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La rinascita del “Galilei” A settembre si torna in aula

Mirandola. Tour istituzionale con i donatori nel cantiere della scuola superiore Barilla: «Ritrovare il gusto dello studio». In primavera inizierà il trasloco

MIRANDOLA. Verrà inaugurata a settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, la nuova sede dell’istituto Galilei di via Barozzi, nell’area dove sorgeva il vecchio istituto, unico edificio scolastico superiore demolito per i gravi danni del 2012. Il termine dei lavori è previsto entro maggio, dopo di che si partirà con l’allestimento di aule, laboratori ed uffici in cui troveranno spazio all’incirca 1300 studenti più personale docente ed ausiliario.

Un intervento economico complessivo di oltre 10,7 milioni che ha visto il contributo di importanti finanziatori: la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena (4 milioni e 850mila euro), l’Associazione tra Fondazioni di Origine Bancaria dell’Emilia Romagna (un milione e 665mila euro), Barilla (un milione di euro), Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola (un milione di euro), Fondazione di Vignola (521mila euro) e la Provincia di Modena che ha stanziato un milione e 664mila euro. E ieri alle 10,30, i protagonisti dell’ingente investimento, con il sindaco di Mirandola Maino Benatti e la dirigente scolastica del Galilei, Milena Prandini, si sono radunati nel cantiere di via Barozzi per fare il punto sull’avanzamento dei lavori.

«Questa è un’opera fondamentale per la formazione nella Bassa: una scuola dall’alta qualità tecnologica ed energetica, nonché antisismica, che segna non solo un esempio per tutta l’Italia ma anche un messaggio di speranza per il futuro dei nostri ragazzi. Abbiamo costruito un mondo migliore», ha puntualizzato il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, citando il noto pezzo di Vasco.

«Una buona scuola significa un buon futuro e noi come azienda siamo tifosi dell’importante lavoro svolto - ha detto Paolo Barilla, vicepresidente dell’omonimo gruppo - e ci auguriamo che la sofferenza vissuta dagli studenti durante il sisma si trasformi in rinnovato slancio ed entusiasmo per lo studio nel rinato edificio».

Molto soddisfatto anche Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione CrMo, che ha definito il Galilei “un polo scolastico tra i più importanti della Bassa in termini di leadership formativa ed economica”. «Su cui si gettano le basi didattiche per garantire lavoro alle nuove generazioni e quindi al Paese», gli ha fatto eco Giovanni Belluzzi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola.

Infine il sopralluogo nell’istituto il cui cantiere è in piena attività grazie al lavoro di un ottantina di operai. «Più di 79mila bulloni e 50mila chiodi fissano le travi di acciaio al soffitto - ha spiegato Daniele Gaudio, direttore dei lavori per conto della Provincia e affidati alla Ita, Impresa Generale di Modena, arrivato all’ultimo piano dell’edificio - e l’acciaio è ricoperto di una vernice speciale che, in caso di incendio, si gonfia e resiste al fuoco fino a 60 minuti. Anche se l’evacuazione è garantita da più scale antincendio».

La visita è poi

proseguita nell’attigua palazzina Annigoni, su cui sono state apportate delle migliorie dalla Ita, ma ristrutturata nel 2014 grazie ai contributi del Fondo Vicenza. E qui, in uno dei laboratori di elettronica, i ragazzi erano all’opera: la miglior immagine di rinascita post sisma.

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