emiliano che riunisce Reggio Emilia, Parma e Piacenza, eletti alla camera per il centrodestra risultano i leghisti Gianluca Vinci ed Elena Murelli, Micaela Biancofiore per Forza Italia e l'esponente di fratelli d'italia Ylenja Lucaselli.

Per il pd entrano invece Andrea Orlando, Paola De Micheli (che dunque potrebbe lasciare il posto vuoto su Modena, facendo scattare il seggio per il responsabile organizzativo del pd, Andrea Rossi) e Luigi Marattin. I 5 stelle portano a Roma Maria Elena Spadoni e Davide Zanichelli. In totale, tra uninominale e plurinominale, il centrodestra vince sette seggi, il pd cinque e l'M5s due.

Capitolo senato. Nel collegio che riuniva Bologna e la Romagna per il centrodestra entrano i leghisti Lucia Borgonzoni e Maurizio Campari, insieme all'azzurra Anna Maria Bernini.

Per il Pd risultano eletti invece Daniele Manca e Teresa Bellanova, mentre i 5 stelle piazzano Michela Montevecchi e Marco Croatti. Unico eletto per Liberi e Uguali l'ex governatore Vasco Errani. Nel complesso, sommando i risultati al plurinominale e all'uninominale, cinque seggi vanno al centrodestra, quattro al Pd, due all'M5s e uno a LeU.

In Emilia, invece, risultano eletti il leghista Armando Siri e Paolo Romani per Forza Italia (nel caso scegliesse un altro seggio -quello di Sesto San Giovanni- a scalare dopo Bernini -eletta in Romagna- il posto toccherebbe a Enrico Aimi; e, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbe andare proprio così).

Per il pd entrano Valeria Fedeli e Matteo Richetti, mentre per i grillini vanno a palazzo madama Gabriele Lani e Maria Paola Mantovani. In totale sono quattro i seggi al centrodestra, quattro al Pd e due all'M5s.

EMILIA ROMAGNA: C'ERA UNA VOLTA L'EMILIA ROSSA

Per la prima volta dal 1946 l' Emilia-Romagna non può più definirsi una regione rossa. Il centrodestra è infatti la prima coalizione. La differenza è notevole: oltre due punti alla Camera, quasi tre al Senato. Il Pd perde anche lo scettro di primo partito in regione, fermandosi al 26,3%, superato, stavolta, dal Movimento 5 Stelle che però, nonostante il buon risultato (alla Camera sfonda la soglia del 27%), rimane a bocca asciutta nella sfida dei collegi di Camera e Senato, finita 13-12 per il centrosinistra.

Nel collegio 'osservato specialè, quello senatoriale di Bologna, l'ha spuntata l'ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, nonostante la concorrenza a sinistra di Vasco Errani che però non è andato oltre l'8,6%: il miglior risultato regionale per Liberi e Uguali, altro grande sconfitto della tornata elettorale. Errani, comunque, dovrebbe entrare in Senato grazie al recupero proporzionale.

Strappano la vittoria anche i ministri uscenti Graziano Delrio (Reggio) e Beatrice Lorenzin (Modena), mentre sono stati bocciati gli altri due ministri del governo Gentiloni Dario Franceschini (Ferrara) e Claudio De Vincenti (Sassuolo).

Fuori anche Sandra Zampa, storica portavoce di Romano Prodi e perde il collegio pure Lucia Annibali a Parma. Fra i 13 eletti, il Pd ne cede uno anche a Insieme, ovvero Serse Soverini, altro esponente vicino al Professore, che ha vinto a Imola. Il centrodestra invece vede la Lega Nord fare la parte del leone, con sette eletti su 12, soprattutto nella parte emiliana. Fra loro c'è anche Elena Raffaelli, bagnina riccionese e assessore della giunta Tosi ed Emanuele Cestari, che arriva dal feudo leghista di Bondeno. Tre sono gli eletti di Forza Italia, mentre Fratelli d'Italia elegge due parlamentari, Alberto Balboni al Senato e il consigliere regionale Tommaso Foti alla Camera. Per avere il quadro complessivo degli eletti in Emilia-Romagna bisognerà attendere però il riparto proporzionale dove saranno eletti altri 42 parlamentari.

Nel Pd, dopo questo risultato e dopo le annunciate dimissioni di Renzi, non mancheranno i contraccolpi. Anche perché lo scenario del 'sorpassò crea non pochi timori in vista dell'anno prossimo quando si rinnoverà il vertice della Regione Emilia-Romagna che il centrodestra, a questo punto, cercherà di conquistare con una convinzione che non ha mai avuto.  

