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Elezioni 2018/ Guerra (LeU): «Ora puntiamo alle amministrative»

Elezioni 2018/ Guerra (LeU): «Ora puntiamo alle amministrative»

L’ex senatrice: «Torno a fare la prof, la Destra mi preoccupa»

Il suo nome, insieme a quello di Stefano Vaccari, è in cima alla lista degli esclusi eccellenti dal prossimo Parlamento. Del resto, nonostante un buon 6% che ha sostanzialmente doppiato il risultato nazionale, le regole della legge elettorale hanno fatto sì che in regione venissero eletti solo Pierluigi Bersani e Vasco Errani. E così Maria Cecilia Guerra, senatrice uscente e candidata di Liberi e Uguali alla Camera, sta per rientrare da Roma per tornare alla sua cattedra al Dipartimento di economia “Marco Biagi”. «Mi dispiace per la mancata elezione - spiega - ma i meccanismi del “Rosatellum” e i deludenti risultati nazionali di Leu non mi hanno premiata. Personalmente sono contenta di aver portato avanti una campagna che mi ha permesso di incontrare tante persone, anche se ovviamente resta la delusione per un risultato nazionale negativo e per la preoccupante ventata che viene da destra».

La senatrice uscente fa quindi notare che «gli elettori hanno espresso una scelta netta che ha premiato due partiti: da un lato il Movimento 5 Stelle, dall’altro la Lega, due partiti che hanno accolto fra i loro elettori anche una parte significativa di ex elettori del Pd. Il M5s ha vinto promettendo un “tutti a casa” che è risultato molto allettante, anche se poi si vedrà come utilizzerà il sostegno ricevuto. Della Lega invece sappiamo già molto - incalza l’esponente di Leu - perché è purtroppo un autentico partito di estrema destra, che ha fondato molte delle sue fortune su una forte xenofobia. Il suo successo, che ne ha fatto il primo partito in molti Comuni della mia provincia, è per me l’elemento di maggiore preoccupazione».

Quindi, il Pd, partito per il quale la Guerra era stata eletta nel 2013: «La forte crisi del Partito democratico è un dato largamente atteso - riprende - un partito che si è arroccato attorno a una classe dirigente molto ristretta e autoreferenziale, incapace di fare autocritica e di cercare di capire cosa non andava, pure a fronte di un susseguirsi di sconfitte. Un partito snaturato nel profondo da alcune scelte politiche

decisamente in contrasto con il suo dna originario. Vedremo cosa succederà dopo questa sconfitta. E’ importante capirlo presto - conclude - in vista delle prossime amministrative in cui, anche nella nostra provincia, ogni comune è diventato contendibile». (l.g.)
 

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