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Modena Abbracciarci e non scansarci Leggendo, cucinando, ridendo

Gli Spuntini letterari alla Rodari come lo scambio tortelloni/cous cous a Castelvetro Le stanze dei segreti dove adulti e bambini sanno condividere: e spengono i telefoni 

MODENA. Nelle stanze dei segreti accadono magie grandi. Si possono trovare adulti e bambini assieme, seduti su cuscini, sgabelli, tappeti. Si può ascoltare il silenzio tintinnare di parole e respiri. Ci si può meraviglia accorgendosi che l'incantesimo ha colpito anche il tempo, intravisto a scivolare in punta di lancette e dilatarsi e danzare, e ampliarsi e accogliere. Centocinque minuti senza cellulari e schiamazzi, senza capricci e corse affannate, grandi e piccoli attenti e sorridenti, em ...

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MODENA. Nelle stanze dei segreti accadono magie grandi. Si possono trovare adulti e bambini assieme, seduti su cuscini, sgabelli, tappeti. Si può ascoltare il silenzio tintinnare di parole e respiri. Ci si può meraviglia accorgendosi che l'incantesimo ha colpito anche il tempo, intravisto a scivolare in punta di lancette e dilatarsi e danzare, e ampliarsi e accogliere. Centocinque minuti senza cellulari e schiamazzi, senza capricci e corse affannate, grandi e piccoli attenti e sorridenti, emozionati e curiosi.

E' accaduto davvero, durante il primo incontro degli Spuntini Letterari, sabato 17 marzo, nella biblioteca d'istituto della primaria Rodari (Ic3), di via Magenta 55. Che è quella, la stanza dei segreti. Racconta Eva Pigliapoco, insegnante: “Li ho visti mettersi seduti pronti ad ascoltare storie e a condividerle con gli altri. Uno per volta, in una piacevole alternanza nella lettura tra adulti e ragazzi, tra brani seri e divertenti, lunghi e corti. Li ho visti ridere, li ho visti pensare, a volte li ho visti anche commossi, con gli occhi lucidi, li ho visti giocare. Li ho visti mettersi in gioco. Per un'ora e 45 minuti. Orologio alla mano.

E nel frattempo, a pochi metri, altrettanti bambini, più piccolini, con l'aiuto dei più grandi e coordinati da una collega, Francesca, leggere una storia e poi realizzare con materiali di ogni tipo le parole da regalare a chi ne ha bisogno: parole per divertirsi, per chiedere scusa, per amare e per stare calmi. Ho visto genitori alzarsi presto per preparare e offrire leccornie di ogni tipo, e altri organizzare un banchetto per non far mancare a nessuno la possibilità di portarsi a casa un libro nuovo. Ho visto tanta gente che ha spento i telefonini, ha rimandato ogni impegno, ha sfidato la giornata grigia e uggiosa e ha deciso di venire a fare il pieno di energia qui. Nella nostra biblioteca. E abbiamo ridato alla letteratura il suo ruolo: quello della condivisione. Abbiamo narrato peer to peer, diremmo oggi. C'è speranza se questo accade”. E' che a stare assieme così, a far toccare con mano i mondi possibili, i bambini se ne accorgono, che ci stanno bene. Centocinque minuti per un bambino sono un'eternità. Lo sa bene chi ha bimbi piccoli. Non stanno mai fermi. Quasi mai. Perché come ha detto Gabriele, alla fine dell'incontro "sai perché sono stato ad ascoltare tutto il tempo? Perché ero interessato e perché mi è venuta voglia di saper leggere...". Semplice, no?

E di magia della condivisione si è vissuto anche a Castelvetro, ma al posto delle parole e dei numeri c'erano farina e uova, strutto e verdure. Anche qui, adulti e bambini assieme. E un incontro di culture che si è fatto scambio e crescita. Come a Masterchef, ma senza urla e senza eliminatorie, per il gusto di stare assieme, con la voglia di imparare e donarsi. Tortelloni e cous-cous. Con le donne della comunità marocchina che si sono unite alle nonne rezdore per andare davvero “Oltre i confini” e con i bambini presenti hanno trasformato il titolo della rassegna primaverile in qualcosa da portarsi addosso, vivendolo. “La verità è che è proprio bello sorridere insieme – ha scritto su Fb Giorgia Mezzacqui, assessore alla cultura - In una sera di marzo al bocciodromo di Castelvetro è accaduto qualcosa di speciale”. Come ha sintetizzato una mamma, Irene, “abbiamo bisogno di abbracciarci, non di scansarci”. E dice proprio giusto l'Irene. Anche perché poi la magia che accade ad abbracciarsi invece che scansarsi, è che parte un effetto domino virtuoso, a volerlo. Si è aggiunto Spilamberto all'abbraccio: anche lì è partito il corso di cucina marocchina, con msanmen e batbut, couscous e “poi tanto altro fino a fare il giro del mondo ed arrivare a tortelloni tigelle e via ancora” dice il sindaco, Umberto Costantini. Assieme.

“poi lui inventava storie di pirati e cavalieri erranti e la tigre pendeva dalle sue labbra”

© "La tigre di Anatolio". testo di Guia Risari, illustrazioni. di Giulia Rossi, Beisler Editore, 2018.