VANNA IORI STRAPPA A BELLOCCHI IL SEGGIO DI REGGIO-MODENA

Si è fatto attendere, complici lungaggini in 11 seggi di Reggio Emilia, il risultato finale del seggio uninominale al senato che univa territorio della provincia di Reggio Emilia con la zona della montagna dell'appennino modenese. L'esito ha confermata quelal che era diventata la tendenza ovvero si afferma in testa la deputata uscente del Pd Vanna Iori, con il 36,01% dei consensi. A seguire la leghista Claudia Bellocchi (27,22%)

 

ERRANI SFERZANTE CON IL PD MODELLO RENZI: "LA POLITICA CALATA DALL'ALTO NON VA"

«Penso che questo voto ci dica che l'idea di una politica calata dall'alto, con messaggi calati dall'alto sia sbagliata, prima di tutto per noi, per la sinistra, per il centrosinistra, per le forze riformiste. Noi dobbiamo stare tra le persone». Così Vasco Errani, di LeU, ha risposto a chi gli chiedeva se le eventuali dimissioni del segretario del Pd Matteo Renzi potrebbero servire a ricostruire il centrosinistra.

«Non spetta a me fare questo ragionamento - ha aggiunto - vedremo la discussione che farà il Pd. Ho detto prima del voto: se una persona ha paura perché non riesce a curarsi, perché ci sono gli immigrati, se lì non c'è una sinistra che è in grado di dare un'altra prospettiva, allora vince la destra. Ci sarà molto lavoro da fare, ma uno spazio importante c'è».  «Leu lavorerà con questo obiettivo - ha proseguito Errani-, ricostruire i progressisti di governo, su una base di discontinuità. C'è bisogno di dare chiarezza, prospettiva, valori, perché i risultati ci dicono che gli elettori guardano da un'altra parte. Se vogliamo invertire questa tendenza negativa dell'Italia - ha concluso l'ex presidente della Regione -, dobbiamo ripartire da qua. Leu lavorerà per questo»

IL PUNTO. EMILIA ROMAGNA, CENTRODESTRA  PRIMA COALIZIONE

Il centrodestra è la prima coalizione in Emilia-Romagna, il Pd non è più il primo partito. È un quadro inclemente quello per il centrosinistra nella sua storica roccaforte, l'Emilia-Romagna. Una debacle mitigata solamente dalla vittoria di 13 collegi su 25, una vittoria di stretta misura sul centrodestra (che se ne aggiudica 12, fra Camera e Senato), mentre il Movimento 5 Stelle, pur essendo il primo partito non ha vinto nemmeno un collegio ed eleggerà parlamentari in Regione solo nella quota proporzionale. Al Senato la spunta, nell'osservatissimo collegio senatoriale bolognese, l'ex presidente della Camera Pierferdinando Casini.

Strappano la vittoria anche i ministri uscenti Graziano Delrio (Reggio) e Beatrice Lorenzin (Modena), mentre sono stati bocciati gli altri due ministri del governo Gentiloni Dario Franceschini (Ferrara) e Claudio De Vincenti (Sassuolo).

Fuori anche Sandra Zampa, storica portavoce di Romano Prodi.

Fra i 13 eletti, il Pd ne cede uno anche a Insieme, ovvero Serse Soverini, altro esponente vicino al Professore, che ha vinto il collegio di Imola. Il centrodestra invece vede la Lega Nord fare la parte del leone, con sette eletti su 12, soprattutto nella parte emiliana.

Fra loro c'è anche Elena Raffaelli, bagnina riccionese e assessore della giunta Tosi ed Emanuele Cestari, che arriva dal feudo leghista di Bondeno. Tre sono gli eletti di Forza Italia, mentre Fratelli d'Italia elegge due parlamentari, Alberto Balboni al Senato e il consigliere regionale Tommaso Foti alla Camera.

Per avere il quadro complessivo degli eletti in Emilia-Romagna bisognerà attendere però il riparto proporzionale dove saranno eletti altri 42 parlamentari.

Al Senato, secondo una prima stima ufficiosa, dovrebbero essere cinque della coalizione di centrodestra, quattro del Pd, quattro del M5s e uno di Liberi e Uguali, probabilmente l'ex presidente della Regione Vasco Errani.

Più complesso, invece, il calcolo del riparto alla Camera dove la divisione avviene su base nazionale, a differenza del Senato dove si fa, invece, su base regionale. (Ansa)

DISTRETTO CERAMICHE: BOOM DEL M5S MA DELL'ORCO NON VIENE ELETTO

"Boom 5 stelle. Siamo abbondantemente la prima forza politica del Paese e la novita' e' che con oltre il 27% siamo anche la prima forza politica dell'Emilia-Romagna". Non sara' rieletto, come previsto, ma esulta cosi' da Sassuolo Michele Dell'Orco, deputato uscente M5s. L'area del distretto delle ceramiche e' una di quelle che premia di piu' i pentastellati, anche se nella sfida dell'uninominale Dell'Orco, dopo 301 sezioni scrutinate su 301, col 30,21% arriva dietro Benedetta Fiorini del centrodestra, al 34,6%, ma prima di Claudio De Vincenti del Pd, che non va oltre il 28,88%.

