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Modena, spaccata da 80mila euro in Canalchiaro

Buco nella serranda e poi vetrina presa a mazzate: gioielli fatti passare da un foro. «Assurdo, ancora nessuna telecamera»

MODENA. Siamo nel cuore di Modena, quel corso Canalchiaro che dalla chiesa di San Francesco sfocia in piazza Grande e in corso Duomo, un passaggio tra i più importanti e i più prestigiosi del centro storico. Un corso indifeso, senza telecamere di sorveglianza. Quelle promesse arriveranno, ma all’imbocco, a presidiare lo spiazzo della chiesa, arrivate dopo che a furor di popolo si doveva risolvere il problema, che ancora esiste, di due o tre nomadi ubriachi e violenti.

Nel frattempo c’è chi pe ...

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MODENA. Siamo nel cuore di Modena, quel corso Canalchiaro che dalla chiesa di San Francesco sfocia in piazza Grande e in corso Duomo, un passaggio tra i più importanti e i più prestigiosi del centro storico. Un corso indifeso, senza telecamere di sorveglianza. Quelle promesse arriveranno, ma all’imbocco, a presidiare lo spiazzo della chiesa, arrivate dopo che a furor di popolo si doveva risolvere il problema, che ancora esiste, di due o tre nomadi ubriachi e violenti.

Nel frattempo c’è chi pensa agli affari e mette a segno una spaccata da 80mila euro. L’altra notte, verso le 4.30, almeno due banditi hanno preso di mira con lancia termica e mazza di ferro il Compro oro di Maurizio Paglia sotto al portico, di fronte alla storica ferramenta di Antonio Ronchetti. Un giovane che lavora in un locale e che è rientrato a casa proprio poco dopo le 4 del mattino ha raccontato d’aver sentito alcuni colpi fragorosi, in successione.

Lui, che abita in una laterale di corso Canalchiaro nelle vicinanze, ha visto sotto al portico almeno due persone, molto robuste. Fisici possenti, ha pensato, meglio non cercare di affrontarli, avrebbe poi spiegato agli inquirenti. I ladri sono scappati a piedi verso il Duomo e il giovane ha dato l’allarme alle forze dell’ordine che sono arrivate sul posto, hanno transennato la zona della spaccata e hanno iniziato le indagini

Il titolare è arrivato poco dopo, passate le 5. « “Venga al negozio, ha subito un furto”, mi hanno detto al telefono - spiega il proprietario del Compro oro - e allora mi sono precipitato. Quando sono arrivato ho visto che c’era “solo” una fessurina, un pezzo tagliato della serranda esterna, come la fessura di una cassetta della posta. Mi son detto, beh, se è così è andata bene... Invece...». In effetti il colpo è stato congegnato come se si trattasse di un furto in un garage: i banditi hanno fatto il piccolo taglio alla serranda, come per vedere se nella vetrina ci fosse la merce esposta, poi, riferisce Paglia «hanno utilizzato una lancia termica, un attrezzo pesante e ingombrante, Con quella hanno cercato di fondere in un punto la vetrata antisfondamento. Poi con una mazza hanno creato il buco. Chissà poi come hanno fatto ad arrivare anche in fondo alla vetrina, negli angoli, forse con un braccio meccanico, una specie di pinza. Quando abbiamo sollevato la serranda, un po’ di fortuna: per terra, tra la vetrina e la serranda, c’erano alcuni anelli con pietre preziose, che erano caduti durante il colpo. Almeno quelli li ho recuperati».

L'allarme non è scattato, forse perché non c’è stata effrazione alla porta d’ingresso. I banditi si sono portati via anelli, bracciali, spille ed orologi per almeno 80mila euro, il proprietario non è coperto da assicurazione. Ieri davanti al Compro oro si formavano capannelli di commercianti che portavano la loro solidarietà e condividevano l’indignazione. Per tutti il titolare della ferramenta Ronchetti: «Non si può lasciare sguarnita questa zona, sono anni che abbiamo sollevato il problema. Le nuove telecamere copriranno la zona della chiesa. Per ora l’unica che c’è è quella dello Ztl, alla fine utile a far cassa. Bisogna darsi una mossa».