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Parliamoci: Esortazione a considerare

“Terra di Russia, terra di Russia! Io ti vedo; dalla mia incantevole, meravigliosa lontananza, io ti vedo. Tutto è povero in te, disordinato, inospitale; non rallegrano, non colpiscono lo sguardo gli...

“Terra di Russia, terra di Russia! Io ti vedo; dalla mia incantevole, meravigliosa lontananza, io ti vedo. Tutto è povero in te, disordinato, inospitale; non rallegrano, non colpiscono lo sguardo gli arditi miracoli della natura, coronati dagli arditi miracoli dell'arte... Cosa vuoi dunque da me? Che hai da guardarmi così e perché tutto quello che c'è in te si rivolge a me con questi occhi pieni di aspettazione? Rimango immoto, e già sul capo ho l'ombra di una nube minacciosa, gravida di piogge incombenti, il pensiero ammutolisce. Forse qui, forse in te sorgerà uno sconfinato pensiero, giacché tu stessa sei senza fine? Non potrebbe avere qui l'avvento un eroe gigante, giacché c'è spazio abbastanza perché si sviluppi e si muova?... Ma io ora debbo, come in uno di quei decisivi, sacri momenti, in cui si tratta di salvare la patria, quando ciascun cittadino dà tutto e tutto sacrifica, io debbo lanciare un grido, se non altro a coloro che hanno ancora in petto un cuore russo, e comprendono che voglia dire nobiltà d'animo. Non è davvero il momento di star a discutere chi di noi sia più colpevole! L'importante è questo: che è venuto per noi il momento di salvare il nostro paese; che perirà non più per l'irruzione di popoli stranieri, ma per opera di noi stessi... Tutto sarà vano, finché ciascuno di noi non avrà sentito che allo stesso modo in cui all'epoca dell'insurrezione dei popoli afferrò le armi, così ha il dovere d'insorgere contro la disonestà. Ora mi rivolgo a voi. A chi fra voi abbia una qualche comprensione di ciò che significhi nobiltà di pensieri. Io vi esorto a ricordare il dovere che, qualunque sia il suo posto, incombe all'uomo. Vi esorto a considerare più da vicino il vostro dovere e le obbligazioni della vostra missione terrena, poiché è questa una cosa che a tutti noi si presenta in modo confuso”.

Forse non a caso Nikolaj Gogol’

scrisse “Le anime morte” soggiornando a Roma. Era il 1842, romanzo controverso, ma per lui il superamento d’un sistema iniquo non poteva prescindere dalla rigenerazione morale e politica individuale. A cominciare dal senso del dovere di ciascuno. Buon voto a tutti, oggi.
 

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