Tira le somme Dell'Orco: "Da oggi ogni risultato e' possibile, dai Comuni emiliani alla Regione. Nel mio collegio uninominale di Sassuolo con il 30,21% (49.988 voti) abbiamo raggiunto uno dei migliori risultati dell'intera regione e addirittura abbiamo superato le coalizioni di destra e sinistra a Formigine, Maranello, Fiorano e Castelvetro... Anche se, per poco, i voti pare non siano sufficienti alla mia rielezione in Parlamento". Ma non importa, assicura il pentastellato modenese aggiungendo: "Il risultato e' oggettivamente storico. Grazie a tutti i cittadini che ci hanno votato e grazie agli attivisti 5 stelle del territorio che hanno permesso tutto questo. Il Movimento 5 stelle sara' il pilastro della prossima legislatura".

A MODENA HA VOTATO IL 79% DEGLI ELETTORI

Scrutinio dei 187 seggi concluso con l’ultima sezione alle 7.15. In un mese consegnate oltre 9 mila tessere elettorali Alle elezioni Politiche nei 187 seggi del comune di Modena l’affluenza è stata del 79,8 per cento con 98.678 elettori al Senato e 106.474 alla Camera. Alle Politiche del 2013 i votanti avevano raggiunto l’83,4 per cento. Lo scrutinio dei 187 seggi, iniziato alle 23 partendo dalle schede del Senato, è terminato intorno alle 7.15 con la chiusura dell’ultima sezione dei voti della Camera. Nel corso della giornata gli uffici demografici del Comune hanno distribuito 2.224 tessere elettorali, con l’Anagrafe di via Santi rimasta aperta a orario continuato fino alle 23. Dall’inizio del mese di febbraio sono state 9.100 le tessere consegnate agli elettori, oltre 5 mila delle quali nell’ultima settimana  

IL SEGRETARIO PD MATTEO RENZI SI E' DIMESSO (Ansa)

"A noi non Risulta". Così dal quartier generale del pd smentiscono le voci che si stanno diffondendo in questi minuti su una presunta intenzione del segretario del pd, matteo renzi, di dimettersi dopo il responso delle urne.

MASSIMO MEZZETTI: "PD - LEU: UN'INTERA CLASSE DIRIGENTE DEVE ANDARE A CASA"

- La sconfitta elettorale della sinistra, dal pd a leu, è responsabilità di "un'intera classe dirigente romanocentrica e autoreferenziale", che ora "deve andare a casa". Non ci gira intorno massimo mezzetti, assessore regionale in emilia-romagna ed ex dirigente di sel, da tempo critico sulla scelta del fronte del centrosinistra di presentarsi diviso alle elezioni. Sul suo profilo facebook, mezzetti ricorda una sua dichiarazione del novembre scorso, accusando pd e mdp di "gravi sbagli" e temendo "una clamorosa sconfitta elettorale" il 4 marzo. E così in effetti è stato

LEGA PRONTA AL RICORSO SULL'ELEZIONE DI PATRIARCA

Nel collegio uninominale 5 di Modena per il Senato, "andremo probabilmente in contestazione". Lo dice il segretario della Lega Nord Emilia, Gianluca Vinci, commentando il risultato che vede eletto il candidato del Pd Edoardo Patriarca con il 31,80% dei consensi, pari a 85.533 voti.

Stefano Corti, Lega
Stefano Corti, Lega

Si tratta cioe' di 46 preferenze in meno rispetto alle 85.487 del candidato leghista Stefano Corti (31,79% del consenso elettorale).

CHIUSO IL TERZO COLLEGIO MODENESE, CAMERA 10: ELETTA BENEDETTA FIORINI DI FORZA ITALIA

Chiude anche il Collegio uninominale Camera 10, che unisce Castelfranco, Vignola, il distretto ceramico e la Montagna. Eletta Benedetta Fiorini di Forza Italia col 34,60% dei voti, al secondo posto Michele dell’Orco col 30,21, ma il suo Movimento Cinquestelle è comunque il primo partito. Sconfitto al terzo posto Claudio De Vincenti col 28,88% delle preferenze. Il Pd si attesta al 25,54%, Lega al 20,89% e Forza Italia al 10,08%

Edoardo Patriarca
Edoardo Patriarca

CHIUSO IL SECONDO COLLEGIO MODENESE, SENATO 5: EDOARDO PATRIARCA HA BRUCIATO AL FOTOFINISH STEFANO CORTI

Chiuso anche il collegio Senato 5 (collegio che unisce la zona di Modena, Vignola, Castelfranco e i comuni della Bassa) con la grande sorpresa dell’ultimo minuto che porta all’elezione di Edoardo Patriarca, che per 46 voti all’uninominale supera Stefano Corti, leghista candidato della coalizione di centrodestra: finisce 85533 a 85487. Il Pd chiude così al 27,85 (coalizione al 31,80%), Lega al 18,29%, Forza Italia al 9,81%, primo partito il Movimento Cinquestelle 28,06.

