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Modena e Carpi. E non chiedetemi quale messaggio c’è nel mio libro Non sono baci Perugina

Trasferta modenese, la scorsa settimana, per lo scrittore piemontese Marco Magnone, che con la saga di Berlin, scritta a quattro mani con Fabio Geda, ha conquistato centinaia di giovani lettori. Il...

MODENA. Trasferta modenese, la scorsa settimana, per lo scrittore piemontese Marco Magnone, che con la saga di Berlin, scritta a quattro mani con Fabio Geda, ha conquistato centinaia di giovani lettori. Il “tour” dello scrittore è iniziato a Modena, dove ha incontrato i ragazzi delle scuole medie Ferraris e ha tenuto un incontro per insegnanti ed educatori con l'intento di fornire qualche suggerimento e possibili risposte al quesito “perché leggono e cosa leggono gli adolescenti oggi?” nella ...

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MODENA. Trasferta modenese, la scorsa settimana, per lo scrittore piemontese Marco Magnone, che con la saga di Berlin, scritta a quattro mani con Fabio Geda, ha conquistato centinaia di giovani lettori. Il “tour” dello scrittore è iniziato a Modena, dove ha incontrato i ragazzi delle scuole medie Ferraris e ha tenuto un incontro per insegnanti ed educatori con l'intento di fornire qualche suggerimento e possibili risposte al quesito “perché leggono e cosa leggono gli adolescenti oggi?” nella sede della libreria San Paolo di Corso Canalchiaro, che ha organizzato tutti gli incontri.

Novità assoluta invece la presenza dell'autore a Carpi, alla Scuola Secondaria di Primo Grado Guido Fassi. “Come mi è capitato spesso di verificare quando sono stato invitato in piccoli centri o cittadine di medie dimensioni – dice Magnone – anche a Carpi, l'entusiasmo dei ragazzi è stato davvero straordinario. Non che questo non accada anche in città, ci mancherebbe, ma è evidente che, forse perché meno “bombardati” da iniziative e proposte, questi giovani lettori accolgano autori, titoli e incontri con un'attenzione, una curiosità e un coinvolgimento particolari, che ci dovrebbero, anche, far riflettere”.



“I due incontri a Carpi – continua a raccontare l'autore – si sono svolti con la formula “classica” dell'intervista. Un gruppo di ragazzi presentava me e la saga ai compagni aiutandosi con domande preparate in precedenza. Il fatto è che a poco a poco lo spazio “simbolicamente” diviso tra chi intervistava e il pubblico che ascoltava si è sciolto e sono state tantissime le domande spontanee e le curiosità sulla storia, sui personaggi, sui miei progetti, tanto che l'argomento e il respiro della chiacchierata è passato dalle curiosità su una storia, Berlin, e sul suo autore, io, a un qualcosa di molto più ampio e complesso, ovvero a cosa ci colpisce delle storie, ai titoli da leggere, a quelli che ci sono piaciuti, a quelli che invece no. E l'interesse, genuino, e anche il bisogno di questi giovani di trovare spunti e adulti che possano indicare percorsi di bellezza, di mondi possibili, è stato evidente osservando quanti ragazzi e ragazze abbiano acquistato il primo volume della saga perché non lo conoscevano”.

“La domanda che mi fanno sempre è “qual è il messaggio di questo libro” - conclude Magnone – e io rispondo sempre che i messaggini sono dentro ai baci Perugina, non nei libri. E che i libri sono storie in cui entrare, in cui riconoscersi ma anche no, sono mondi possibili. Agli adulti, nei miei incontri di formazione, ricordo che preadolescenti e adolescenti non leggono per immedesimazione ma per aspirazione. Ovvero tendenzialmente non vogliono leggere quello che stanno vivendo ma qualcosa di più grande, di più avanti nel tempo, al limite anche di come potrebbero essere tra uno o due anni. Cercano qualcosa che vada oltre il loro presente. Quello lo conoscono. Anche troppo bene. E' per questo che – per i formatori, insegnanti, educatori, genitori, sarebbe importantissimo essere informati sulla narrativa per giovani lettori oggi più che mai. Leggere, leggere tantissimo, cercando di eliminare lo sguardo e il giudizio dell'adulto”. (m.t.)