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Modena: meno pigri, anche nei pensieri E la crescentina sarà più buona

Il gioco libero e creativo, l’incontro tra educazione e natura: per stare meglio Dal progetto “InForma a scuola” di Modena l’avvertimento. Serve una svolta

MODENA Le voci. Le voci, le risate, le parole. Quelle sono mancate. C'era neve, tantissima neve,c'erano scuole chiuse, strade impraticabili, eppure sono mancate le voci dei bambini, là fuori. Tutti rinchiusi in casa? Al di là del silenzio che può aver colpito chi “fuori” ci ha vissuto parecchio e tra naso arrossato, mani gelate, sbucciate alle ginocchia, ci è cresciuto e di quella vena di tristezza, in fondo, per un mondo che non si sveglia più tra risate e sorrisi, che anzi, tra regolamenti ...

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MODENA Le voci. Le voci, le risate, le parole. Quelle sono mancate. C'era neve, tantissima neve,c'erano scuole chiuse, strade impraticabili, eppure sono mancate le voci dei bambini, là fuori. Tutti rinchiusi in casa? Al di là del silenzio che può aver colpito chi “fuori” ci ha vissuto parecchio e tra naso arrossato, mani gelate, sbucciate alle ginocchia, ci è cresciuto e di quella vena di tristezza, in fondo, per un mondo che non si sveglia più tra risate e sorrisi, che anzi, tra regolamenti di condominio con liste di divieti lunghissimi è (o sembra) molto ostile ai bambini (non solo durante i giorni di neve), ci sono dati sulla sedentarietà dei bambini che fanno, o dovrebbero, far preoccupare. In Italia infatti il 21 per cento dei bambini di 8-9 anni è sovrappeso e oltre il 9 per cento è obeso. Leggermente più basso nella provincia di Modena, dove si assesta al 7,2 per cento. Di certo è che solo tre bambini su dieci svolgono un livello di attività fisica raccomandato per la loro età, e ben un 40 per cento trascorre più delle ore ore consigliate come tempo massimo davanti a uno schermo (tv, videogiochi, tablet o cellulare). Questi, almeno, i dati comunicati ieri durante la presentazione del progetto “InForma a scuola”,che promuove l’attività fisica e una sana alimentazione e coinvolge circa cinquemila bambini e ragazzi tra scuole dell’infanzia, primarie e secondarie inferiori modenesi, realizzato dal Comune di Modena con Rete Città Sane, Ausl, istituzioni scolastiche, Unimore, Uisp, CirFood e Parmareggio.

Bello che nel programma di questa edizione si dia valore e riconoscimento al gioco libero, ai giochi del passato, anche per far conoscere tradizioni e costumi locali a bambini nati da genitori provenienti da altri paesi o culture. Certo è che il “sistema scuola” è basato sulla sedentarietà. E invece “stare fuori” aiuta l'apprendimento (oltre a fare benissimo alla salute). Ed è quindi proprio sullo stare dentro stare fuori che molti adulti, soprattutto educatori, potrebbero e dovrebbero interrogarsi (oltre a proporre programmi tampone). Il testo di riferimento resta sicuramente “Fuori. Suggestioni nell'incontro tra educazione e natura”, pubblicato nel 2015 da Franco Angeli e a cui hanno contribuito molti tra fondatori e amici di Bambini e Natura. “La questione in gioco – si legge nell'introduzione - non riguarda solo il cominciare ad uscire dagli edifici, ma il pensarsi dentro ad un altro clima, relazionale e culturale, che riduce le distanze tra le esperienze di cui bambini e ragazzi sono portatori e i programmi che l’educazione formale propone loro, modificando l’approccio e le ragioni per nutrire con nuova linfa il dentro. Educare, come fare scuola, in natura risponde alle domande naturali dei bambini e dei ragazzi, ribalta le convenzioni, invita al cambiamento, chiedendo all’adulto di mettere a disposizione strumenti capaci di sostenere e focalizzare gli sguardi, in modo da tenere alti il livello osservativo, la curiosità, l’abitudine ad interrogarsi. Allora, senza che glielo si chieda, bambini e ragazzi aprono i loro quaderni, sfoderano le loro matite e coltivano naturalmente la propria sete di conoscenza. Adulti “colti di natura”, dentro e fuori i servizi educativi e le scuole, hanno bisogno di moltiplicare il proprio sguardo, di cogliere la complessità che la natura svela, di accompagnare con competenza questo incontro, perché possa dipanarsi in tutta la sua ricchezza”. Questo al di là dei validissimi e interessanti progetti su alimentazione e sedentarietà che restano, spesso, bei progetti conclusi i quali si torna alle vecchie abitudini. Sono le abitudini che vanno cambiate, a casa e a scuola. Per rendere meno pigri anche i pensieri. Ché poi, alla fine, dopo essere stati fuori, anche le crescentine si mangiano più volentieri.