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Enrico Aimi (Fi) da Modena al Senato: «Nemici? Qualcuno voleva portarmi in pellicceria»

Enrico Aimi (Fi) da Modena al Senato: «Nemici? Qualcuno voleva portarmi in pellicceria»

Ringrazia tutti, a partire dai suoi genitori, «che non ci sono più, ma che mi hanno trasmesso i valori che oggi mi hanno portato qui», e Altero Matteoli, perché l’ex ministro scomparso nel dicembre...

Ringrazia tutti, a partire dai suoi genitori, «che non ci sono più, ma che mi hanno trasmesso i valori che oggi mi hanno portato qui», e Altero Matteoli, perché l’ex ministro scomparso nel dicembre scorso è da sempre il suo punto di riferimento politico.

Il “qui” non è più Bologna, ma Roma, perché dopo quattro mandati in Regione Emilia-Romagna in viale Aldo Moro, l’avvocato modenese e consigliere regionale di Forza Italia Enrico Aimi è stato eletto a palazzo Madama nel collegio plurinominale Modena Ovest

Un’elezione dovuta al discreto risultato degli azzurri (10,27%) e al fatto che i compagni di partito che erano in lista davanti ad Aimi, Paolo Romani e Anna Maria Bernini, siano stati eletti altrove. Aimi, è soddisfatto?

«È stata una bellissima vittoria, arrivata in un momento particolare per la storia del Paese. Una vittoria che arriva a coronamento di un lungo percorso di impegno personale e politico, che in Regione mi ha sempre portato ad essere eletto con il record di preferenze: del resto, penso che nessuno dei miei avversari possa dire che non si tratti di una vittoria meritata…».

Avversari, appunto: sulla sua strada ha trovato tanti amici e consensi, ma anche qualche nemico… «Beh, non vorrei rischiare l’apologia, ma qualcuno diceva “Tanti nemici, tanto onore”. In questi anni c’è stato anche qualcuno che ha tentato di portarmi… in pellicceria, ma per il momento sono felice di averli delusi».

La sua elezione coincide con un momento felice per il centrodestra, che per la prima volta ha la maggioranza in regione. «Queste elezioni hanno rappresentato una svolta storica: dopo 70 anni, quello che sembrava un feudo rosso politicamente inespugnabile, si è rivelato un gigante dai piedi d’argilla. La caduta è stata rapida e ci saranno sicuramente dei contraccolpi: la Regione

ora è contendibile, così come tanti Comuni della provincia». Cosa deve fare ora il centrodestra per vincere? «Deve organizzarsi sul territorio, elaborare un programma comune con gli alleati e farsi trovare pronto per le sfide delle regionali e delle amministrative» . (l.g.)

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