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Doppio omicidio, Rainone resta in carcere

Il giudice non convalida il fermo: nessun pericolo di fuga, ma è pericoloso e potrebbe colpire di nuovo 

ZOCCA. Angelo Rainone rimane in carcere ma ci resta a garanzia di se stesso e soprattutto della famiglia. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminaria, Eleonora Pirillo, che ieri mattina ha comunicato a Procura e avvocato difensore la sua decisione sulla convalida del fermo. Che non c’è stata. Il gip ha infatti ritenuto che non ci siano gli estremi per condividere la tesi degli inquirenti. Il pm Lucia De Santis, infatti, nel motivare il fermo di indiziato di delitto aveva evidenziato come ci fosse il “pericolo di fuga”. Il 57enne, accusato del duplice omicidio dei fratelli Breno e Ugo Bertarini, avrebbe potuto agevolmente allontanarsi nel caso fosse stato rimesso in libertà. Perché Rainone, prima di essere fermato, sapeva che le indagini portavano già a lui come del resto avrebbe potuto dedurre nel momento in cui gli sono stati notificati gli atti di ispezione della sua casa di Montalto e del furgone. Per il gip, però, non c’è alcun rischio che l’uomo possa allontanarsi dall’Italia come del resto aveva fatto notare anche l’avvocato difensore nel chiedere il rigetto del fermo.

In compenso il giudice, come è nei suoi poteri, fa un’altra valutazione: Rainone è infatti soggetto considerato pericoloso o quantomeno non è da escludere che possa reiterare certe violenze eventualmente su di sé oppure i familiari ancora in vita (non va scordato come l’ex moglie Rossana Bertarini abbia informato il magistrato della violenza che l’ex marito aveva usato verso il figlio più grande della coppia). Ecco allora che ha disposto la misura cautelare in quanto sussistono gravi indizi di colpevolezza.

Nel frattempo l’avvocato difensore, Francesca Lazzeri, sarà coadiuvata dalla collega Samantha Amodio. Spetterà a loro cercare una strategia difensiva per un uomo che finora si è chiuso nel silenzio. La notte del fermo aveva deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte al pubblico ministero e anche davanti al gip ha fatto la medesima scelta. I due legali del 57enne originario di Benevento hanno inoltre incaricato il dottor Fabrizio Zucchi, specializzato in medicina legale, quale perito di parte durante l’autopsia sui corpi dei due fratelli. L’esame inizierà oggi all’istituto di Medicina Legale del Policlinico dove si trovano le salme. Da una prima, speditiva analisi effettuata dal medico legale dell’Ausl nella stalla di Lame, Ugo e Breno Bertarini sono stati uccisi con trenta colpi di roncola. Ammazzati con violenti colpi alla testa, al collo e

agli arti superiori a dimostrazione di come le vittime abbiano tentato di proteggersi dalla furia omicida di chi ha brandito l’arnese da lavoro poi abbandonato - ancora insanguinato - in un secchio pieno d’acqua dove è stato ritrovato anche un brandello della giacca di Ugo.(fd)

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