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Guiglia: “Il Faro” dei Sassi l’estro al servizio della tradizione

Tipicità modenesi rigorosamente fatte in casa  in un’alternanza di rigore filologico e novità

GUIGLIA. Negli Anni Settanta era un locale che faceva tendenza e rappresentava uno dei primi tentativi di insediare su un territorio di grande pregio turistico - i “Sassi” di Roccamalatina - anche un punto di riferimento per quanto riguarda la ristorazione. Poi, dopo diverse vicissitudini, negli anni Duemila è rimasto chiuso per ben sei anni, finché Alessandro Guidi e Simona Benelli, entrambi provenienti da famiglie a vocazione imprenditoriale, hanno deciso di scommettere sul suo futuro, rip ...

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GUIGLIA. Negli Anni Settanta era un locale che faceva tendenza e rappresentava uno dei primi tentativi di insediare su un territorio di grande pregio turistico - i “Sassi” di Roccamalatina - anche un punto di riferimento per quanto riguarda la ristorazione. Poi, dopo diverse vicissitudini, negli anni Duemila è rimasto chiuso per ben sei anni, finché Alessandro Guidi e Simona Benelli, entrambi provenienti da famiglie a vocazione imprenditoriale, hanno deciso di scommettere sul suo futuro, riportandolo a nuova vita.

Così, Il Faro di via Sassi 1738, a Roccamalatina di Guiglia, ha riaperto il 1° maggio del 2015, con una gestione completamente nuova e con una cucina che oggi richiama clienti ben oltre la provincia modenese. I motivi per andare a trovare Alessandro e Simona (lui in sala, lei tra i fornelli) sono davvero innumerevoli, non fosse altro per godersi una giornata in totale relax pranzando con vista diretta sui Sassi (durante la bella stagione si mangia anche in terrazzo) o magari anche per aggiungere una meta culturale alla propria sosta gastronomica, visitando a poche centinaia di metri il “gioiellino” della Pieve di Trebbio, chiesetta di campagna in stile romanico perfettamente conservata. O, ancora, per godersi una giornata all’aria aperta, visti i diversi percorsi in mezzo ai boschi presenti in zona.

Volendo, peraltro, il bar, ristorante e locanda Il Faro mette a disposizione anche cinque camere, perché non si sa mai che si voglia prolungare il proprio soggiorno. Per quanto riguarda il ristorante, il locale tiene dagli 80 ai 100 coperti (a seconda della stagione), è aperto tutti i giorni da fine marzo a fine settembre, mentre solo dal venerdì alla domenica nei mesi più freddi. Accomodandosi ai tavoli, si riscopre la vera cucina tradizionale, con piatti tutti fatti in casa e qualche volta anche reinterpretati secondo la sensibilità della chef.

Così, accanto a tortelloni, tortellini, gnocchi di patate, mezzelune, pappardelle con cinghiale e caprioli dei boschi circostanti, si può optare anche per tortelli in sfoglia di cacao su crema di spinaci e melograno, mezzelune con radicchio e noci oppure con pancetta e aceto balsamico. E questi sono solo alcuni esempi, anche se almeno una volta bisogna assaggiare uno dei piatti forti del locale, i “Tortelli del Faro”, vera e propria prelibatezza. Per la serie “fuori i secondi”, si va da gnocco fritto e crescentine (non chiamatele tigelle!) fino a un trionfo di carni a chilometro 0, come il cinghiale, il capriolo, il manzo con diversi contorni.

Ovviamente, per chiudere in dolcezza non possono mancare i dessert, anche questi preparati in casa anche con frutta di stagione, come torta di arance, al limone o di prugne, assieme a tagliatelle dolci, crostate e altre specialità. Un’ultima nota va alla cantina, con oltre una cinquantina di etichette tra vini locali e delle migliori regioni vinicole italiane. Ultimo ma non meno importante, ecco la ricetta dei Tortelli del Faro: acqua, farina, uova e sale per fare la pasta, ricotta mista (pecora e vacca), parmigiano, pere, un tocco di zenzero, una spolverata di scorza di limone grattugiata per il ripieno. Prima di servire, saltare i tortelli su crema di taleggio e noci sbriciolate.