UN VOTO "STORICO" EMILIA ROMAGNA PER LA PRIMA VOLTA AL CENTRODESTRA

Per la prima volta l'Emilia Romagna passa al centrodestra con un'impennata della Lega che, moltiplica i consensi (oltre il 19%) rispetto al passato e quasi doppia Forza Italia all'interno della colazione. Crollo della 'roccaforte' Pd (attestato intorno al 26 per cento circa 11 punti di flessione rispetto alle politiche del 2013) che non e' piu' il primo partito e passa per pochi decinali il testimone ai 5 Stelle (26,7% alla Camera e 27,3% i voti complessivi al Senato a scrutini in via di chiusura).

La coalizione del centrodestra con oltre il 33 per cento dei consensi ragggiunge un risultato storico e supera di circa tre punti percentuali il centrosinistra in un terra, quella emiliano-romagnola, storicamente rossa. Per quanto riguarda le sfide dirette nell'uninominale per il centrosinistra passa, Pierferdinando Casini a Bologna con oltre il 33 per cento delle preferenze: il timore ventilato anche da esponenti Dem durante la campagna elettorale per la sfida contro Vasco Errani si e' rivelato infondato.

L'ex presidente della Regione, Emilia Romagna in corsa per Liberi e Uguali, infatti, e' arrivato solo quarto al traguardo con l'8.6 per cento dei voti. Luci e ombre, poi, per altri big in corsa con il Pd e nella coalizione del centrosinistra in regione: il ministro Dario Franceschini non passa nella sua Ferrara e cade anche Claudio De Vincenti a Sassuolo, come la prodiana Sandra Zampa che ha perso la sfida nell'uninominale del Senato a Ferrara. Conquistano il proprio seggio, invece, i ministri Graziano Delrio a Reggio Emilia e Beatrice Lorenzin a Modena.

Modena, Pd e Leu di fronte alla disfatta elettorale: "Delusi e preoccupati" Le reazioni del segretario Pd Davide Fava e della senatrice Maria Cecilia Guerra ai primi numeri usciti con instant poll ed exti poll che vedono pesantemente sconfitta la sinistra e il centrosinistra. Video di Gino Epsosito

CHIUSO IL PRIMO COLLEGIO MODENESE: NELLA BASSA ALLA CAMERA TRIONFA LA LEGA, ELETTO EMANUELE CESTARI

Chiuso il collegio Camera 8, quello che unisce la Bassa ad un pezzo della provincia di Ferrara: eletto all’uninominale Emanuele Cestari con il 35,65% dei voti. Stando ai candidati, al secondo posto Stefano Vaccari con il 28,12% delle preferenze e al terzo Vittorio Ferraresi del Movimento Cinquestelle col 27,92 per cento.

Rispetto ai partiti il voto più alto è quello del Movimento Cinquestelle, primo partito col 20,28%, segue il Pd col 18,24%, la Lega col 17,43%, Forza Italia col 7,23%. La coalizione di centrodestra tocca così quota 35,65%, la coalizione di centrosinistra 28,12%, Cinquestelle al 20,28%.

BARUFFI: IL PD RIMEDI SUBITO O ALLE COMUNALI SARA' UGUALE"

Intanto, arrivano le prime reazioni nel pd modenese. Davide Baruffi, ex deputato ed ex segretario del partito modenese, chiede una convocazione degli organismi dirigenti ad ogni livello subito: "personalmente- osserva baruffi in un post- non credo sia tutto da buttare e continuo a pensare che molte delle cose fatte abbiano reso l'italia un paese più giusto e moderno. Ma è evidente che c'è quasi tutto da cambiare, in profondità, perchè la reazione degli elettori è stata molto dura, direi rabbiosa, e noi ci ritroviamo un partito più piccolo e isolato. A rischio di marginalità".
Quindi avvisa baruffi pensando alle prossime comunali nei territori: "senza una correzione robusta andremo in difficoltà anche alle prossime amministrative. Anche in emilia, anche a modena. È Bene che gli organismi dirigenti locali e nazionali- sprona il dem modenese- siano convocati al più presto per cominciare a discutere". Anche perchè "siamo scesi anche sotto la soglia del 20%, con un risultato che riecheggia più le percentuali del pds e dei ds che non quelle de l'ulivo e del pd", è il parallelo di baruffi.
 

