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Modena, costruttori edili all’attacco «Qui il tempo passa dobbiamo aprire i cantieri»

Urbanistica: Vaciglio e non solo, il presidente dell’Ance Betti  «Gli accordi già stipulati non possono rimanere congelati»

MODENA. Un uno-due molto chiaro, partito con la conferenza organizzata a Modena e rilanciato ora, con un intervento a margine del convegno degli architetti di Bologna. A tornare a parlare di urbanistica a Modena, sottolineando le proprie perplessità sulla delibera del Comune che ha “congelato” alcuni interventi, sono i costruttori di Ance-Confindustria.

A due settimane dalla conferenza modenese, infatti, il presidente regionale dell’Associazione costruttori edili, il modenese Stefano Betti, h ...

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MODENA. Un uno-due molto chiaro, partito con la conferenza organizzata a Modena e rilanciato ora, con un intervento a margine del convegno degli architetti di Bologna. A tornare a parlare di urbanistica a Modena, sottolineando le proprie perplessità sulla delibera del Comune che ha “congelato” alcuni interventi, sono i costruttori di Ance-Confindustria.

A due settimane dalla conferenza modenese, infatti, il presidente regionale dell’Associazione costruttori edili, il modenese Stefano Betti, ha ribadito i concetti espressi l’8 marzo in via Bellinzona, con l’appello all’amministrazione comunale affinché il congelamento dei provvedimenti urbanistici già stipulati non si trasformi in un passo indietro. «Invitiamo a risolvere questa situazione il prima possibile - ha detto ieri il presidente Betti a margine del convegno bolognese - il periodo transitorio di adeguamento alla nuova pianificazione è di tre più due anni a partire da gennaio 2018, non è che ci aspetta...». Facendo un passo indietro, la delibera di ricognizione approvata il 15 febbraio dal Consiglio comunale prevede «la sospensione fino al 30 aprile dell’efficacia dei provvedimenti e degli accordi in materia urbanistica già approvati, definiti e stipulati, nonché delle convenzioni urbanistiche approvate, ma non stipulate, che assumano rilievo ai fini dell’applicazione della nuova legge regionale».

Un provvedimento nato dalla necessità di gestire la fase di transizione prevista dalla legge e che in sostanza porterà il Comune a fare una sorta di check-up dei progetti sospesi, valutando la possibilità di apportare modifiche in direzione del “saldo zero”. Tra i progetti “congelati”, appunto, ci sono quelli di via Fratelli Rosselli - 354 nuove case distribuite su 22 palazzine - e Santa Caterina - 83 case - ma non il contestato comparto di Vaciglio, con i suoi 550 alloggi. Una “revisione” che preoccupa parecchio i costruttori, che non nascondono che lo stop imposto dal sindaco Muzzarelli sia maturato alla luce della mobilitazione partita l’estate scorsa per dire “no” a Vaciglio: «Il Comune di Modena - ragiona Betti - ha fatto delle valutazioni rispetto alle proprie peculiarità, che non sono quelle di Bologna o di altri posti, e nelle more del transitorio ha detto in sostanza “mi fermo perché prima voglio dare gli indirizzi precisi, e non lasciare che le cose scorrano.

Via Morane-Vaciglio è una vicenda che non riguarda la nuova legge regionale - precisa il presidente Ance - ma una convenzione già siglata e firmata da tempo. Politicamente c’è stato molto rimbalzo in città su questo tipo di problemi, e probabilmente è questo il motivo di questa accentuata attenzione alla base della scelta politica modenese. Il Comune, alla luce delle situazioni proprie, ha deciso di fermarsi un paio di mesi per fare il punto con le proprie strutture operative». Una decisione consentita dalla legge ma, conclude il numero uno dei costruttori di Confindustria, «certamente estremamente prudenziale rispetto ad una volontà di andare avanti con continuità, soluzione che sicuramente avremmo preferito». (l.g.)