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Sguardi di meraviglia su Venezia e le isole nelle foto di Levoni

Sguardi di meraviglia su Venezia e le isole nelle foto di Levoni

In un volume di Artestampa, l’imprenditore modenese consegna la 14esima indagine su città italiane e straniere

Un'amorevole ricognizione su Venezia offrono 134 fotografie in bianco e nero e 34 a colori di Gianfranco Levoni raccolte nel volume (pp. 180, euro 90) delle Edizioni Artestampa. La città lagunare è la quattordicesima indagata dalla Nikon e dalla Leica dell'imprenditore modenese (attività nel campo della logistica e dei trasporti) che ha fatto della fotografia una autentica passione conoscitiva. Nella sua raccolta figurano New York, Bruxelles, Barcellona, Bologna, Ravenna, Modena... e persino pubblicazioni sull'opera di Pistoletto e Frank Stella. Tante esperienze di ricerca e di scoperta in città italiane e straniere che sembrano moltiplicarsi a Venezia, che "trabocca - dice l'autore - di storia, di arte, di cultura, di civiltà... L'impressionante susseguirsi di meraviglie architettoniche, l'inestimabile patrimonio artistico delle tantissime chiese e musei che le generazioni passate hanno consegnato intatte, testimoniano la grandezza di una Repubblica Marinara che ha dominato per secoli i mari e i commerci dell'Oriente".

La venerazione di Levoni per Venezia è più che un atto d'amore. Il fotografo non vuole disperdere la sensazione del meraviglioso che spira in quei luoghi che non hanno perso nulla della loro dotazione di vita, come segno della memoria e della poesia, da ritrovare nelle calli, nei rii (S. Moisè, la Vesta) attraversati dalle gondole, nei ponti (Rialto, dei Sospiri, della Paglia, delle Tette), nei canali in cui si specchiano le case. Momenti di contemplazione ammirativa e di commozione di fronte alla Basilica di S. Marco, con i suoi mosaici, la Deposizione, la Discesa al Limbo, la Resurrezione e l'Ascensione, il Giudizio finale, e pure con l'arrivo di S. Marco a Venezia, l'accoglienza del santo. Aspetti artistici si manifestano nel Palazzo Ducale, nei dipinti di Paolo Fiammingo (Il Doge sul punto di partire con l'armata...), di Tintoretto (Vittoria di Punta Salvore e Cattura del figlio di Barbarossa), di Marco Vecellio (Doge Leonardo Donà e la Vergine).

L'immagine pare tradurre una perenne testimonianza di un sogno ad occhi aperti del visitatore di una città che si connota di aspetti arcani, rappresenta il legame visibile tra il naturale e il prodigioso. Una visione incantata che il fotografo registra nelle vedute panoramiche di piazza S. Marco, di Canalgrande, delle cupole dalla Basilica, della Punta della Dogana e della Basilica della Madonna della Salute. E' un'indagine creativa nel patrimonio storico che comprende anche le chiese di S. Giovanni Battista in Bragora, di S. Giacomo di Rialto, di S. Simeon Piccolo, di S. Marcuola. La bellezza si identifica nei particolari: il Caffè Florian, il fregio di abitazione a Rio della Madonna dell'Orto, la statua di Mercante a Campo dei Morti, sottoportico con imbarcadero, vera da pozzo a Campo S. Stefano, il trono di Attila. Lo sguardo si allarga all'Isola di Torcello, con la Cattedrale di S. Maria Assunta, a Murano con gli artigiani della lavorazione del vetro, a Burano (isola famosa per gli artisti della luce) con le merlettaie.

Poche le immagini a colori (maschere veneziane....). Il bianco e nero meglio si addice alla malinconia, alle suggestioni che la città trattiene in un magico incanto; rappresenta la parte pura della vita, l'anima vera di un luogo, con la sua profondità di memorie, la capacità di legare le cose del passato e del presente.

"La luce diventa componente essenziale del linguaggio artistico di Levoni che riesce - nota Ernesto Milano, presidente emerito dell'Accademia nazionale Scienze, Lettere e Arti di Modena - ad esplorare e a descrivere i monumenti, le chiese, i palazzi, i paesaggi extra urbani, nonché, rari, ma intensi, soggetti umani, consegnandoli sotto un aspetto nuovo, quasi inedito e sconosciuto, ed è proprio questa capacità trasfigurativa che traduce un'immagine da banale scatto in forma d'arte dalla quale emerge una lettura della realtà, tanto inedita quanto apprezzabile". Levoni sa affidare alla fotografia la possibilità di testimoniare lo stupore di una città unica al mondo. Una

città d'incanto rivelata per immagini che, facendosi rapporto d''amore con gli splendidi luoghi, richiamano al senso di rispetto per uno straordinario patrimonio d'arte con cui il fotografo stabilisce un rapporto da anima ad anima, per consegnarlo alla pura visibilità della seduzione.

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