UNINOMINALI VERSO UN 4 A 1 PER IL CENTRO DESTRA

Quattro parlamentari al centro destra e uno al centro sinistra. Si va profilando questo clamoroso risultato nei faccia a faccia elettorali per i collegi uninominali del territorio modenese. Verso l'elezione Emanuele Cestari della Lega nella Bassa, Stefano Corti al Senato in Modena 5 che sta lottando a colpi di voto con Edoardo Patriarca del pd, Benedetta Fiorini alla Camera a Sassuolo in lotta con Vanna Iori del Pd , Claudia Bellocchi della Lega a Sassuolo, e la sola Beatrice Lorenzin di Civica Popolare e non del Pd per il centro sinistra a Modena

ADDIO AL PD PRIMO PARTITO IN REGIONE... 

Guardando il dato regionale dell’Emilia Romagna si nota come, con 600 sezioni ancora da scrutinare su un totale di 4510, il Pd stia perdendo il ruolo di primo partito, fermo al 26,04%, contro il Movimento Cinquestelle, stabilmente sopra il 27%.

EMILIA ROMAGNA IL VOTO DEL SOTTOSOPRA

Risultato clamoroso in Emilia Romagna: la storica roccaforte della sinistra, che nonostante qualche crepa mai nel Dopoguerra aveva abbandonato il Pci e i suoi eredi (Pds, Ds, Pd) è crollata. L'esito del voto del 4 marzo,a scrutinio ormai inoltrato, consegna il primato alla coalizione di centro destra, nettamente in testa grazie all'enorme balzo in avanti della Lega Nord, e vede il Movimento 5 Stelle in lieve vantaggio sul Pd come primo partito.

FRANCESCHINI SCONFITTO NELLA SUA FERRARA

Maria Elena Boschi eletta alla Camera nel collegio blindato di Bolzano, non passano invece Marco Minniti a Pesaro e Dario Franceschini nella sua Ferrara. Anche se lo spoglio non è terminato, si profila già per i due ministri una debacle nell’uninominale, dunque, dove invece la sottosegretaria si afferma andando oltre il 40% e staccando Micaela Biancofiore del centrodestra, poco sopra il 25%. Minniti a Pesaro nell’uninominale è solo terzo con poco più del 28% che non basta di fronte al 34 e passa per cento del candidato M5s Andrea Cecconi, e che colloca il ministro dell’Interno anche dietro la candidata del centrodestra, Annamaria Renzoni Bezziccheri, oltre il 31%. Franceschini a Ferrara è secondo, con poco più del 29%. Nella città del ministro dei Beni culturali, vince la candidata del centrodestra Maura Tomasi, che sfiora il 40% mentre il candidato M5s Marco Falciano è terzo con quasi il 25%.

 

ORE 7. 10 LEGA: CESTARI E CORTI A UN PASSO DA ROMA

Stefano Corti ed Emanuele Cestari Lega
Stefano Corti ed Emanuele Cestari Lega

A poche sezioni dalla fine degli scrutini Lega avanti con i suoi uomini, in lista per il centro destra, in due collegi modenesi. Quello della Bassa dove Emanuele Cestari ha quasi 10% in più di Ferraresi M5S e a Modena, dove per il senato Stefano Corti è impegnato in un testa a testa al fotofinish  con Patriarca del Pd. Sarebbero i volti nuovi della Lega a Roma 

IL VOTO IN REGIONE: DECOLLA IL CENTRODESTRA CROLLA IL CENTRO SINISTRA

L' Emilia non è più rossa. con lo spoglio dei collegi per il Senato che ha ormai superato il 50% delle sezioni, si profila un netto arretramento del Partito Democratico: l'unico collegio che, al momento, è possibile attribuire con certezza alla coalizione di centrosinistra è quello di Bologna, dove è candidato Pier Ferdinando Casini che ottiene il 33% dei voti. l'affermazione della coalizione di Centrodestra è netta a Piacenza, dove sfiora il 48%, a Ferrara (35,3%) e Rimini (34%). Largo vantaggio anche nel collegio di Reggio Emilia dove, con 178 sezioni scrutinate su 456, il centrodestra stacca di oltre 5.000 voti il centrosinistra. si profila un testa a testa a Modena e Parma, dove sono in vantaggio i candidati di centrodestra, e a Ravenna, dove guida la coalizione di centrosinistra. nell' Emilia Rossa va male anche Liberi e Uguali, che ottiene il 4,3% a livello regionale: il risultato migliore lo fa registrare Vasco Errani che, a bologna, ottiene il 7.4%  

ORE 7: CENTRODESTRA IN NETTO VANTAGGIO NELLA BASSA

Nel collegio 8, quello dei comuni della Bassa insieme ad una zona del Ferrarese, la coalizione di centrodestra comanda col 38,53% quando mancano ancora 32 sezioni su 194 da scrutinare. Emanuele Cestari ormai certo di vincere la sfida uninominale con Vittorio Ferraresi (28,12%) e Stefano Vaccari del Pd (27,06%), altro sconfitto della nottata.

