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Area Nord: svolta in direzione Lega

Area Nord: svolta in direzione Lega

A Finale il centrodestra si rafforza, Camposanto ora fa paura Pd in picchiata a S.Felice, S.Possidonio, Concordia e Mirandola

L’Area Nord svolta in direzione Lega. È in questo la sintesi delle elezioni politiche di domenica: alle urne si registra la caduta di quasi tutti i Comuni della Bassa Modenese che si erano alleati in Unione. Il giudizio dei cittadini, negativo per il centrosinistra a livello nazionale trova inevitabilmente riscontri e parallelismi in chiave locale.

A partire da Finale, dove dopo un anno di amministrazione di centrodestra, bersagliata dagli avversari e impacciata - a cominciare dal sindaco - in parecchi bicchieri d’acqua. Chi si aspettava una riscossa è rimasto deluso, con una destra a trazione bondenes-leghista che strapazza anche il candidato doc dei Cinque Stelle. Ferraresi.

«Siamo estremamente soddisfatti per i risultati oltre le aspettative - ha detto Lorenzo Biagi, vicesindaco leghista - soprattutto a Finale, Comune ancora terremotato e dove siamo al governo da appena un anno e mezzo e il nostro candidato Cestari è forse poco conosciuto. Ma grazie alla campagna elettorale e mediatica di Salvini ed incentrata sui problemi concreti della gente che il Pd non affronta più, come il lavoro, la sicurezza, l’eccessiva immigrazione e la tassazione esagerata di aziende ed imprese, siamo stati premiati dagli elettori. Anche in Comuni da sempre roccaforte del Pd come Mirandola, Camposanto e San Felice, con sindaci di centrosinistra uscenti, in cui ora si farà dura per il Pd trovare gente credibile per le amministrative».

Ma a scatenare le nuove preoccupazioni è sicuramente Camposanto, dove si vota tra poche settimane. E dove la Lega, a livello di rappresentanti locali, neppure esiste. Eppure nella pluridecennale roccaforte rossa delle famiglie Costi, Dieci e Rovatti la Lega alleata sbaraglia facendo palesemente leva sul tema immigrazione dal nord Africa, scavalcando quota 40%, e lasciando Vaccari (alla Camera) tredici punti sotto. Così ieri sono arrivati solo i ringraziamenti formali del sindaco Baldini per l’organizzazione dei seggi.

Nella vicina San Felice, dove Vaccari aveva concentrato molti appuntamenti pubblici e argomenti presuntamente trainanti (deposito gas eliminato grazie al Pd, Cispadana autostrada da fare invece della superstrada...) il messaggio è una identica certezza: il centrosinistra scivola al terzo posto (26,9) e Cestari (Lega) vola quasi a 40%. «Tanti anni di impegno e di concretezza trovano riscontro», commenta Riad Ghelfi, ex segretario provinciale della Lega, oggi defilato per ragioni professionali.

Ma cade anche a Mirandola, dove il Pd in questi anni ha saputo essere più dialogante ed inclusivo, specie con i settori economici industriali. Caduta meno rovinosa, con Vaccari (Camera) al 32,28% (Pd al 28,2%), comunque sorpassato dalla coalizione Cestari con il 36,64%. Che poi si debba parlare di Lega e non di Forza Italia lo dimostra il 23,37% del Carroccio, a fronte di un men che mezzo 10,4% dei berlusconiani. E il distacco alla Camera è anche più netto, con Fi sotto al 10%. «Molto contenta per l’esito del voto a Mirandola dove l’anno prossimo si voterà per il nuovo sindaco e proveremo ad espugnare il Comune al centrosinistra - puntualizza Francesca Guerzoni, capogruppo della Lega in consiglio comunale - significa che abbiamo lavorato bene: i cittadini sono stanchi delle frivolezze del Pd e lo hanno dimostrato».

«Con questi risultati la coalizione del centrodestra è pronta a governare questa città senza opere, infrastrutture, cinema, sport, senza politiche giovanili, cultura e senza una tangenziale da Mirandola a Modena nel 2019. Voglio ringraziare gli elettori di Forza Italia Mirandola e frazioni compreso i cugini leghisti», si accoda il capogruppo di Fi, Marian Lugli.

«I mirandolesi hanno dimostrato con la loro affluenza ai seggi notevole senso civico: domenica è stata una grande giornata di democrazia» ha detto l’attuale sindaco di Mirandola, Maino Benatti, preferendo glissare per ora sui risultati.

Stessa situazione a Concordia, che il Pd perde con percentuali analoghe. O a Cavezzo, con Cestari al

37,7%.

In una San Possidonio che cambia rispetto alla storica fortezza rossa e partigiana, il centrodestra leghista va addirittura oltre il 40 (42,4% alla Camera), distaccando di ben 13 punti Pd e alleati.

Valentina Corsini

Alberto Setti

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