ORE 6.50: SI SALVA LA LORENZIN

Beatrice Lorenzin
Beatrice Lorenzin

Mancano ancora 94 sezioni al collegio 9 della Camera (quello di Modena, Carpi, Campogalliano e Soliera) ma l’unica candidata Pd che sembra salvarsi con una certa tranquillità rispetto ai colleghi è Beatrice Lorenzin. L’ex ministro al momento è in testa con il 36,98% dei voti, davanti alla candidata del centrodestra Ylenja Lucaselli che si ferma al 26,87%, a seguire Enrica Toce con il 26,51% mentre conclude la disputa tra donne Maria Cecilia Guerra con il 6.25% dei voti.

ORE 6.45: A SASSUOLO COMANDA IL CENTRODESTRA

Benedetta Fiorini
Benedetta Fiorini

Al collegio 10 della Camera, quello dei comuni di Castelfranco distretto Ceramico e Montagna, restano da scrutinare 85 sezioni ma il risultato sembra ormai acquisito con la vittoria all’uninominale di Benedetta Fiorini, trascinata dai voti della coalizione di centrodestra fino al 37,12, con la Lega a farla da padrona che tocca quota 22,95%. Primo partito in quella zona, al momento, sarebbe il Movimento Cinquestelle con il 29,75%, mentre la batosta è per il Pd e il candidato paracadutato Claudio De Vincenti, che non gode dell’effetto ministro e si ferma al 27,31%. Ma il dato è ancora provvissorio.

ORE 6.40: LEGA-PD, SCONTRO NEL COLLEGIO 6

Claudia Bellocchi
Claudia Bellocchi

Al collegio 6, sempre per il Senato (dove si è votato a Carpi e nella Bassa), un altro testa a testa tra Claudia Bellocchi, candidata uninominale della coalizione di centrodestra, e Vanna Iori, candidata del Pd: comanda la prima col 32,61% rispetto al 32,03% della Dem ma mancano ancora 90 sezioni da scrutinare

ORE 6.30: TESTA A TESTA AL SENATO A MODENA

Al Senato la situazione, con 17 seggi ancora da scrutinare (502 su 519 sezioni) vede un testa a testa clamoroso al collegio 5, quello che comprende Modena, i comuni della zona di Castelfranco, il distretto Ceramico e la Montagna): Stefano Corti della Lega in testa col 31,92% contro il 31,77% di Edoardo Patriarca del Pd, tutto racchiuso in 392 voti di differenza in una sfida all’ultima preferenza per i collegio uninominale.

Al quartier generale di Liberi e...
Al quartier generale di Liberi e Uguali (foto Gino Esposito)

ORE 2.20: LIBERI E UGUALI SENZA TROPPI SORRISI

Liberi e Uguali è attorno alla soglia del 3 per cento, poco sopra la soglia di sopravvivenza. Va un po’ meglio nei collegi di Modena città, dove sono candidati Maria Cecilia Guerra e Paolo Trande. Alla Camera la professoressa viaggia decisamente sopra il 6 per cento, al Senato il medico è più vicino al 4 per cento. Piccola soddisfazione, ma forse troppo piccolo perché al quartiere generale di via Toniolo ci si aspettava certamente un risultato diverso.

ORE 1.50: ARRIVANO I PRIMI VOTI DEGNI DI NOTA ALLA CAMERA

Primi seggi scrutinati alla Camera nel collegio uninominale 10, quello che unisce Castelfranco, la Montagna e il distretto ceramico: la coalizione di centrodestra davanti al Pd di 10 punti, 40,86% per Benedetta Fiorini e 31,03 per il Partito Democratico con Claudio De Vincenti. Michele Dell’Orco del Movimento Cinquestelle al 22,40

ORE 1.30: ARRIVANO I PRIMI VOTI DEGNI DI NOTA AL SENATO

Al Senato, collegio 05 (quello che raduna Modena e la maggior parte dei comuni modenesi escluso Carpi e la Bassa) è nettamente davanti la coalizione di centrodestra: Stefano Corti al 37%, il Pd con Edpoardo Patriarca al 29,5%, Cinquestelle al 26% con Claudio Brandoli

Modena, si vota: code ai seggi per gli elettori Si prevedono tempi lunghi per gli elettori ai seggi per espletare le operazioni di voto. Da un po' tutta la provincia vengono segnalate code di persone in attesa di accedere ai seggi. A complicare le cose sarebbero le nuove modalità nelle operazioni di voto, con il bollino da registrare e togliere al momento della consegna della scheda. Ecco alcune immagini delle operazioni di voto a Modena. Video Gino Esposito

AFFLUENZA: HA VOTATO IL 79,5% DEI MODENESI AVENTI DIRITTO

All'una di notte mancano ancora quattro comuni ma l'affluenza è assestata attorno al 79,5 per cento, con l'Emilia Romagna che resta una delle regioni più fedeli al voto.

AFFLUENZA: ALLE 19 IN PROVINCIA DI MODENA HA VOTATO IL 65,91%

Alle 19 in provincia di Modena ha votato il 65,91%  A Modena il dato delle 19 è del 67,91%, il record delle 19 va a Castelvetro con il 71% mentre a San Prospero quello dell'affluenza più bassa 52,45%

Elezioni 2018. Come si vota? - La videoscheda Il 4 marzo i cittadini italiani scelgono i componenti di Camera e Senato. Il sistema elettorale in base al quale vengono assegnati i seggi è il Rosatellum. Ecco come si può votare e cosa è vietatoa cura di Amalia MatteucciMontaggio Francis D'Costa

DISTRIBUITE 2MILA TESSERE ELETTORALI. Sono quasi duemila le tessere elettorali distribuite anche domenica dagli uffici demografici del Comune di Modena. Alle 17 erano già 1.732 (754 per smarrimento), ma l’Anagrafe di via Santi rimane aperta fino alle 23 e anche nel pomeriggio ci sono alcuni cittadini che si presentano per il ritiro del documento indispensabile per votare. Nella giornate di sabato le tessere elettorali distribuite erano state 1.236 che si sono aggiunte alle 2.250 consegnate tra lunedì e venerdì. Complessivamente quindi oltre 5 mila nell’ultima settimana prima del voto, mentre dal 1 al 24 febbraio il Comune aveva già rilasciato 3.390 tessere elettorali, quindi complessivamente più di 8 mila dall'inizio di febbraio.

AFFLUENZA: ALLE 12 HA VOTATO IL 21,74% A Modena ha votato il 22,89 % il più "astensionista" Soliera con il 13,99 Il record per affluenza delle 12 a Montese con il 27,52

EMILIA ROMAGNA. ALLE 12 HA VOTATO IL 22,76%. Dopo l'ultima neve di ieri sera che ha interessato l'Emilia-Romagna la situazione meteo è migliorata, favorendo gli spostamenti nelle città. Non sono stati segnalati problemi particolari. Alle 12 in regione ha votato il 22,76% degli elettori (furono il 20,40 il 24 febbraio 2013, il 22,46% nel 2008), con un picco del 24,73% a Ferrara e la minore affluenza a Rimini (20,25%). Al voto sono chiamati 3.326.889 cittadini. Ci sono code agli uffici elettorali per il ritiro delle schede in sostituzione di quelle scadute o smarrite. All'Emilia-Romagna spettano 45 deputati e 22 senatori.

Elezioni, i consigli di chi ha già votato: "I controlli antifrode allungheranno le code" Seggi aperti a Milano per il rinnovo di Camera e Senato e per il nuovo presidente della regione Lombardia. Alcuni elettori, dopo aver provato le nuove modalità di controllo del voto, con il tagliando anti frode, hanno consigliato: “Andate di mattina, i controlli creeranno lunghe code"video di Edoardo Bianchi

GHIACCIO E LENTEZZE: "OSTACOLI" PER L'ELETTORE. Procedono, non senza difficoltà le operazioni di voto nei seggi di Modena e provincia. Si segnalano code davanti ai seggi che, se da un lato potrebbero essere indice di un astensionismo basso, dall'altro sono anche segnale di qualche problema.

Dalle prime informazioni che giungono dai seggi, infatti, le nuove regole sulle operazioni di voto, con il codice da registrare e togliere dalla scheda  prima di inserire la scheda nell'urna, allungano inevitabilmente i tempi. Se poi aggiungiamo qualche presidente di seggio in difficoltà nel gestire le situazioni... Le attese si fanno lunghe.

Raccomandazione: Non sovrapporre le schede al momento del voto.

Secondo problema: il ghiaccio che, se a ridosso dei seggi è stato tolto per creare dei passaggi, non sempre è sparito nelle strade che portano alle scuole sede di seggio. Così come è presente in numerose strade secondarie. Inevitabili le difficoltà. Specie per le persone più anziane.

ORE 7 SI PARTE.I seggi si sono aperti regolarmente in tutta la provincia. Anche in Appennino dove la neve ha creato molti disagi in questi giorni sono state effttuate tutte le operazioni necessarie per garantire un regolare svolgimento delle procedure di voto. Per votare servono un documento di identità e la tessera elettorale

TESSERA ELETTORALE. L'Anagrafe centrale di via Santi 40 a Modena domenica 4 marzo è aperta a orario continuato dalle 7 alle 23, anche per i documenti d’identità necessari, insieme alla tessera, per presentarsi alle urne

. Si vota solo domenica dalle 7 alle 23. E’ possibile ottenere un duplicato della tessera, smarrita o deteriorata, presentando un documento di identità. Se l’indirizzo riportato nella tessera elettorale non è esatto, non è aggiornato o non si è ricevuto l'apposito adesivo con il nuovo indirizzo da incollare sulla tessera, è necessario richiederne una nuova presentando la vecchia e un documento di identità. Stessa cosa se sono stati esauriti gli spazi per i timbri. Dal 1 al 24 febbraio il Comune aveva già rilasciato 3.390 tessere elettorali.

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Ogni comune della provincia presso l'anagrafe avrà aperto l'ufficio elettorale per provvedere a fornire i duplicati delle tessere elettorali, indispensabili per poter votare

CARTA DI IDENTITA'Per il rilascio delle carte di identità e tessere elettorali l’Anagrafe di via Santi 40 è aperta a orario continuato sabato 3 marzo a orario continuato fino alle 18.30; e domenica 4 novembre dalle 7 alle 23. Per informazioni sulle elezioni ci si può rivolgere all'Urp di piazza Grande 17, tel. 059 20312, al piano terra del Municipio, aperto anche sabato dalle 9 alle 13.

DOVE VOTO? ECCO LA APP CERCASEGGIO È attiva l’applicazione “cercaseggio” per conoscere il seggio in cui votare utilizzabile o tramite l'invio di un sms, o tramite una pagina web ( http://dovevoto.comune.modena.it/dovevoto ) accessibile sia da dispositivi mobili come cellulari e tablet, che da pc.

DUE SCHEDE ROSA E GIALLA. L'elettore ha a disposizione due schede, una di colore rosa per la Camera, e una di colore giallo per il Senato. Entrambe le schede sono divise in rettangoli: nella parte superiore di ogni rettangolo è riportato nome e cognome del candidato uninominale; nella parte inferiore la lista o le liste che lo supportano.

COME SI VOTA. L'elettore può esprimere il suo voto sia per il candidato uninominale che per le liste che concorrono nella parte plurinominale.

È possibile votare in tre modi diversi:

- tracciando un segno su una delle liste, e in questo caso il voto vale anche per il candidato uninominale a cui la lista è collegata;

- tracciando un segno sia sul nome del candidato uninominale che su una delle liste a lui collegate;

- tracciando un segno solo sul nome del candidato uninominale. In quest'ultimo caso ci sono due possibilità: se il candidato è sostenuto da una sola lista, il voto vale anche per la lista; mentre se il candidato è sostenuto da più liste tutti i voti dati al singolo candidato uninominale saranno distribuiti (a livello regionale e nazionale) tra le liste che lo sostengono, proporzionalmente ai voti presi in quel collegio.

Elezioni 2018, come si vota Tutorial animato sulle nuove modalità di voto per le elezioni politiche del 4 marzo 2018 realizzato dalla Regione Emilia Romagna.

Non è ammesso il voto “disgiunto”, cioè non si può votare un candidato uninominale e contemporaneamente una delle liste ad esso non collegate. Il voto così espresso viene dichiarato nullo, così come viene annullato se si aggiungono nomi di candidati a quelli già riportati sulla scheda: non sono previste preferenze.

TAGLIANDO ANTIFRODE: LA NOVITA' Si vota come sempre con la matita copiativa. Le nuove schede elettorali hanno un'appendice cartacea munita di un “tagliando antifrode” con un codice progressivo alfanumerico generato in serie.

SCHEDA NELL'URNA: CI PENSA IL PRESIDENTE. Dopo che l'elettore ha votato e deve restituire la scheda al presidente del seggio debitamente piegata, non deve inserirla direttamente nell’urna. Lo farà il presidente, dopo avere controllato che la scheda votata sia quella consegnata all'elettore prima del voto e avere staccato l’appendice con il tagliando.

La nuova modalità è stata introdotta per evitare brogli attraverso la sostituzione di schede.

IL VOTO RESTA SEGRETO. Il sistema garantisce comunque la segretezza del voto.

DALL'EMILIA ROMAGNA 67 PARLAMENTARI. All’Emilia-Romagna, i seggi sono ripartiti a livello regionale, spetteranno 45 deputati e 22 senatori che verranno contesi da 567 candidati: 365 alla Camera e 202 al Senato.

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AUTISTI SETA AI SEGGI PROBLEMI PER IL SERVIZIO TRASPORTI 

Concomitanza di permessi concessi ai lavoratori, che li avevano richiesti per svolgere funzioni nei seggi elettorali, ed altre assenze per malattia oltre ad altre cause. A Modena Seta, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico, avverte che per le giornate di oggi e lunedì il servizio potrebbe subire disagi per l'assenza di 110 dipendenti sui 408 totali. Il caso, fa sapere l'azienda, è stato segnalato alla prefettura, con un'informativa ufficiale, e all'agenzia per la mobilità. «Pur assicurando che Seta farà fronte a questa situazione anomala - fa sapere appunto Seta - con tutti i mezzi e le risorse disponibili, non è possibile escludere il verificarsi di disservizi. Le difficoltà maggiori si prevedono sul servizio urbano di Modena, mentre per il servizio extraurbano i disagi dovrebbero verificarsi in forma ridotta»

 

 

 

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